corpo 10 settimanale online

Scopriremo attraverso le sue parole la storia degli Studios, (ex De Paolis) di Roma che con il suo coraggio ed un pizzico d’incoscienza ha fatto rinascere dalle ceneri come l’Araba fenice.

Daniele TaddeiSono con Daniele Taddei, l’art director degli Studios, ex De Paolis. Ricorre il centenario dell’acquisto del   terreno, per poi la costruzione degli sudi cinematografici, che hanno visto una marea di film e di attori sia italiani che provenienti da Hollywood e non solo 

Ma lei, come ci si è trovato a fare questo lavoro? Oltre ad essere l’art director, sono socio ed amministratore della società, che gestisce questo bene, che è stato confiscato alla malavita, nel 1994. Nel 1996, ho pensato, poi racconto come, di voler e di poter, se fosse stato possibile, farlo ritornare alla sua destinazione originale, nati come teatri di posa del cinema Italiano. Gli stabilimenti di posa De Paolis, erano in stato di completo abbandono, e l’idea del gruppo malavitoso, che aveva acquisito il bene, era fare un cambio di destinazione d’uso, trasformandolo in un orrendo centro commerciale, che ne avrebbe snaturato il fascino, e la loro natura culturale. Caso volle, che fui chiamato a fare da interprete, durante una visita dello stabilimento, che versava in completo abbandono, ed in quella situazione, incontrai un regista francese. Per mia fortuna parlavo sia francese che inglese, e grazie a Dio non l’ho dimenticato, e questo mi è decisamente servito. Ci incontrammo in un bar vicino agli studi, ancora all’epoca De Paolis, con un regista che affermava fosse anche un operatore subacqueo, con cui poi, ho condiviso la passione per il mare, essendo nipote di un veneziano, comandante della Repubblica di Venezia. Abbiamo cominciato a parlare del mare, e di quello che succede, e del futuro del mare. Era il 1995, e questo regista, era in compagnia di un altro signore, ed una signora americana, che era una sua scenografa. Questo regista, mentre si colloquiava, ha asserito di aver lavorato con Jacques Cousteau, ed aveva avuto modo di venire già nello stabilimento, avendo incontrato, durante la sua visita agli studi De Paolis degli attori francesi, suoi connazionali; Jean-Paul Belmondo, Alain Delon e Brigitte Bardot. Durante questa visita, nacque un equivoco, oserei dire divertente. Volevano visitare la “cantin” degli Studios, ma in effetti era la mensa dell’azienda. Mi chiamarono, visto che ero l’interprete, per spiegare che il bar non aveva una cantina, ma che per “cantin” si indicava la mensa. È chiaro che, essendo l’interprete, fossi l’unico che poteva ovviare all’equivoco, spiegando che si trattava della mensa, nella quale si era consumato una veloce colazione con Brigitte Bardot. Dopo questa leggera colazione, era partito per Venezia per ritirare un premio vinto al Festival del cinema, come regista, ed era Louis Malle, regista della “nouvelle vague”, ed aveva tra l’altro girato dei film come “Ascensore per il patibolo”che erano stati la mia passione da bambino. Gli feci visitare lo stabilimento, che naturalmente era abbandonato, e mentre si gironzolava per gli studi, mi chiese cosa facessi nella vita. In quel periodo, ero uno studente di giurisprudenza, montavo a cavallo, e mi guadagnavo da vivere occupandomi di attività parallele, come organizzatore di sfilate di moda a Milano, il “Micam” a Bologna, che all’epoca era la mostra delle calzature. Non avevo nessuna idea, di cosa fosse il cinema, ma conoscevo questo posto bellissimo, che era vicino alla casa di mia nonna. Avevo una passione per questo luogo fantastico, dove da bambino venivo a spiare i film western, “C’era una volta il West, i film con Bud Spencer, ed immaginiamo dei ragazzi quanto potessero sognare. Era un posto che, ufficialmente non avevo mai visitato, ma avevo fatto incursioni, con i miei amici, di notte, scavalcando le recinzioni. Per me era un posto magico, e nello stesso tempo, tra virgolette, un po’ pauroso. Il sopralluogo con il regista ebbe fine, ma mi confidò, che voleva realizzare un film su un’attrice,   Marlene Dietrich, morta nel 1992 e la figlia, Maria Riva, aveva scritto un libro su di lei:“A mia madre”. Uma Thurman sarebbe stata l’interprete ideale per questo film. Nello stesso anno, il 1995, stavano girando un importante film a Cinecittà, con Sylvester Stallone, e quando arrivò il regista, Louis Malle, fu ignorato da Cinecittà. Si doveva ricostruire degli studi degli anni 40, e la forma del piazzale degli studi De Paolis, all’epoca, aveva una serie di palme, rimasta ora solo una, a testimonianza, le altre morte a causa del “Punterolo rosso”.

