300 Film-Makers in corsa per l’Hallelujah Film Award 2025, Selezionati nel mondo attraverso FilmFreeway
“Hallelujah, il grande cinema per la pace” Dal 6 al 13 dicembre la prima edizione del Film Festival a Castel Gandolfo (Roma), ideato da Pascal Vicedomini.
Prende il via dal 6 al 13 dicembre a Castel Gandolfo la prima edizione dell’Hallelujah Film Festival, il nuovo appuntamento internazionale dedicato al cinema come strumento di dialogo, riflessione e costruzione della pace.
La manifestazione, fondata da Pascal Vicedomini e promossa dall’associazione senza scopo di lucro The Artist Club Italia, offrirà una settimana di proiezioni, incontri e testimonianze nei luoghi simbolo del territorio: il Centro Mariapoli, il Borgo Laudato Si’, la scuola Paolo VI e alcune sedi sacre dei Castelli Romani.
L’apertura sarà nel segno immenso della musica di Ennio Morricone con la proiezione di Mission di Roland Joffé, capolavoro intramontabile che ha reso iconica la poetica sonorità del Maestro. In questa occasione saranno conferiti due riconoscimenti speciali: al figlio del compositore, Andrea Morricone, e al flautista Andrea Griminelli, tra i principali ambasciatori della musica morriconiana nel mondo.
Tra i momenti più attesi, lunedì 8 dicembre sarà dedicato a La vita è bella di Roberto Benigni, opera simbolo del valore salvifico dell’amore e dell’immaginazione anche nei tempi più oscuri.
Accanto alla proiezione, un premio speciale sarà attribuito alla cantante Noa, che porta nel mondo – attraverso la celebre “Beautiful That Way” – la musica di un altro grande compositore italiano, Nicola Piovani.

Il programma prosegue con opere che affrontano con coraggio e sensibilità i grandi temi umanitari del nostro tempo. Tra queste spicca “Io capitano” di Matteo Garrone, racconto potente che invita a riflettere sul dramma della migrazione dall’Africa.
Grande attenzione anche alla memoria dell’Olocausto con il docufilm “Volevo solo vivere” di Mimmo Calopresti, che raccoglie testimonianze dirette di reduci della persecuzione nazista.
Importante anche la presenza del cinema di Gianfranco Rosi, con “Fuocoammare” e “I viaggi di Papa Francesco”, due opere che interpretano con profondità il rapporto tra umanità, fede e fragilità globali.
La selezione ufficiale del Festival comprenderà inoltre una scelta di titoli provenienti da ogni parte del mondo, selezionati tra le oltre 300 opere che si stanno accreditando tramite la piattaforma internazionale FilmFreeway.com.
Tra gli ospiti attesi figura Cristiana Capotondi, protagonista di una presentazione speciale del film Chiara Lubich – L’amore vince sempre, a cui seguirà – venerdì 12 dicembre – una performance esclusiva della Banda Musicale della Gendarmeria Vaticana.
Il festival offrirà anche incontri con personalità di spicco della cultura e della comunicazione, impegnate nella promozione della pace a livello internazionale. In calendario anche un incontro interreligioso nella cattedrale di San Pancrazio ad Albano Laziale, per ribadire il valore universale del dialogo tra fedi e tradizioni diverse.
La prima edizione dell’Hallelujah Film Festival (www.hallelujahfilmfestival.com) si propone così come un nuovo polo culturale dedicato alla celebrazione del cinema come linguaggio universale capace di unire popoli, generazioni e visioni del mondo sotto il segno della pace.
Il risultato è una rosa di opere che si distinguono per la chiarezza del messaggio, la forza espressiva e la capacità di affrontare il tema della pace non come slogan, ma come prospettiva concreta.
Il criterio: contenuto forte, linguaggio incisivo
La selezione ha privilegiato film capaci di coniugare ricerca narrativa e impegno civile. Non solo qualità tecnica, dunque, ma attenzione ai contenuti e alla loro efficacia nel raccontare la complessità del presente.
Nelle opere scelte ricorrono temi come:
- Memoria e identità collettiva;
- Conflitti aperti e processi di ricostruzione;
- Percorsi di emancipazione;
- Testimonianze di riconciliazione nelle comunità ferite.
Particolare rilievo è stato attribuito all’uso della narrazione fisica, elemento ricorrente nei film che meglio esprimono la tensione verso un messaggio di pace. Corpo, gesto, movimento e spazio diventano linguaggi narrativi capaci di dare forma alle emozioni e di raccontare ciò che spesso sfugge alle parole.
La fisicità come codice universale
Molte delle opere selezionate fanno della fisicità il fulcro del proprio racconto. È attraverso il corpo che i registi mostrano:
- La memoria dei traumi,
- I gesti del perdono,
- Il peso della resistenza,
- Il desiderio di ricominciare,
- Il dialogo tra culture differenti.
Questo approccio consente di superare barriere linguistiche e culturali, offrendo allo spettatore un’esperienza immediata e universale. Una scelta che riflette anche la volontà dell’HFF di valorizzare un cinema capace di parlare a tutti, con strumenti essenziali e profondi.
Un’edizione globale per un pubblico globale
La mappa geografica della selezione è ampia: Medio Oriente, Africa Sub-Sahariana, Europa, Americhe e Asia sono rappresentati con storie, sensibilità e linguaggi diversi. Un mosaico che restituisce la complessità del mondo contemporaneo e che conferma il ruolo del festival come piattaforma internazionale.
Uno sguardo al futuro
L’Hallelujah Film Festival 2025 rafforza così la sua identità di spazio culturale aperto, dove il cinema diventa strumento di confronto e riflessione. Il Contest per la Pace, cuore tematico dell’edizione, sarà uno dei momenti più attesi del programma.
La selezione offre un panorama di opere curato e coerente, in cui la ricerca artistica si intreccia al bisogno di raccontare il mondo con onestà e profondità.
L’edizione 2025 promette un festival ricco di prospettive, storie e visioni. Un’occasione per interrogarsi sul ruolo del cinema nei processi di pace e sulla sua capacità di trasformare lo sguardo dello spettatore.
Un appuntamento che, numeri e qualità alla mano, si preannuncia come uno dei più significativi della stagione cinematografica internazionale.
Marina Bertucci