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Il 20  luglio il film "Parthenope" di Paolo Sorrentino, il film per i giovani sulla giovinezza. Incontro con i protagonisti Celeste Della Porta, Dario Aita e Daniele Rienzo

Celeste Dalla Porta Dario Aita Daniele Rienzo Parthenope photo by Gianni Fiorito 2024 11 22 600x400“Essere giovani comporta una grande responsabilità, è il momento in cui si costruisce il futuro ma anche il passato”

Lo sguardo incantato di Paolo Sorrentino sulla sua Napoli e sul Mondo, con l’eleganza e la potenza che lo contraddistinguono, in un’opera che è arrivata a #Giffoni54 sabato 20 luglio: PARTHENOPE. 

 

Un’epica del femminile senza eroismi, ma abitata dalla passione smisurata per la libertà, per l’amore. Il valore del tempo, del coraggio, delle scelte, coniugati in un sentimento capace di muoversi, sconvolgere, riconoscere. 

 “Questa è  una delle più importanti del film”, racconta il Premio Oscar, perché Parthenope è “un film sulla giovinezza, su cosa significa essere giovani e ho scelto Giffoni proprio per arrivare a tutti i giovani”. Il regista in collegamento e i tre protagonisti Celeste Dalla Porta (Parthenope giovane), Dario Aita, Daniele Rienzo in sala, raccontano di sé e del film. “Essere giovani è una grande responsabilità, - dice Sorrentino - perché quando si è giovani si sta costruendo il futuro e al tempo stesso il proprio passato: quello che ricorderemo nella maniera più vivida, malinconica, luminosa e raggiante.” E aggiunge “Questa scena descrive uno di quei momenti in cui si è giovani non pensando al futuro né al passato. A voi ragazzi auguro di vivere il più possibile quei momenti in cui il presente accade e basta, in cui come diceva Sandro Penna si è talmente vivi che così vivi non si può. Una sensazione di amore, un presente che non ti mette più contro ai legami che il futuro costruisce”.

Sulla scena che, raccontano i protagonisti, è stata girata alle 4 del mattino, Dalla Porta aggiunge: "Mi ha dato una sensazione di forte malinconia, che a volte si prova nei momenti più belli. Lì era un momento di amore, di libertà, di condivisione, come lo è un abbraccio, e percepire che in quell'abbraccio c'era anche una mancanza. Mi ha trasmesso la sensazione di cercarsi e cercare qualcosa insieme”

Rispondendo alle domande dei giffoner sulle tematiche della sua poetica, Sorrentino commenta: “Faccio film su ciò che non conosco, su ciò di cui sono sprovveduto” e parlando ancora di ‘Parthenope’ aggiunge “Io non conosco bene né Napoli né la donna. E mi sono accorto di questo, pur avendo vissuto la maggior parte della mia vita a Napoli e pur avendo trascorso larga parte della mia vita a pensare alle donne. E quindi ho detto, perché non fare un film sulle donne, e su Napoli?”. 

Sono tanti gli spunti che il regista regala alla platea, sul mestiere del cinema e sulla modalità di creazione della sua arte: “Lavoro sempre per cercare di fare quello che non riuscirò mai a fare - ammette Sorrentino - ovvero un capolavoro”. A proposito delle difficoltà dell’essere attore, il regista non ha dubbi “è irrilevante essere un bravo attore, ma per fare l’attore devi disfarti di te. L’attore bravo è troppo concentrato su se stesso. Bisogna uscire da sé. E quelli che si estraniano - gli attori ‘attori’ - sono nel mondo 8, al massimo 10”.

Nel confronto con la sua precedente opera ‘È stata la mano di Dio’, pur raccontando entrambe Napoli, il Premio Oscar riconosce una differenza sostanziale “‘Parthenope’ racconta della mia vita sognata da giovane, mentre in ‘È stata la mano di Dio’ c'era la mia vita vissuta”. Sul film e sul ruolo della protagonista, Celeste Dalla Porta descrive accuratamente lo sguardo del suo personaggio, uno sguardo che “racconta come Parthenope guarda la sua città, che osserva e lascia andare. È una sintesi del suo viaggio, il suo sguardo enigmatico è in profonda connessione con questo mare di Napoli”. 

Il film è una co-produzione Italia-Francia. Scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Un film Fremantle prodotto da The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle, e Pathé in associazione con Numero 10, in associazione con PiperFilm e Saint Laurent. 

I produttori sono Lorenzo Mieli per The Apartment Pictures, una società di Fremantle; Anthony Vaccarello per Saint Laurent, Paolo Sorrentino per Numero 10 e Ardavan Safaee per Pathé. Douglas Urbanski è il produttore esecutivo. Il direttore della fotografia è Daria D’Antonio, il Costume Artistic Director è Anthony Vaccarello per Saint Laurent, il costumista è Carlo Poggioli, il montatore è Cristiano Travaglioli, lo scenografo è Carmine Guarino, Le musiche originali sono di Lele Marchitelli, la canzone originale “E si’ arrivata pure tu” è di Valerio Piccolo, il casting è di Annamaria Sambucco e Massimo Appolloni. Il film è distribuito in Italia da PiperFilm.

Foto di Gianni Fiorito / da six. Celeste Dalla Porta, Daniele Rienzo e Dario Aita in “Parthenope”

Marina Bertucci

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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