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Chi è Ludovica Cirillo? Un giovane architetto che intraprende la strada dell’arte, ma essendo figlia dei tempi della tecnologia, la sua creatività si rivolge ai componenti tecnologici riciclandoli, ottenendo delle piccole opere d’arte, traslate in gioielli e non solo. La sua arte ormai è andata fuori dalle Alpi approdando persino in Giappone. Agguerrita e decisa a proseguire questa strada, che sicuramente la porterà lontano. I suoi esordi sono stati subito apprezzati, tanto che a soli 16 anni, nell’edizione di “Talent new Talent” voluto dal Ministero italiano della gioventù, fu scelta tra 200 talenti in gara. Roma, Tokio, Londra, Madrid, Francoforte, Parigi, Tel Aviv, hanno avuto in mostra le sue creazioni, e perdonate se è poco!

 

collier giapponese Ludovica Cirillo, come ti è nata questa passione per il riciclaggio?

Sicuramente nasce da un modello di istruzione della mia famiglia, che mi ha sempre spinto a riusare cose, soprattutto i materiali di valore e di qualità. Questo sicuramente mi è rimasto dalla generazione dei miei nonni…

…non intendiamo rammendare calze o utilizzare un vecchio lenzuolo, per farne un vestito, stai  utilizzando un materiale molto particolare…

…certo, faccio parte della generazione della tecnologia, c’è un grande weis nella tecnologia. Adesso la tecnologia sta andando alla velocità della luce, e non si vedono più dei mouse con la pallina dentro. I cd, quasi non si usano più, i floppy disk, sono oggetti che in realtà appartengono alla mia infanzia, diciamo che hanno quasi un valore nostalgico. Riusando questi materiali, trovo un nuovo uso, una nuova interpretazione artistica, una nuova vita.

Ti limiti soltanto a costruire gioelli o fai altro?

No! ho anche recentemente presentato delle installazioni d’arte a Tokio. Ho presentato   durante una mostra, l’installazione di un’intera stanza, ricoperta da cavi e cornici, create con le basi delle tastiere, interpretate con materiale fotografico creando questo tipo di installazioni più artistiche.

Dove si possono trovare e comprare le tue creazioni?

Sto avviando, ora che sono rientrata in Italia, e far base qui, lo shop online, ed a brevissimo tempo li troverete online. Sono in vendita in alcuni negozi su Roma. Uno di questi, è “the Jones studio” a Roma.

I tuoi genitori, come hanno preso questa tua attività? Ti hanno incoraggiata, ti hanno scoraggiata, hanno detto, vediamo come va…

…mi hanno sempre incoraggiato. Ho iniziato quando avevo 15 anni...

…chi dei due?

Entrambi! Per fattori diversi. Papà per i trasporti, i carichi, gli scarichi, mamma si occupa della parte più manageriale, e cura le pubbliche relazioni. Sicuramente mi hanno dato tantissimo supporto. Avevo 15 anni quando tutto è nato…

…l’idea di intraprendere la carriera della madre in Rai…

…no non hanno mai…hanno capito da subito, che avevo una propensione per il design, per materie artistiche, quindi mi hanno incoraggiato ad intraprendere l’università in architettura, e non hanno mai anzi proposto…

…quindi sei un architetto! Al di là del riciclaggio delle tastiere, dei componenti di elettronica, quali altri materiai pensi di usare in seguito, per non essere ripetitiva?

In realtà non è quanto materiale tecnologico che è il mio brand, il riciclo del waist. Ho fatto sperimentazioni con le lenti degli occhiali, giornali, pezzi di metallo di laboratori, e sono sempre aperta a nuove challenge.

Cosa c’è dietro l’angolo per Ludovica?

Un’altra mostra per riproporre l’installazione che ho creato a Tokio qui a Roma. Ricreare quella sorta di ambiente, in un’intera stanza, con tutti i cavi interconnessi tra di loro…

Con tutto questo lavoro che hai, quanto rimane per la tua vita privata?

La mia vita privata è rivolta alla creatività. Mi diverto a fare anche lavoretti a casa, mi diverto così!

Che segno zodiacale sei?

Sono Vergine e come ascendente sagittario, quindi viaggiatrice

Ho notato che non vi erano gioielli rivolti agli uomini…

…ho fatto i gemelli. Fibbie per cinture, braccialetti, ciondoli da uomo…

…ma non hai esposto nulla da uomo?

Sono stata costretta a fare una scelta, scegliendo di esporre la maggior parte delle creazioni, che sono rivolte alla donna.

Devo confessare, che tra tutte le tue opere,  quella che mi è piaciuta di più, è quel collare a corolla, fatto…non saprei dire con che cosa…

…le membrane… sono le membrane all’interno delle tastiere. Quando si spinge un pulsante, e si ha la sensazione di affondo, è perché c’è questa membrana, che permette di spingere e far ritornare il tasto in posizione. È l’ultima mia creazione e ne realizzerò un’altra. Queste sono le membrane, ma ci sono degli altri elementi che sono soltanto dei dischetti, ed una quantità di questi dischetti di gomma, mi stimolano a creare qualcosa per poterli utilizzare.

 Aspettiamo quindi la tua prossima mostra o evento.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

   

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