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Novella Parigini meglio conosciuta come la pittrice dei gatti, una donna che è stata un’icona del jet set, oserei dire mondiale.

novella parigini in bianconovella parigini nel suo atelierNovella Parigini meglio conosciuta come la pittrice dei gatti, una donna chSi è sempre detto che l'Italia è un paese di santi, poeti, navigatori e, aggiungerei, artisti. E proprio de è stata un’icona del jet set, oserei dire mondiale.i un'artista voglio parlare. Lei è stata una famosa pittrice, ma anche una protagonista della dolce vita romana, Novella Parigini. Novella nasce vicino a Siena nel 1921, da una famiglia di nobili origini. Il suo nome può vantare un'illustre paternità, sembra che il nome Novella, le sia stato dato da D'Annunzio, come scrisse in una lettera, dove riecheggiava la sua poesia "La pioggia nel pineto". Giovanissima si trasferisce a Parigi, dove frequenta gli ambienti intellettuali, si iscrive all'accademia delle Beaux Arts, e comincia a vendere le sue opere per strada, per potersi mantenere nella capitale francese. Qui ha la fortuna di conoscere e frequentare personaggi del calibro di Jean Paul Sartre, Simone De Beauvoir, Jean Genet, e il poeta Jean Cocteau, Matisse e Man Ray. Da ognuno di loro imparerà cose fondamentali per la sua crescita artistica, ed intellettuale. Siamo in pieno esistenzialismo, e Novella ne diventa praticamente ambasciatrice per poi rimanere affascinata dal surrealismo. La Parigini, è una donna esuberante, disinvolta, piena di vita, un vero spirito libero, e quando lascia la Ville lumiere per tornare a Roma, si ritrova in piena dolce vita. La capitale italiana è l'ombelico del mondo, e Novella Parigini è destinata a diventarne una delle protagoniste di quella dolce vita così ben fotografata da Fellini. A Roma, Novella apre uno studio in via Margutta, a pochi passi da casa Fellini, e quello diventa quasi un palcoscenico, dove va in scena il suo mondo, artistico e non. Da quello studio passano artisti come Dali`e De Chirico, gente di spettacolo come De Sica e Sophia Loren. Ed è sempre lo studio di Novella per divi americani di passaggio a Roma, ribattezzata la Hollywood sul Tevere. Tyrone Power con Linda Christian, Ava Gardner e Marlon Brando e Ursula Andress destinata a rimanere amica per sempre. Novella riesce a fare della mondanità, un'arte nell'arte, e questo grazie ai suoi contatti con il jet set internazionale.  Nel 54 è a New York, dove allestisce diverse mostre e la grande mela, è solamente una delle grandi città dove espone, avendo modo di farsi apprezzare per la sua arte. Ma com'è il suo stile? Le figure femminili, dai grandi occhi felini e gli zigomi pronunciati, dimostrano l'incredibile modernità, e i gatti, diventati negli anni il suo alter ego, sono il segno inconfondibile del suo mondo pittorico. La sua è una pittura profonda, di una perfezione sottile, in un'evoluzione delle tecniche, che si è mantenuta valida, malgrado il passare del tempo. Nel 62, il presidente americano Kennedy le commissiona un Cristo, che sarà collocato in una chiesa del Texas. Le sue opere sono esposte praticamente in tutto il mondo, spesso nelle chiese, e la sua fama è così vasta al punto che, in Francia è stato emesso un francobollo che raffigura un suo quadro. Una delle iniziative della Parigini, è stata quella di impedire che la sua amata via Margutta subisse una speculazione edilizia, che avrebbe di fatto snaturato per sempre un atelier a cielo aperto. Ha creato poi la rassegna dei "100 pittori", che dal 1955 anima la via. Una nota curiosa. In piena dolce vita, viene contattata dall'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, che la vuole conoscere personalmente, per chiederle di ritrarre la bella moglie Soraya, che poi dovrà ripudiare perché non può dargli figli. Novella muore a Roma nel settembre 93, nella città che non l'ha mai dimenticata, e che Fellini l'ha voluta nella galleria dei personaggi, del suo film capolavoro.  Esuberante, disinvolta, assetata di vita, portavoce di un pensiero libero, protagonista di un mondo che ormai non esiste più.  Semplicemente Novella Parigini. 

Daniele Lorenzetti 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini - Antonio Barattiero

 

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