corpo 10 settimanale online

Un’artista dimenticata dalle nuove generazioni che non hanno possibilità di memoria storica.

  Nel suo articolo sui look sanremesi, Antonio Ventura Coburgo de Gnon, parlando di un abito indossato da Giorgia, ha citato una diva del passato probabilmente poco conosciuta al pubblico più giovane, Milly in arte.  Il suo nome    milly una grande artista del passato sconosciuta alle nuove generazionianagrafico era Carolina Francesca Giuseppina Mignone, nata ad Alessandria. Indiscutibilmente una grande soubrette e non solo. Non nacque con grandi velleità artistiche, e la sua carriera nasce veramente per caso. La sostituzione di una cassiera in un cinema/teatro fece sì che, la sua bellezza non passasse inosservata, al punto che, dopo alcune sere, era maggiore il numero di persone al botteghino, piuttosto che in sala. Al padrone non restò che farla debuttare con notevole successo. Successivamente la seguirono in arte il fratello Totò e la sorella Mitì. Il trio divenne ben presto una vera attrazione nei teatri torinesi, arrivando ad esibirsi di fronte alla famiglia reale. Risale proprio a quell'epoca la storia, mai realmente confermata dai diretti interessati, tra Milly e il principe Umberto. La sorella anni dopo raccontò, di questa bella “amicizia” tra due giovani belli e spensierati, facendo solo intuire che ci fu qualcosa tra loro. La storia non ebbe un seguito, anche perché a Milly fu offerto un contratto per alcuni spettacoli, in Francia e successivamente in America. Probabilmente questa fu una mossa per mettere fine ad una situazione che avrebbe potuto diventare imbarazzante. Al suo ritorno in Italia, fece parte di diverse compagnie di rivista, operetta ed anche cabaret. Un passo importante nella già brillante carriera, lo fece grazie a Strehler, che la volle protagonista assieme a Tino Carraro, ne l'opera da tre soldi di Bertolt Brecht, portato in scena al Piccolo di Milano. La città meneghina, divenne la sua residenza naturale, al punto che, tutti credettero che Milly fosse una milanese DOC. Lei artisticamente rappresentava al meglio la città che l'aveva adottata. Milly non fu solo teatro ma, fino dagli albori, fu una protagonista della TV, sia nella prosa che nei programmi musicali. Il suo repertorio comprendeva canzoni degli anni '30' 40 '50. Memorabile la sua presenza fissa al mitico studio Uno del 1965, in coppia con Lelio Luttazzi. Nella sua carriera, non poteva mancare ovviamente il cinema, dove fu protagonista di alcune pellicole già negli anni '30, spesso diretta dal cognato Mario Mattoli, concludendo la carriera, con un film di tutto rispetto come "Il conformità" di Bernardo Bertolucci del 1970. Diciamo pure che Milly fu un'artista veramente completa con una carriera lunghissima che si concluse nell'agosto del 1980, pochi mesi prima della sua scomparsa. Una nota di gossip “letterario” legato a Milly. Nella sua lunghissima carriera ricevette una quantità enorme di lettere da altrettanti ammiratori. Fra i tanti ce n'era uno speciale. Cesare Pavese. Probabilmente nelle sue lettere c'erano parole che andavano oltre l'ammirazione, ma questo Milly lo seppe troppo tardi perché, purtroppo, perché la madre e la sorella non seppero darle l'importanza che avrebbero meritato. Chissà se Milly le avesse lette...

Daniele Lorenzetti

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