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Isa Miranda, un’altra attrice penalizzata dagli anni del regime.

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Certamente molti la ricorderanno perché ha lavorato quasi fino ai nostri giorni. Tutti ricordiamo il film il “portiere di notte” con la regia della Cavani, e lei era un’interprete.

Ci sono state diverse attrici di casa nostra, che hanno avuto esperienze cinematografiche oltreoceano, spesso con parecchio successo. Basta pensare alla Magnani, alla Loren, Alida Valli, Gina Lollobrigida, Virna Lisi. Ma fra tante voglio parlare di Isa Miranda. Diva per eccellenza del cinema italiano, l'affascinante e sofisticata Isa Miranda, ha infiammato per più di 30 anni i cuori di milioni di persone, grazie alla sua bellezza raffinata, ed alle sue grandi capacità interpretative. Prima di diventare una diva di fama internazionale, Miranda, al secolo Ines Isabella Sampiero, lavora come dattilografa e, contemporaneamente, studia recitazione all'accademia dei filodrammatici. Grazie a questa esperienza, esordisce in piccole parti a teatro, ma il palcoscenico non la soddisfa come vorrebbe, così decide di debuttare al cinema nel 1933. L'anno successivo è quello del grande successo, grazie alla straordinaria interpretazione nel film "La signora di tutti" di Max Ophuls. Nel film interpreta un'affascinante vamp, che dopo aver ammaliato decine di uomini, a causa di una delusione amorosa si toglie la vita. In questa pellicola, Miranda offre la più grande interpretazione della sua carriera, sofferta ed incisiva, ma con il garbo e la classe che sono il suo segno distintivo. Il film piace sia al pubblico che alla critica, e l'attrice da quel momento, riceve decine di proposte lavorative, decretandola come una delle attrici più famose del periodo. La sua fama arriva oltreoceano, dove Hollywood la vuole trasformare in una nuova Marlene Dietrich. Nel 39 interpreta il film "Hotel Imperial" e l'anno seguente "La signora dei diamanti". Ma la difficoltà di Miranda, ad adattarsi ai rigidi sistemi americani, e lo scoppio della seconda guerra mondiale, mettono fine al suo periodo hollywoodiano. Periodo non molto proficuo però, sia dal punto di vista professionale che da quello personale. Il suo soggiorno oltreoceano non piace al regime, che lo considera una specie di tradimento nei confronti di Cinecittà. Questo rappresenta un ostacolo al suo reinserimento nel cinema italiano di qualità. Il minculpop, (il potente ministero della cultura popolare) emana una circolare dove viene imposto agli organi di informazione, di non occuparsi di lei e, in contemporanea, il ministero dell'interno non le fa rinnovare il passaporto. Ma non è solo il soggiorno ad Hollywood ad essere malvisto dal regime, ma anche certe sue dichiarazioni sull'invasione della Polonia non piacciono, al punto che l'attrice deve chiarire personalmente a Mussolini la sua vera posizione. È, a poco a poco, la sua carriera ricomincia interpretando ottime pellicole. Nel 42 è diretta da Mario Soldati in "Malombra" e successivamente "Zaza`" di Renato Castellani. Nel 48 gira in Francia "Le mura di Malapaga" di Renè Clement che le fa ottenere, meritatamente, la Palma d'oro a Cannes. In Italia si dedica al teatro per poi tornare in Francia, per essere diretta da Clement. Gli anni 50, la vedono protagonista al cinema con pellicole di vario genere, sempre in ruoli di primo piano come ne "La Ronde" di Max Ophuls e nel film corale "Siamo donne", dove Luigi Zampa la dirige, nell'interpretazione di sé stessa, raccontando l'altra faccia dell'attrice nella propria vita privata. Nel 55 è nel cast del film "Gli sbandati" di Citto Maselli. In quegli anni lavora tra, Europa e Stati Uniti, ma si dedica anche alla scrittura di poesie e alla pittura. Tra gli ultimi suoi lavori al cinema, non possiamo non ricordare la bella interpretazione della cliente d'albergo ne "Il portiere di notte" di Liliana Cavani. Qui viene fuori tutto il talento recitative di Miranda, non sempre valorizzato nelle opere a cui prende parte. Attrice completa, dotata di grande sensibilità e notevole charme, Miranda è stata ingiustamente dimenticata negli ultimi anni della sua vita, proprio da chi avrebbe invece dovuto ricordarsi di lei. 

Daniele Lorenzetti 

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