Il piazzale degli Studios, con queste palme, ricordavano gli studi di posa di Hollywood, e voleva ricostruire gli studi americani, ed arrivò per un sopralluogo. Di recente abbiamo ricostruito gli studi della Paramount. All’epoca, ero assolutamente digiuno, di tutte quelle che erano le attività cine visive e cinematografiche. Con Louis Malle, ci salutammo cordialmente, ognuno per la propria strada. Io torno a fare l’addestratore di cavalli. Un giorno, tornando da Siena, dove ero il direttore di una scuderia, sento nella radio della mia vecchia macchina; era uno spider, appartenuto a Lucio Battisti, sentì questa splendida musica di Miles Davis, colonna sonora del film “Ascensore per il patibolo”. Era novembre ed era sempre il 1995. Il DJ radiofonico, annunciava, che la musica che trasmetteva, era dedicata al maestro Louis Malle, che quella notte era morto per un tumore molto grave. Sentendo la musica, mi sono fermato con la macchina, dicendo a me stesso che, questo signore mi suggeriva, dall’alto dei cieli, quello che io avrei dovuto fare. Ho riacceso il motore del mio macinino, ma che nonostante l’età, aveva ancora un buon motore, e mi sono recato di fronte agli studi. Conservavo il numero di telefono che avevo acquisito, durante il colloquio con l’amministratore giudiziario, dott. Davide Franco, e del giudice Muntone, che era il responsabile del sequestro del bene alla malavita. Parlandogli al telefono manifestai la ferma intensione di acquisire quella proprietà, di restaurarlo e soprattutto rispettare la sua destinazione d’uso. Fu l’inizio di questa avventura, grazie all’intuito ed alle raccomandazioni del regista che mi aveva chiesto cosa facessi nella vita. E proprio lui, il regista Malle, mi disse: “Tu devi fare questo lavoro, devi salvare questi studi, sono un bene prezioso, che visitavo ai tempi d’oro, quando negli studi registravano divi come Delon e Belmondo. Posso asserire che l’idea non fu mia di cominciare questo mestiere, e di farne il fulcro lavorativo della mia vita, ma dal cielo è stato il regista Louis Malle. Così ha avuto inizio la mia avventura. Trovi che fino ad ora sia stato abbastanza interessante?

Molto direi! Ma continui è tutto molto affascinante!

