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Ex top model, fotografa di successo, pittrice che ha varcato i confini esponendo in moltissime nazioni e presente in musei, giornalista e poi ancora scrittrice con varie pubblicazioni anche per bambini. Questa è Adriana Soares

 Adriana Soares personale Museo MacroDa indossatrice a poetessa, a scrittrice, passando per la fotografia. Cosa ci riservi ancora? “Il serpente che non può cambiar pelle muore. Lo stesso accade agli spiriti ai quali s’impedisce di

cambiare opinione: cessano di essere spiriti”. Questa è una frase di Nietzsche, nella quale mi identifico perfettamente. Finché vivrò, cercherò di evolvermi mantenendo la mia essenza, il mio

spirito. Quando non riuscirò più a farlo, vorrà dire che sarò morta. Le mie opere, soprattutto le pitture vibranti e inquiete come il mio spirito, diventeranno il lascito della mia anima.

In tutto questo sei anche una mamma. È stato difficile conciliare la, o meglio, le professioni con i doveri di madre?

Essere un genitore è il compito più difficile al mondo, ma anche il più bello: non si diventa madri, lo si è e basta.

La poesia è stata sempre dentro di te o è nata dopo, con una consapevolezza che prima non avevi? Scrivere è qualcosa che ti completa?

La poesia, così come la pittura o la scrittura, nasce dalla necessità di esplorare me stessa e in uncerto senso contemplare quelle profondità da cui la mia stessa vita è scaturita. L’ispirazione era

già presente in me, ma ho dovuto scavare nelle profondità del mio essere per ritrovarla. Attraverso una sorta di solitudine (perché in fondo siamo tutti un po’ soli), ad un certo punto divenuta per me

quasi una dimora, in cui il rumore dei passi degli altri erano solo un’eco lontana, ho trovato la mia personalità e ho dato voce alle sensazioni sepolte. Mi sono immersa nel mio mondo interiore, e

così sono nate le mie poesie, le mie opere pittoriche e tutto ciò che scrivo o creo. Questo processo è stato alimentato da una disperata necessità di esprimere la mia profondità interiore, altrimenti rischiavo di essere sopraffatta, di annegare. Ho avuto il coraggio di iniziare a esplorare me stessa

senza cercare ricompense dalla vita, trovando da sola le risposte.

Come indossatrice, quali sono gli insegnamenti che ti sono arrivati e che poi hai messo in opera?

Non sono diventata solo un’indossatrice, ho imparato un mestiere: niente si improvvisa. Ho frequentato una prestigiosa accademia in Brasile all’età di undici anni, per due anni. Per una

ragazza, un percorso del genere è fondamentale, basato su valori quali la delicatezza, la gentilezza, il rispetto per sé stessi e gli altri. Oggi cerco di trasmettere questi valori e insegnamenti

preziosi prima di tutto ai miei figli, e poi alle ragazze che ho la fortuna di incontrare e ritrarre.

Cosa consiglieresti a chi vuole fare la modella oggi come oggi? Le top model, per fortuna, non esistono più. Qual è il motivo della loro scomparsa?

C’è tanto da dire. Ho molto a cuore questo argomento, perché ho avuto la fortuna di fare questo lavoro e di vivere un sogno e siccome voglio essere chiara, la risposta sarà un po’ lunga.

I miei consigli per una ragazza che vuole intraprendere la carriera di modella sono:

1. Scoprire se hai le potenzialità. Capire se hai le caratteristiche fisiche adatte per diventare modella. La maggior parte delle agenzie di moda richiede una certa altezza, proporzioni equilibrate

e un aspetto accattivante. Ma il settore della moda sta iniziando ad accettare una maggiore diversità, quindi non lasciarti scoraggiare se non rientri negli standard tradizionali.

2. Fai una ricerca sul settore. Impara tutto ciò che puoi sull’industria della moda e del modeling. Cerca informazioni sulle diverse tipologie di modella.

3. Costruisci il tuo portfolio fotografico lavorando con fotografi professionisti per creare un portfolio fotografico di alta qualità. Assicurati di includere una varietà di scatti, che mostrino la tua versatilità.

4. Trova un’agenzia di modelle rispettabile e che sia interessata a rappresentarti. Invia il tuo portfolio fotografico e le tue informazioni a più agenzie, chiedendo un appuntamento. Fai molta

attenzione alle agenzie che richiedono pagamenti anticipati o garanzie di lavoro, perché potrebbero essere truffe. Leggi attentamente i contratti prima di firmarli!

5. Prenditi cura di te stessa. La cura personale è fondamentale per una modella. Mantieniti in forma seguendo una dieta sana ed esercitandoti regolarmente. Prenditi cura dei tuoi capelli, della

pelle e delle unghie. La bellezza e la salute fisica sono importanti nel settore della moda.

