L’OPERA INVISIBILE: alla Clode Art Gallery la mostra di Roberto Schiavone sul processo interiore d’artista
Il maestro Schiavone, porta a guardare non solo quello che si vede a prima vista, ma a cercare di capire quello che nelle sue opere non si mostra apertamente.
Sono alla Clode art Gallery, insieme al maestro Schiavone che presenta le sue opere al pubblico e la stampa, ed al quale chiedo subito: Ma pittori o artisti si nasce o lo si può diventare?
Si può diventare, si può diventare attraverso la conoscenza, attraverso il guardare ed osservare, nelle gallerie, nei musei. Per me è stato così! Ho iniziato a dipingere, quando facevo il montatore cinematografico, e ho montato, dei documentari sui pittori. E da lì, è scattata questa molla, che poi piano piano mi ha portato a realizzare delle cose…
…ma bisogna avere comunque una base per disegnare, comunque delle doti particolari per gli accostamenti cromatici…
…le dico la verità, non ho frequentato nessuna scuola di pittura, è venuto fuori tutto così, insomma in maniera spontanea e naturale, e non attraverso scuole o accademie.
Ho notato che lei usa molto il colore ci sono motivi particolari?
Il colore? È una domanda, abbastanza difficile Nel senso che il colore, per me, è importante perché anima le pitture.
Tra l'altro, nella sua pittura, c'è un misto di minimalismo, in alcune opere anche geometria, miscelata quasi a foglie floreali, o cose di questo genere, che fanno da contrasto. Una tecnica studiata, o le viene spontanea?
No è studiata è studiata! Questa geometria, questa pulizia, questo rigore nel comporre la struttura del quadro, nasce da questo.
Preferisce gli acrilici o dipingere con olio?
Gli acrilici, perché si asciugano subito, si può intervenire per correggere o cambiare, la pittura ad olio ha tempi lunghi per asciugare e difficoltà maggiori. È ovvio che la pastosità dell'olio, l’acrilico non potrà mai darla.
Si considera un manierista, un astrattista un figurinista…
…più un concettuale. Ogni quadro esprime un suo concetto esatto.
Concetti che derivano da?
Derivano dall'osservazione. Queste opere, sono il frutto delle osservazioni.
Ha un'opera che non venderebbe mai che tutta sua e che non vorrà mai vendere?
Ce ne sono un paio, almeno un paio. Poi non sono così attaccato, quindi lascio le cose andare come vanno.
Il suo primo quadro in assoluto, se lo ricorda? Come quadro no, mi ricordo i primi disegni che li feci vedere senza dire chi fossero ad una mia amica che aveva una galleria.
E lei?
Quando ha visto questi disegni, rimase abbastanza colpita, poi confessai che l’autore ero io, e lei ha fatto fatica a credermi. Questo mi ha dato una spinta a continuare.
Da quanti anni dipinge? Ormai è un veterano della pittura, continuerà fino a che avrà possibilità?
Certamente, certo!
Come mai ha scelto questo titolo, “Lopera invisibile”?
“Ho scelto questo titolo perché mi interessava mettere l’accento su tutto il lavoro interiore ed elaborazione del pensiero che precede l’opera di ogni artista prima di essere offerta all’esame dello spettatore”, afferma l’artista. E prosegue: “In certe opere sarà possibile individuare gli indizi di questo lavoro creativo, mentre in altre rimarranno invece sotterranei. In questo senso ho inteso stimolare lo spettatore a osservare con maggiore attenzione e non in modo superficiale, con uno sguardo più analitico.”
Grazie ancora maestro e, ad maiora.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon