La sora Lella, una delle maschere più incisive della città eterna.
Elena Fabrizzi, (il vero cognome ha la doppia zeta) nasce a Roma nel 1915, ed è l'ultima di 6 figli. Il padre faceva il Vetturino, e la madre aveva un chiosco di verdure a Campo de' fiori.
Quando il padre muore per un banale incidente, il fratello Aldo, il futuro grande attore, fa praticamente da secondo padre alla piccola Elena. Prima di dedicarsi al cinema e al teatro Elena, per tutti Lella, svolge l'attività di ristoratrice a Roma, aprendo una trattoria a Campo de'fiori. Successivamente, assieme al marito Renato Trabalza, già macellaio al mattatoio di Testaccio, ne apre un altro all'isola Tiberina e lo chiama "La sora Lella ". Il ristorante è ancora in attività ed è gestito dai 4 nipoti. Ma la fama della nostra sora Lella, non è legata solo alla ristorazione, ma soprattutto, alla sua carriera cinematografica e teatrale, sulla scia del più famoso fratello Aldo. L'esordio sul grande schermo, avviene quando Lella ha già 43 anni, e le sue parti sono per lo più da caratterista. Con la sua presenza scenica, riesce a rappresentare come poche la vera madre romana, di estrazione popolare. Il primo film a cui partecipa, è un vero cult, "I soliti ignoti", con attori del calibro di Toto`, Mastroianni, Gassman, Claudia Cardinale, Renato Salvatori. E il suo ruolo, è quello di una delle tre madri adottive, proprio di Salvatori.
Dopo questo prestigioso debutto, troviamo la sora Lella in diverse commedie all'italiana, come "I tartassati" e "Toto' Fabrizi e i giovani d' oggi", entrambi accanto al fratello e al principe De Curtis. Sono piccoli ruoli ma di grande carattere. Un ruolo decisamente più importante, glielo offre Ettore Scola in uno dei capolavori del cinema italiano, "C'eravamo tanto amati" del 74. Qui è la moglie di un palazzinaro, che ha il volto del fratello Aldo. Il film ha un cast di altissimo livello, Manfredi, Gassman, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli e Stefano Satta Flores, e la sora Lella, non sfigura per niente accanto a questi mostri sacri.
Ma la grande popolarità, la sora Lella la raggiunge all'inizio degli anni 80, grazie a Carlo Verdone, che le fa interpretare il ruolo della nonna, al contempo burbera e bonaria, in uno degli episodi di "Bianco rosso e Verdone", del 1981. Verdone ama raccontare, come sia arrivata a sceglierla per quel ruolo. Cercando un'attrice, che potesse interpretare la nonna, qualcuno gli segnala la sorella di Aldo Fabrizi, che tutte le mattine dispensa consigli alle ascoltatrici, dai microfoni dell'emittente locale Radio Lazio. Verdone rimane affascinato dalla sua personalità, e decide di incontrarla al bar vicino alla radio. È un colpo di fulmine per Carlo, che la ingaggia immediatamente. Questa scelta non è ben vista da Sergio Leone, produttore del film, ma alla fine Verdone ha la meglio. Il film ha un grande successo, e la sora Lella per la sua interpretazione vince il Nastro d'argento, come miglior attrice esordiente. Dopo questo primo film, Verdone la vuole ancora come sua nonna, nel successivo "Acqua e sapone" del 1983. E per questo film, Lella vince il David di Donatello, come miglior attrice non protagonista. Il terzo e ultimo film, accanto a Carlo Verdone, è "7 chili in 7 giorni", dove è una delle pazienti dell'improbabile clinica dei 2 protagonisti. Nel 1982, la sora Lella è tra gli interpreti dello sceneggiato di grande successo, "Storia d'amore e d'amicizia" trasmesso da RAI 1. In seguito partecipa ad alcuni film della serie di Pierino, interpretati da Alvaro Vitali.
Le sue interpretazioni, la identificano con lo stereotipo della nonna italiana, e la sua fama non sfugge alle imitazioni. Antonello Fassari, nel programma "Avanzi", ne fa una parodia, che lì per lì, la sora Lella sembra non gradire, per poi far pace con l'attore, durante un programma televisivo. Negli ultimi anni di vita, la sora Lella è quasi una presenza fissa del "Maurizio Costanzo show", dove spesso parla, del non facile rapporto con il fratello Aldo. In realtà, fratello e sorella si frequentano poco, e non vanno particolarmente d'accordo, forse a causa della differenza di età, o dai caratteri forti di entrambi. In realtà pare che il grande Aldo, fosse quasi geloso del successo della sorella, al punto di parlarne a Verdone, durante la consegna dei David di Donatello del 1988. " ma tu che ci trovi in mia sorella? Quella è solo buona a cucinare" ...questo avrebbe detto Fabrizi a Verdone.
Dopo la morte di Aldo, la sora Lella si confidava spesso con Costanzo, sul loro non facile rapporto, con grande malinconia e malcelato rimpianto.
La sora Lella muore nel 93, a 79 anni. Al suo funerale, ci sono tanti volti noti del cinema, a testimoniare l'affetto per questa grande donna.
Il cuore romano del cinema italiano.
Daniele Lorenzetti