corpo 10 settimanale online

 

Silvana Pampanini, un’attrice alquanto famosa, ma che non è riuscita mai ad assurgere a notorietà di altre colleghe del suo periodo.

 

pampaniniNella sua autobiografia si definisce "diva assoluta" del cinema italiano. Lei è Silvana Pampanini. Figlia di un tipografo romano di origini venete e di una casalinga, Silvana si diploma all'istituto magistrale e al conservatorio Santa Cecilia. E proprio al conservatorio una sua insegnante di canto, invia una foto della giovane Silvana al concorso di miss Italia. È il 1946 e la kermesse riprende dopo gli eventi bellici. Per la giuria la vincitrice è Rossana Martini, ma per il pubblico la più bella è la Pampanini anche se non indosserà mai la fascia. La sua partecipazione al concorso le apre comunque le porte di Cinecittà, e se inizialmente il padre non è favorevole, in futuro lascerà il suo lavoro per diventare il suo abile agente. Silvana diventa subito popolare, rappresentando la classica bellezza italiana, accanto ad altre due attrici, anche loro uscite dai concorsi di bellezza, sono Silvana Mangano e Lucia Bosè. La prima metà degli anni 50, vede le tre attrici presenti in tantissime pellicole, e la Pampanini arriva a girarne anche 8 in un anno. Ma se la Bosè termina presto la carriera, per sposare il torero Dominguin, e la Mangano dopo il famosissimo "Riso amaro" si avvia verso una carriera fulgida. Silvana Pampanini non trova il film giusto che può dare una svolta alla sua carriera. Spesso doppia i suoi film nelle parti cantate, e incide 78 giri, pur venendo doppiata nei dialoghi parlati. Nella seconda metà degli anni 50, si assiste ad un fenomeno che farà parlare molto il mondo del cinema e non solo. In quell'epoca esplodono due attrici, che sono destinate a dividere i gusti e le preferenze del pubblico, creando vere fazioni, Sophia Loren e Gina Lollobrigida. Non sapremo mai se la "guerra" fra le dive, fosse reale o creata ad arte dai rotocalchi, fatto sta, che le due riescono, almeno per un po', ad offuscare le altre dive. La Pampanini in realtà è una di queste, e fatica a trovare il ruolo che la possa identificare per il resto della carriera. (pensate alla Lollobrigida/bersagliera o Loren/ciociara). Anche se è diretta da grandi registi dell'epoca come De Santis, Zampa, Soldati, Germi, sarà Comencini a regalarle il bel ruolo di Nannina ne "La bella di Roma", un bell'esempio di neorealismo rosa. In "Scandalosamente perbene", la sua autobiografia del 1996, la   Pampanini si paragona a Greta Garbo, in un surreale dialogo con Pablo Neruda, Jacques Revert e Federico Garcia Lorca. Nel libro convivono fatti reali e situazioni iperboliche, che sembrano attinte da fatti, non proprio legati alla realtà. Qui la vita dell'attrice è piena di auto di lusso, yacht, elicotteri privati tra Acapulco e Montecarlo, con partner dell'alta società, principi e quant'altro, come nei migliori romanzi d'appendice. Uno dei famosi spasimanti sembra sia stato Totò, suo partner nel film "47 morto che parla", e la Pampanini ha lasciato credere, per anni, di essere la donna che avrebbe ispirato al principe De Curtis, la celebre "Malafemmina". La cosa è stata smentita da Liliana, la figlia di Totò, mostrando i dati Siae. La carriera cinematografica di Silvana non ha vita lunga, perché non le vengono più proposti ruoli degni del suo status, e gli anni 60, la vedono poco sul grande schermo pur mantenendo ruoli di rappresentanza. Dino Risi la dirige nel 1964 ne "Il gaucho", nella parte, ferocemente autobiografica, di un'attrice sul viale del tramonto, alla patetica ricerca di un successo perduto, durante un festival cinematografico in Argentina. È il suo ultimo ruolo di un certo spessore. Come tante sue colleghe riceve offerte da Hollywood, che lei declina motivando una scarsa conoscenza della lingua. È però di una certa rilevanza la sua presenza nel cinema francese, dove viene ribattezzata "NINI' PAMPAN". La tv le offre parecchie occasioni in diversi programmi di varietà. Durante una serata dedicata a dilettanti (un talent show ante litteram) tiene a battesimo un giovane prestigiatore di nome Aldo Savoldelli, al quale regalerà il nome d'arte SILVAN. Della sua vita privata si sa ben poco, e se i numerosi flirt a lei attribuiti, non sono mai stati né confermati né smentiti. L'unico amore, di cui parla la Pampanini, sembra uscito da un romanzo di Liala. Un bellissimo uomo, una malattia contratta in guerra, gli infiniti regali, e una prematura morte conseguenza della malattia. E poi un baule con un corredo ricamato a Firenze, mai adoperato...... Una storia da lei raccontata nell'autobiografia. Le cronache raccontano di una storia con il produttore Moris Ergas, futuro compagno di Sandra Milo. Le sue ultime apparizioni televisive sono una partecipazione ad alcune puntate di Domenica in, e un cameo nella miniserie "Tre stelle", diretta da Pingitore, dove è la madre di Alba Parietti diva del ventennio. Il successo della Pampanini è legato alla sua bellezza e una buona dose di ironia da simpatica romana. Ma pur essendo amata dal pubblico, non si può dire lo sia stata altrettanto da critica ed addetti ai lavori, per sua stessa ammissione. Lo dimostra la mancanza di premi, nonostante alcune notevoli prestazioni. Alberto Sordi le fa un bellissimo regalo, facendole interpretare se stessa ne "Il tassinaro. In quelle poche battute, viene fuori tutta la simpatica romanità di Silvana. Un'attrice scandalosamente perbene 

Daniele Lorenzetti

   

Salvare
Scelte dell'utente per i cookie
Utilizziamo i cookie per fornirti i migliori servizi possibili. Se si rifiuta l'uso di questi cookie, il sito Web potrebbe non funzionare correttamente..
Accettare tutto
Rifiutare tutto
Maggiori informazioni
SOCIALS
Facebook
Accettare
Rifiutare
Twitter
Accettare
Rifiutare
Linkedin
Accettare
Rifiutare
COOKIE ANALITICI
GOOGLE
Accettare
Rifiutare