Ho ritirato fuori questa mia intervista pubblicata qualche anno fa. In un mondo di mediocrità tra gli attori, Orlando Bloom ci fa capire che studio e scelte ben ponderate portano al successo.
Orlando Bloom è la dimostrazione che la caparbietà e l’impegno poi paga. Un continuo lavoro di perfezionamento fatto con una dura gavetta, lo ha portato a coronare la sua ambizione maggiore, essere un vero attore.
So che sei inglese, ma dove sei nato esattamente?
Sono nato a Canterbury il 13 Gennaio del 1977.
Qual è stato un episodio che ti ha segnato?
Credo la morte del mio padre adottivo dal quale ho preso il cognome, La prematura mancanza, mi ha segnato sia dal punto di vista morale che materiale. Questa esperienza per quanto forte, non mi ha demoralizzato nonostante fossi un bambino.
Quali ostacoli hai incontrato nella tua vita?
Durante gli anni di scuola, frequentavo la St. Edmund’s School a Canterbury, e non sono stati di certo gli anni che ricordo tra i migliori della mia vita, a causa della mia dislessia, ho dovuto faticare molto.
Chi ti ha spinto verso la professione di attore?
Mia madre mi ha spinto verso l’arte, ad interessarmi di arte. Inizio a scolpire e fare fotografie, ma poi ho capito che la mia strada era fare l’attore, che è pur sempre una forma d’arte.
E quindi?
A 16 anni sono andato a Londra a studiare presso la “National Youth Theatre”. Dopo un anno circa ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso l’ingresso alla “British American Drama Academy”.
Hai subito iniziato ad avere ruoli?
Si ho avuto piccole parti televisive, ma che non mi hanno permesso di raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissato, anche se mi hanno dato una spinta sia pur piccola. Comunque continuo a fare gavetta in teatro e poi ottengo dei piccoli ruoli in due serie televisive inglesi: Casualty e London’s Burning.
Il tuo primo debutto a cinema?
Era il 1997 ma era una piccola apparizione.
E…poi?
Anche se era una piccola parte, venni notato ed arrivarono diverse proposte, che credo molti dei miei colleghi avrebbero accettato. Ho voluto ben ponderare, ed ho deciso che era meglio per il momento continuare a fare ancora del teatro, in modo da perfezionare il mio essere un attore.
Una scelta pericolosa devo dire…
…non mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo, preferendo attendere. Non volevo essere un attore mediocre. Difatti ho continuato a studiare presso la “Guildhall School of Music and Drama”, prendendo la laurea.
E dopo la laurea?
La vita mi mette alla prova e per una caduta dal tetto, ho rischiato di rimanere paralitico, almeno così pensavano i medici. Subisco un intervento e quasi subito, e con la mia forza di volontà ed in pochissimo tempo, direi in maniera che sa di miracoloso, mi riprendo perfettamente.
Mi rimetto in ballo, e vado a fare un provino per interpretare “Faramir” nel “Signore degli Anelli”…
…un colpo di fortuna…
Purtroppo vengo scartato per questo ruolo, ma la mia sorpresa è che vengo invece scelto, per interpretare un personaggio molto più importante del film, il ruolo di “Legolas”.
La trilogia del “Signore degli Anelli” mi ha permesso di entrare nell’Olimpo degli attori!
Antonio Ventura de Gnon