La vita, la carriera, l'umanità girovaga e spontanea di un uomo di spettacolo, divisa tra radio, rivista, teatro, cinema e TV.
Raffaele Pisu, all'anagrafe Guerrino, nasce nel 1925 a Bologna da una famiglia di origine sarda. Fratello di Mario, già attore di cinema e teatro, Raffaele esordisce a Radio Bologna, subito dopo la fine della guerra. In radio interpreta il personaggio de "L'uccellino della radio", nella trasmissione per bambini "Il grillo parlante". Durante la guerra, per non aderire alla repubblica di Salò, si unisce ai partigiani, e catturato, fu internato in Germania per 15 lunghi mesi. Dopo due stagioni nella compagnia di Memo Benassi, dal 47 al 49, si rende conto che la sua vocazione, è il teatro comico. Presa coscienza, si trasferisce nella capitale lavorando a Radio Roma, per poi entrare nella "Compagnia del teatro comico musicale della RAI", accanto a Paolo Ferrari, Gianni Bonagura, Nino Manfredi, prendendo parte a diversi spettacoli. La radio porta a Raffaele una certa notorietà, grazie alla sua comicità sorniona, e alle macchiette legate ai varietà leggeri dell'epoca. Contemporaneamente recita con la compagnia di prosa, sempre di Radio Roma, in diversi radiodrammi (e qui possiamo notare la facilità
di Pisu, di passare dal varietà al dramma). Siamo negli anni 50 e Raffaele, parallelamente all'attività radiofonica, prende parte a diversi film. Un titolo fra i tanti "Padri e figli", un film di Mario Monicelli con Vittorio De Sica, Franco Interlenghi, Marisa Merlini. Nel 61 Raffaele Pisu, è in televisione con un programma destinato a diventare un vero "cult", il cui titolo è diventato anche un modo di dire, "L'amico del giaguaro". Il programma presentato da Corrado, presenta un affiatato trio, composto da Gino Bramieri, Marisa Del Frate, Raffaele Pisu. Se la Del Frate, rappresenta la bella e disinvolta soubrette, Bramieri l'impareggiabile barzellettiere, Pisu si distingue nelle caricature dei personaggi allora in voga. Raffaele dimostra sempre di più di essere un artista eclettico, e dopo il successo televisivo, nel 65 è ancora al cinema nell'insolito, ma riuscito ruolo drammatico, nel film di Giuseppe De Santis "Italiani brava gente", che racconta della campagna italiana di Russia. Non possiamo non ricordare le tante commedie e i musicarelli, che lo vedono tra I protagonisti (il simpatico zio bolognese di Gianni Morandi tra gli altri). A teatro è nelle riviste "Sembra facile" nel 61 e "Italiani si nasce" nel 64. Dopo il successo de "L'amico del giaguaro" Pisu diventa uno dei volti più noti del piccolo schermo grazie a programmi come "Camera 22" accanto al fratello Mario, "La trottola" accanto a Corrado e Sandra Mondaini. Nel 68, è nel programma estivo "Vengo anch'io" con la sigla che era il pezzo omonimo di Enzo Jannacci. E in questo varietà appare per la prima volta il personaggio di "Provolino" che lo affianca anche in altri programmi. Il pupazzo ha tanto successo, al punto di diventare il protagonista di un disco, e di alcuni album a fumetti. Nel 68 Raffaele è tra i protagonisti della commedia musicale "Non cantare spara", e nel 69 è ancora in tv per presentare "Senza rete" e "La domenica è un'altra storia". Il 71 "Come quando fuori piove" e "Foto di gruppo" con Tony Binarelli e Gianfranco Funari, nel 74 "Ma che scherziamo?", e nel 76, pur facendo tanta televisione, Raffaele non interrompe mai il rapporto con la radio, prendendo parte a vari programmi di intrattenimento, giochi musicali e addirittura un corso di inglese semiserio, accanto a Minnie Minoprio. Come tanti personaggi dell'epoca, partecipa a numerosi caroselli, dal 57 al 71, dimostrando di essere un efficace testimonial di diversi prodotti. Nonostante i grandi successi, ad un certo punto della carriera, la televisione gli volta le spalle, (purtroppo un leit motiv tipico del piccolo schermo), e lui si reinventa nelle neonate tv private. Nel 77 inventa un programma per Telecentro, dal titolo "Gran Bazar", il primo programma di televendite. Affiancato dall'amica Marisa Del Frate, propone venditori che nello studio televisivo offrono i loro prodotti, che il pubblico può acquistare telefonicamente. Nel 78, è ancora in radio con il programma "Varietà Varietà" e "Radiouno 90". Una carriera dove Pisu ha spaziato, in quasi tutti i generi dello spettacolo, e non poteva mancare un programma di rottura, come "Striscia la notizia", condotto accanto a Ezio Greggio dal 1989 al 1991. Gli anni 2000, sono gli anni di fiction di successo, come "Non ho l'età 1 e 2", "Una vita in regalo", "Ma chi l'avrebbe mai detto?", "Marameo", "Don Matteo 6". E ancora cinema con titoli come, "Il trasformista" del 2002 e "Le conseguenze dell'amore" del 2004, che gli regala un nastro d'argento, e poi nel 2008 "Non c'è più niente da fare". A teatro nel 2007, Geppy Gleijeses lo dirige in "Delitto perfetto" e "Se devi dire una bugia dilla grossa" per la regia di Gianluca Guidi. Se la carriera lavorativa di Raffaele Pisu, è stata piuttosto movimentata, la vita privata non è stata da meno. Dopo diverse compagne e figli, nel 2015 appare nella sua vita un figlio mai conosciuto, frutto di una breve relazione con una donna, durante la lavorazione del film "L'ombrellone". Il figlio viene accolto benevolmente in famiglia, e attualmente ha una propria casa di produzione cinematografica. All'età di 94 anni, circondato dalla numerosa famiglia, Raffaele Pisu ci lascia nel 2019. Rimane il ricordo di un artista, che è stato parte fondamentale della storia della TV italiana, in quantità e qualità. Il nostro amico del giaguaro.
Daniele Lorenzetti