corpo 10 settimanale online

 

  

Sono film che rimangono nella mente e nel cuore di alcune generazioni. Sarebbe doveroso che le nuove vengano a conoscenza di chi, pur per breve tempo abbia contribuito a scrivere qualche pagina della storia del nostro cinema

renato salvatori 300x200Nel 1957 esce nelle sale cinematografiche un film di Dino Risi che fece epoca, "Poveri ma belli". È la storia di due ragazzi belli, spavaldi, a volte un po' sbruffone, simboli di un paese che dopo la guerra ha voglia di divertirsi e vivere in maniera leggera e spensierata. Il pubblico si rispecchia nei due protagonisti maschili Romolo e Salvatore cioè Maurizio Arena e Renato Salvatori. Maurizio Arena, romano della Garbatella nasce in una famiglia modesta. Il suo vero cognome è Di Lorenzo ma debutta al cinema con il cognome Arena in omaggio all'attrice Anna Arena sua compagna per un periodo. Il suo inizio al cinema lo vede protagonista in piccoli ruoli (recita pure in Vacanze romane) fino al vero successo del film di Dino Risi. Successo che porterà il regista a realizzare ben 2 sequel, "Belle ma povere" e "Poveri milionari". Sull'onda della popolarità Maurizio Arena partecipa a diverse pellicole e nel 1960 scrive e dirige un film al quale partecipano pure i genitori. Il film si intitola "Il principe fusto", un titolo quasi profetico se si pensa che 8 anni dopo Maurizio intreccia una discussa e travagliata storia d'amore con Beatrice di Savoia, ultimogenita di Umberto II. La vicenda riempie le pagine dei rotocalchi dell'epoca facendo la fortuna dei paparazzi. La storia non ha futuro e Maurizio Arena abbandonato il ruolo di principe consorte torna al cinema, ma la carriera è già in declino. Il suo fisico da ex fusto, ora decisamente appesantito, fa sì che sia richiesto come caratterista in film di scarso valore. Abbandonato del tutto il cinema Maurizio Arena si reinventa come guaritore passando così dalle sale cinematografiche alle neonate tivu' private. Una crisi cardiaca mette fine alla vita del sex symbol della Garbatella. E proprio il quartiere che lo ha visto nascere gli dedica un parco. Maurizio non è l'unico artista in famiglia. La sorella Rossana è la prima "buzzicona" moglie di Alberto Sordi. L'altra sorella è la madre di Pino Insegno. L'altro povero ma bello è Renato Salvatori. Renato nasce in Versilia e da ragazzo fa il bagnino a Forte dei marmi. Nel 1951 si sottopone ad un provino con il regista Luciano Emmer che lo farà debuttare nel suo "Le ragazze di Piazza di Spagna" dove impersona il fidanzato di Lucia Bose'. Il suo primo film da protagonista è "Jolanda la regina del corsaro nero". Come già detto per Maurizio Arena anche per Salvatori il grande successo popolare è legato al film di Risi. Il regista lo dirige in seguito in un'altra pellicola altrettanto famosa cioè "La nonna Sabella" accanto a Tina Pica. Monicelli lo vuole ne "I soliti ignoti" film diventato un culto. Ma non ci sono solo commedie nel curriculum di Salvatori. Pensiamo a "I magliari" di Francesco Rosi e "Era notte a Roma" di Roberto Rossellini. Ma il suo ruolo più importante è quello di Simone nel capolavoro di Visconti "Rocco e i suoi fratelli". Sul set incontra due persone che entrano a far parte della sua vita, Alain Delon con cui stringe una bella amicizia, e Annie Girardot che diventa sua moglie. In seguito partecipa ad altri film come "La prima notte di quiete" di Zurlini. Le pellicole successive, come purtroppo capita a molti, lo vedono non più protagonisti ma bensì caratteristica anche se diretto da registi come  Rosi, Ferreri o Lattuada ne "La cicala". Nei primi anni '70 problemi di salute lo allontanano definitivamente dal cinema. Dopo la separazione dalla Girardot entra a far parte del Gabinetto dell'allora ministro dei trasporti. Gravi problemi di salute lo portano alla morte a soli 54 anni. Uno strano destino sembra accomunare i 2 poveri ma belli. Un successo clamoroso in giovane età, una brillante carriera a cui fa seguito il declino fino alla morte in giovane età. Ma per il pubblico rimangono per sempre poveri ma belli.

Daniele Lorenzetti 

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