La fortuna di questo luogo, che era conosciuto da tutti, ha visto passare grandi del cinema, da Benigni a Pasolini. Totò aveva fatto il suo primo film, poi ha preferito gli studi di Cinecittà. Fellini aveva girato il film “Lo sceicco bianco”, non era andato bene e sappiamo, che noi cineasti, siamo un po’ romantici, ma crediamo nella iella, siamo scaramantici. Non aveva più girato negli studi dell’allora De Paolis. Erano gli studi di posa, dove il maestro, noto premio Oscar, Bernardo Bertolucci, aveva preparato “L’ultimo imperatore”. Era la base di tante produzioni, e non ultima la Gaumont, in questo momento nostro agente. Con loro stiamo preparando un nuovo film di Natale. Questa casa produttrice era la più vecchia casa di produzione cinematografica francese. Certo la Disney ha 100 anni di attività, e gli studi De Paolis, hanno 100 anni, se vogliamo partire dall’acquisto del terreno. La Gaumont, ha 130 anni di attività in Francia, ora nostra cliente. Stiamo già lavorando per un nuovo film, e cosa importante, hanno riaperto una sede in Italia. Gli studi De Paolis erano un posto conosciuto da tutti, ma si sapeva che fosse abbandonato, non mi rimaneva altro che rivalorizzare un bene, che nella sua decadenza era stato trascurato. Ma la passione e l’amore per un luogo così bello da vedere, da vivere e lavorare, mi ha portato ad utilizzare queste risorse naturali della location, per far tornare le produzioni, e poter ridare vita a questo storico luogo.

 Gli Studios, nascono come sedi cinematografiche, ma molte produzioni televisive vengono prodotte nei vostri studi. Un cambiamento di rotta?

No! Il motore è tenuto sempre ad alti regimi, ma per mantenere lo stabilimento, in una condizione di efficienza, (e durante il covid, abbiamo rifatto tutti i bagni portandoli a norma) lo stabilimento ha bisogno di nutrirsi, e le produzioni audiovisive in genere, ed il cinema, e la sede televisiva, le prove musicali, prove teatrali, eventi e quanto di utile possa arrivare, lo stabilimento ha ampliato il raggio d’azione. Quindi non è più solo uno spazio dedicato al cinema, ma uno spazio dedicato all’audiovisivo in genere, ma allo show business in generale. Ospiteremo delle prove musicali importanti, di artisti come De Gregori e I Alone, che fanno le prove da noi. Ma abbiamo il maestro Ennio Morricone, che mi ha onorato con la   sua scelta, nell’utilizzare gli Studios a cominciare dal 1997, fino all’ultimo anno in cui ha diretto la sua incredibile orchestra. Ha utilizzato i nostri spazi per le prove musicali, creando il problema che, nei giorni di prova del maestro Morricone, si fermavano tutte le produzioni. Era talmente piacevole ascoltare le prove, che nessuno voleva più lavorare, e tutti si fermavano per ascoltare la musica del maestro. Abbiamo ospitato il “Teatro dell’Opera”, e tante strutture pubbliche, il Centro Sperimentale, e le porte sono aperte a tutto quello che è lo spettacolo in genere, dai video musicali, in alcuni casi anche delle produzioni un po’ più commerciali. Abbiamo ospitato eventi di musica commerciale, chiaramente per consentire di mantenere il fatturato, che ci desse la possibilità di gestire, ed investire, e far fronte a tutte le spese che occorrevano. Con le maestranze storiche, abbiamo ideato una sorta di accademia, non propriamente un’accademia, ma una vecchia scuola, dove gli artigiani, che avevano lavorato qui in passato, hanno sviluppato una nuova corrente di giovani tecnici, che potessero continuare il loro operato di artigiani della scenografia, che hanno valorizzato tutte le risorse umane e storiche del cinema italiano. Una volta acquisita la tecnica della costruzione di scenografie, hanno poi la possibilità di lavorare in altri settori, come quello televisivo o dei video musicali. Con questa iniziativa, abbiamo dato forza a tutto quello che erano le risorse artigiane, tradizione dell’industria cine ed audiovisiva. Certo, a quell’epoca ci si occupava solo di cinema e nient’altro.

Per la prossima stagione televisiva, cosa avete inprogramma?