6. Sii paziente e perseverante: la carriera di modella richiede tempo, impegno e resilienza. Aspettati di affrontare molti rifiuti e incertezze, ma non lasciare che ti scoraggino. Cerca

opportunità per inserirti nella professione partecipando a casting, provando per ruoli e mantenendo un atteggiamento positivo. Sorridi, sii gentile e umile.

7. Fai networking partecipando a eventi di moda, sfilate, esposizioni e altre occasioni in cui puoi incontrare persone del settore. Costruisci relazioni con professionisti come fotografi, stilisti, make-

up artist e altre modelle. Il networking può offrire opportunità di lavoro e consigli preziosi.

8. Sviluppa abilità di comunicazione e di portamento e lavora sulla tua presenza scenica e sulle capacità comunicative. Le modelle di successo sono in grado di comunicare efficacemente con gli

altri, di presentarsi bene e di muoversi con fiducia sulle passerelle o di fronte alla fotocamera. Per quanto riguarda la domanda sulle top model e sul perché non siano più popolari come in

passato, penso ci siano diverse ragioni:

1. L’industria della moda è in costante evoluzione e ci sono sempre nuove tendenze e volti. Potrebbe esserci stata una diminuzione della domanda di top model tradizionali a favore di nuovi

tipi di modelli, come ad esempio le influencer sui social media.

2. Ci sono sempre più aspiranti modelli che cercano di entrare nell’industria, il che significa che la concorrenza potrebbe essere diventata più intensa. Potrebbe esserci stata una sovrabbondanza di

top model sul mercato, rendendo più difficile per tutti ottenere ruoli di successo o mantenere una carriera di lunga durata.

3. La società ha subìto cambiamenti culturali che hanno influenzato i concetti di bellezza e la rappresentazione dei modelli. Potrebbe esserci stato un cambio di preferenze verso modelli più diversi e inclusivi.

Una tua passione diventata professione è la fotografia. Attraverso l’obiettivo, cosa riesci avedere che con gli occhi non vedi? Si nasce fotografi, o lo si diventa?

Fotografare significa dipingere con la luce. Come artista, comunico e racconto attraverso i mezzi che conosco e che continuo a studiare per migliorarmi sempre di più. Spero che le mie narrazioni

colorate, le mie opere e le mie fotografie, che spesso raccontano storie difficili da assimilare, possano suscitare emozioni. L’arte è emozione, è una confessione. Sono nata Artista e morirò Artista.

Chi è Adriana, e cosa si aspetta dalla vita?

Sono ciò che creo e sono l’artefice del mio destino.

Se potessi tornare indietro cosa non faresti?

Cambiare in base agli altri, rinnegando me stessa. La costrizione, prima o poi, suscita ribellione e ci spinge verso la nostra essenza. Diventi un po’ come un’onda anomala, facendo danni inenarrabili anche a chi ti sta vicino. E questo non deve accadere.

Ti sei sdoppiata, ed hai di fronte a te, Adriana. Cosa diresti a te stessa?

Adriana mia, continua ad amarti, non dimenticare mai di sorridere a te stessa. Non rinnegare chi sei. Continua a sognare, a vivere sognando. Continua, in un certo senso, a guardare fuori dalla

finestra, quella che si affaccia verso il mondo. Mentre lo fai, assapora la brezza che ti sfiora il viso e ascolta le voci che porta da lontano. Chiudi gli occhi e sogna, progetta, agisci. Non restare un fumo immobile, sii energia e parti.

Fatti una domanda e datti una risposta.

Arrivata all’età di cinquant’anni, la vita cos’è?

Per me, la vita è ciò che ho immaginato, desiderato, sperato e realizzato. Come afferma Fernando Pessoa nel suo Libro dell’inquietudine: “Per il contadino il cui campo è tutto, quel campo è un

impero. Per Cesare, il cui impero sembra ancora poco, quell’impero è un campo. Il povero possiede un impero; il grande possiede un campo. In realtà, non possediamo altro che le nostre

sensazioni; su di esse, dunque, dobbiamo basare la realtà della nostra vita, piuttosto che su ciò che esse vedono”. Si sogna, si sogna tanto, si progetta e si agisce affinché i nostri sogni si possano realizzare.

Questa è la nostra vita: sognare, programmare, agire. E alla fine, agiamo con consapevolezza. Questa è la chiave: la consapevolezza di essere come un contadino, senza sminuirsi, o come

Cesare, che pensa di essere immortale ed invincibile, ma con l’umiltà di riconoscere chi siamo veramente, rispettando i nostri limiti e lavorando per superarli sempre di più, oltrepassando magari la linea dell’orizzonte.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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