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Alida Valli, un’attrice che è e sarà difficile da dimenticare. Oltre ad essere belle, e talentuosa, era anche coerente, sia nella vita privata che nel lavoro, non a caso rifiuta un premio.

 

alida valliLei è stata un'attrice amatissima fin dai suoi esordi e la sua fama ha varcato i confini sempre con successo. Una vera attrice simbolo di un'epoca con un nome veramente impronunciabile, Alida Maria Altenburger Von Marckenstein und Franenberg. Per noi semplicemente Alida Valli. Alida nasce a Pola nel 1921, quando la città era ancora annessa all'Italia, da madre istriana e padre Trentino. All'età di 8 anni si trasferisce con la famiglia sul lago di Como, non tornando mai più nell'amata Pola. Giovanissima frequenta i corsi del centro sperimentale di cinematografia debuttando poco dopo con ruoli da protagonista. Sono film leggeri ma di grande impatto per il pubblico, che annovera Alida come vera beniamina grazie ad una disinvoltura ed una grazia e simpatia veramente travolgente. Nel film di Mattoli "Ore 9 lezione di chimica" è un'esuberante collegiale divisa tra lezioni e innocenti situazioni amorose. Ed è sempre Mattoli che tra il 1941 e il 1945 la dirige in tre film che vengono presentati come "I film che parlano al cuore"... Luce nelle tenebre, Catene invisibili e Stasera niente di nuovo. (in quest'ultimo Alida canta la famosa Ma l'amore no, destinata a diventare il più grande successo radiofonico del periodo bellico. Fuori c'è la guerra e la gente va al cinema per svagarsi un po', sognando con gli attori e le attrici del grande schermo. Tutti rigorosamente italiani perché il regime ha messo al bando la, produzione Hollywoodiana. Successivamente la Valli abbandona il genere più leggero che l'ha fatta amare dal pubblico per dedicarsi a ruoli drammatici. Dopo Manon Lescaut di Carmine Gallone, Mario Soldati la vuole protagonista in uno dei ruoli più belli ed importanti della sua carriera, quello di Luisa in Piccolo mondo antico dal romanzo di Fogazzaro. Il ruolo le vale un premio speciale come miglior attrice dell'anno al festival di Venezia. Ed è proprio Piccolo mondo antico che dà alla Valli la voglia di smettere di 'giocare' e iniziare a 'interpretare'. Purtroppo il 1941 non le regala solo fama ma anche, purtroppo, un lutto importante. In quell'anno il fidanzato Carlo Cugnasca perde la vita in guerra. Nonostante la tragedia Alida continua a buttarsi a capofitto nel lavoro e nel 42 escono 2 film diretti da Goffredo Alessandrini, "Noi vivi" e "Addio Kira". I film vengono presentati a Venezia con grande successo, nonostante la censura fascista. In quel periodo quando il governo fascista abbandona Roma per Salò, anche l'industria cinematografica trasloca da Cinecittà a Venezia. Non tutti aderiscono a questa imposizione e chi non lo fa è costretto a nascondersi rischiando l'arresto, e questo è quello che fa Alida. Finita la guerra si sposa e dopo la nascita del primo figlio torna a recitare e lo fa in grande stile diretta ancora una volta da Mario Soldati nel film "Eugenia Grandet". La sua interpretazione le vale un Nastro d'argento che le viene consegnato a Los Angeles dove è stata chiamata da un produttore che vede in lei la "Ingrid Bergman italiana". A Hollywood è diretta da Hitchcock e recita accanto a Gregory Peck, Orson Welles, Frank Sinatra, ma nonostante ciò Alida non ama le regole dello star system americano e decide di rientrare in Italia, rompendo il contratto pagando una salatissima penale. Nel 51 la vuole Visconti in un film capolavoro, Senso, in un ruolo da assoluta protagonista. L'Italia in quel periodo è scossa da un tragico avvenimento destinato a riempire le cronache di giornali e rotocalchi per mesi e mesi. Nella spiaggia di Torvajanica, nel litorale romano, viene ritrovato il corpo senza vita della giovane Wilma Montesi. Le indagini portano alla luce una storia di festini che coinvolgono personaggi dello spettacolo e della politica romana. Inizialmente viene accusato del presunto delitto Piero Piccioni, un musicista che negli anni curerà le colonne sonore dei film di Alberto Sordi, figlio di un politico democristiano, e fidanzato di Alida Valli. Dopo un lungo processo nessuno viene condannato, ma il tam tam mediatico mette fine alla carriera politica di Piccioni senior e un rallentamento nella carriera di Alida. Nel 57 è una delle protagoniste del film "Il grido" di Antonioni a cui fanno seguito pellicole dirette da Pontecorvo, Brusati e Pasolini. Ma i successi non sono solo italiani, anche la Francia ama la nostra diva che viene diretta in "Occhi senza volto" e "L'inverno ti farà tornare" grandi successi d'oltralpe. Negli anni 70 la nostra Alida si rivela attrice veramente versatile lavorando con registi come Zurlini, Mario Bava e Bernardo Bertolucci che la vuole in "Novecento". Attrice mai stereotipata né legata a cliché divistici, porta con fierezza sullo schermo il suo bellissimo volto con la naturalezza del tempo che passa. E nella sua carriera riesce ad essere la credibile madre di Benigni in "Berlinguer ti voglio bene" con una parlata decisamente "colorita" ma anche protagonista di "Suspiria" e "Inferno" di Dario Argento. Nel 1983 è in televisione ancora una volta con "Piccolo mondo antico", ma questa volta nel ruolo della perfida marchesa. Nel 2004 la Croazia decide di premiarla come grande artista croata, ma la Valli rifiuta il premio dicendo "sono nata italiana e voglio morire italiana". Alida ci lascia in un giorno di aprile del 2006 senza mai essere dimenticata dal suo pubblico. Roma l'ha omaggiato intitolandole una strada. Nel 2008 il nipote Pierpaolo le dedica un omaggio con un bel documentario. Nel 2020 il regista Mimmo Vendesca gira un film documento coinvolgendo attori, gente di cinema e non solo, per un omaggio che arriva nei cinema, in tv, e in diversi festival. È il 2022 quando Rai storia le dedica una puntata de "Il segno delle donne" come interprete che ha lasciato un segno nel novecento. E non si contano i premi e i riconoscimenti che le riconoscono il grande talento. Alida, l'indimenticabile e talentuosa diva... nella sua bellissima normalità.

Daniele Lorenzetti 

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