Stiamo lavorando su più fronti. Sia nel cinema che per la televisione, per la quale ospiteremo vari programmi tra i quali cito: “programma live”, “Forget the lyrics”, il programma di Floris, e quello con Gramellini. Le attività, che dovremo svolgere, proprio quest’estate, reduci dal successo avuto nelle ultime due serie, andate in onda su sky, e, incrociando le dita, ci prepariamo per una terza serie. In preparazione il film di Natale, con Alessandro Gasmann, una super sorpresa, che produrrà la Goumon. Con questa produzione sancisce il suo ritorno in Italia. In preparazione un film per bambini, sempre ambientato a Natale. I protagonisti di queste serie, sono famosissimi su you tube. La serie è: Me contro te, e sono Lui e Sofie, al secolo Luigi Calagna e Sofia Scalia. Pensa che li ho conosciuti, tramite mia figlia, che ringrazio, anche se è piccolina. Al di là di tutto, me li ha fatto conoscere lei, e sono riuscito a portarli come clienti. Abbiamo registrato i film n°2, il 3, il 4, il 5, ed il 7, presso di noi. Sono molto bravi, ed hanno vinto diversi Biglietti d’oro. Sono ragazzi che portano dei contenuti per giovani, per piccoli, per i bambini. Dobbiamo costruire a breve una nave storica italiana. Abbiamo da poco, smontato la Elettra Marconi, costruita nel teatro 10, per la serie televisiva, che parlava di Guglielmo Marconi, per le reti Rai. È stata costruita un’altra nave che ha a che fare, ma non posso andare oltre, perché è ancora un segreto, ma posso dire che riguarda lo sbarco dei mille da Quarto a Marsala, per un regista siciliano. Questi sono i nostri progetti ma produrremo spot pubblicitari, eventi, e qui siamo sul campo dell’audiovisivo. Ci saranno eventi musicali durante il periodo invernale. Ora tutti i teatri sono impegnati con attività cinematografiche.

Quali problematiche ci sono nell’organizzare gli Studios, e che si sono presentate negli ultimi tempi?

La problematica essenziale, è avere un competitor come Cinecittà, ed è difficile avere un antagonista che beneficia di tanti fondi pubblici. Milioni di euro che gli piovono dalla Comunità Europea, dal PNNR, dal Ministero, e diventa difficile per un imprenditore far fronte a tutte le spese che questa attività comporta. Da noi lavorano dei padri di famiglia, e dobbiamo far quadrare i conti, ed il nostro bilancio deve essere coerente. Avere un antagonista, che ha a disposizione tanti milioni di fondi pubblici, diventa un po’ un problema, perché si va a finire in meccanismi di hamping e di prezzi che non sono sani per il mercato, e questo a mio giudizio personale.

Per lei, il futuro del cinema e dell’audiovisivo, per Roma e per l’Italia in cosa consisterà?

Innanzi tutto, in un ripristino di un sistema che ha funzionato fino ad ora, il tax credit che fino ad ora il governo, dalle informazioni che abbiamo, e del quale non sono sicuro, essendo un settore del quale non mi occupo, anche se sono vice presidente dell’Anica. Questa tax credit consiste nel dare una certezza ai nostri clienti, di usufruire di benefici, che sono presenti in tutta l’Europa, ed anche nella stessa Londra, di poter accedere al 40% di recupero fiscale. Per le produzioni che vengono a girare in Italia, bloccare questo meccanismo è una follia. Bloccare l’industria cine audio visiva, ha ripercussioni in tutti gli altri settori, che vanno dal turismo a tutti gli indotti che portano benefici, soprattutto economici. Per rendere l’idea, adesso stiamo girando un film per una produzione americana, con Crispian Sallis, diventato mio amico. È un art director, che ha avuto tre nomination agli Oscar con il film “Il gladiatore, con Hannibal Lecter, con Alien, ed e stato art director in tre film di James Bond, impersonato dal bellissimo Roger Moore. È uno scenografo inglese di spessore, importante. Ora stiamo collaborando per questo film, ambientato nel medio evo, di uno dei giovani registi americani, e che viene girato qui, in varie location del Lazio, e la base è negli Studios. Stiamo preparando delle costruzioni esterne. Il film parla del “covid” del medioevo, la peste nera. Collaborare con delle produzioni straniere, che siano americane o inglesi, o tedesche, si ripercuote in benefici economici per alberghi, trasporti, autisti, ristoranti etc. Le porto come esempio, che lo verranno a trovare la compagna con le figlie, e sicuramente si dedicheranno allo shopping. Aggiungiamo che le location in cui si gira saranno meta di turisti che verranno da tutto il mondo, perché i film sono veicoli pubblicitari, diventando delle proprie e vere attrattive, meta di un turismo importante. Secondo il mio parere, promuovere l’attività cine ed audiovisiva, oltre alle ripercussioni positive non solo nel cinema, ma in tutti gli altri comparti, è doveroso. Se io sono un regista, e vengo a fare un film a giugno a Roma, la prima cosa che programmo, nel primo fine settimana che ho libero, è recarmi a Capri con la mia famiglia, e porto soldi in quella meravigliosa, nonché famosa isola, come pure in altri luoghi importanti. Ma tornando all’argomento aiuti economici, secondo il mio modesto parere, è veramente importante che il governo si concentri nel ripristinare questo tax credit, che ha aiutato nel 2022/23 a rifiorire questo mercato, questo settore, e che ha dato veramente possibilità a persone con un lavoro di qualità, lavoro che artisticamente è di grande livello e che può garantire ai lavoratori, benefici economici, che sono, sicuramente, non poco considerevoli.

