corpo 10 settimanale online

L'adorabile signorina snob, che voglio ricordare, è l'indimenticabile Gisella Sofio.

gisellaSe dico "signorina snob", immediatamente il pensiero va alla grande indimenticabile Franca Valeri. Ma quel personaggio, non è che una delle tante figure, a cui la diva milanese ha dato vita.  

Elegante, ironica, dotata di un grande “sense of humour”, la Sofio è stata una delle più grandi e amate caratteriste del nostro cinema e non dopo, dal dopoguerra fino ai giorni nostri. 

Gisella Sofio, nasce a Milano nel 1931. Il padre, è un conte anglo egiziano, e da lui eredità un titolo, e quell'allure aristocratica, che l'accompagna in tutta la carriera. La madre e la nonna materna, la fanno vivere in un mondo colto e speciale, come racconta la stessa Gisella. La loro casa, infatti, era frequentata da poeti, del calibro di Pascoli e Carducci. Il suo primo acerbo approccio, con il mondo dello spettacolo, avviene quando Sofia ha 17 anni, e partecipa ad una recita di beneficenza nel liceo che frequenta. Non sapendo fare nulla, viene messa in un cesto, vestita da antico romano, con delle ciliegie in testa, una sorta di quadro vivente, ispirato ai quadri di Bartolomeo Pinelli. Ma la cosa l’annoia, e così Sofia comincia ad imitare le persone presenti tra il pubblico. Il principe Siringano, nota queste performance, che lo divertono molto, al punto da convincerla a continuare l'attività artistica, proponendole di partecipare alla rivista per dilettanti, "Tevere blu". La Sofio, in quella serata, propone tre personaggi: la cantante lirica disoccupata, la sartina pettegola, la signorina snob, che lei interpreta con potente verve. 

Gisella, non sa che tra il pubblico, ci sono Remigio Paone, il grande produttore teatrale, Totò, Anna Magnani, Wanda Osiris. Totò, in particolare, resta colpito dal talento della Sofio, al punto di cercare di convincere la madre, a farle proseguire la carriera, ma senza successo. Alla fine il padre si convince, e così Gisella può debuttare. 

Bionda, attraente, versatile e con una grande “vis comica”, decisamente sprecata, solo come nobile. 

sofioIl primo film a cui partecipa, è "Accidenti alle tasse", di Mario Mattoli del 51, ed è il primo, di una lunghissima serie di pellicole, dove di volta in volta, appare sul grande schermo, insieme a grandi attori, come Vittorio De Sica, Mastroianni, Gassman, Rascel, Gino Cervi e molti altri. Negli anni 60, oltre a partecipare a parecchie commedie sul grande schermo, Gisella Sofio, recita in diversi caroselli, e nel 61, Garinei e Giovannini la vogliono protagonista di "Enrico 61", accanto a Renato Rascel e Renzo Palmer. 

E nel 62, può finalmente recitare, accanto all'artefice del suo successo, Totò, che la vuole ne "Lo smemorato di Collegno". Successivamente, reciteranno ancora insieme, in "Gli amanti latini", e nel film tv "Il tuttofare". Con Totò, e con la figlia Liliana, nasce una bella amicizia. Negli anni 70, Gisella si divide tra cinema, partecipando al filone della commedia sexy, un po' scollacciata, radio e televisione. 

Interprete instancabile, e sempre più oggetto di culto, Gisella viene scelta da Alessandro Benvenuti, per il suo "Caino & Caino" del 92, e da Alberto Sordi per "Incontri proibiti" del 98. Nel 2000, è in tv, per affiancare Cochi e Renato, in "Nebbia in Val Padana". Nel 2008, quando ha superato gli 80 anni, ha l'immensa fortuna, di recitare accanto al premio Oscar Ernest Borgnine, in "La cura del gorilla". Nel 2013, è al cinema nel film "Il principe abusivo", di e con Alessandro Siani, e in tv nella fiction "Un matrimonio" di Pupi Avati. 

sofio gisellaLa sua ultima fatica, è del 2017, "Il crimine non va in pensione", di Fabio Fulco. In quello stesso anno, Gisella ci lascia in seguito ad una grave malattia. La Sofio, era sposata con l'avvocato Maurizio Gajo, e dal loro matrimonio, nel 53, nasce il loro figlio Roberto. 

Lei amava raccontare, di conoscere tutti a Cinecittà, e nonostante i suoi personaggi fossero spesso snob, raffinati e un po' altezzosi, nella vita reale era amatissima dalle maestranze, che apprezzavano la sua semplicità. Con loro era molto alla mano. Era impossibile non rimanere affascinati dalla sua simpatia.  Anche il pubblico l'ha molto amata, e continua ad amarla grazie ai suoi film. Ancora adesso dobbiamo ringraziare Gisella Sofio per tutte quelle signorine snob che ci ha regalato. 

Daniele Lorenzetti 

Nota dell’editore

Ho avuto il piacere di conoscere Gisella Sofio, quando ero nello staff alle Falde del Kilimangiaro, che a quell’epoca era condotta da Licia Colò. La signora Sofio, arrivò a Napoli, trasmettevamo in diretta dagli studi Rai di Napoli, accompagnata dal marito. Quello che mi colpì, fu, oltre ad essere alla mano, aver portato con se, quasi un guardaroba, in modo che i costumi non avessero difficoltà. Una professionalità che in tanti anni di Rai e di personaggi passatemi dalle mani, non avevo mai visto. Di lei mi rimane un dolce e caro ricordo.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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