Chi è Daniele Taddei in effetti?

Mi sento un imprenditore creativo. Mi piace il lavoro che faccio. Sono un uomo che ama il suo lavoro, come amo infinitamente mia figlia. Sono papà da 10 anni, e la mia vita è cambiata. Sono uno che scherza con mia figlia, donandole amore. Poi le chiedo cosa vuole fare da grande, e lei mi risponde che vorrà gestire gli Studios, e fare quello che fai tu. Lei osserva, che io in questo lavoro mi diverto, e quando torno a casa, sono sempre di buon umore, dovuto al fatto che mi impegno in un lavoro che mi piace. Certo ci sono mille problematiche, è un lavoro difficile, devi confrontarti con persone che tanto sono geniali, tanto “fuori di testa”. Gli artisti sono così, ma è un lavoro che dà soddisfazione. Una grande soddisfazione l’ho avuta nel ricostruire, come detto prima, l’Elettra Marconi. È venuto il Ministro della Marina, il giorno nel quale abbiamo girato questa scena. Ho compiuto veramente un miracolo. Ho voluto fortemente, la ricostruzione di questa nave, anche se eravamo fuori budget. Sono venuti a vederla tutti gli ufficiali e colonnelli della Marina Militare, rimanendo colpiti dalla precisione e bellezza dell’Elettra Marconi, lanciando l’idea che, avrebbero avuto piacere che fosse ricostruita nel museo della marina. Questo lavoro, dà tante soddisfazioni, oltre a vedere quello che si è costruito nel piccolo o grande schermo si hanno delle immediate gratificazioni, che ti fanno essere orgoglioso di far parte di un mondo che è abbastanza complicato.

Come si vede tra 20 anni?

Tra 20 anni mi vedrò, avrò 78 anni, sarò un pensionato che comunque andrà sul luogo del suo vecchio lavoro, ma facendo una passeggiata negli Studios che dirigevo, e vedere al mio posto, mia figlia che li dirige. Spesso le donne sono molto brave, meglio degli uomini, e, sono sicuro, che li migliorerà rispetto a quello che io ho fatto. Magari durante le mie visite potrò darle qualche consiglio o suggerimento. Avrò comunque sempre la passione per i cavalli, e poi mi dedicherò all’agricoltura e non ultimo il mare. Ma mi piacerà di sicuro venire a passeggiare come fa mio padre. Lui non ha mai fatto cinema, ma gli piace gironzolare con il suo bastone, che quasi non ci vede o fa finta di non vedere, ma con la consapevolezza che i suoi figli lavorino in questo luogo da favola.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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