Ho incontrato Damiano Gallo, principe degli immobiliaristi, a Roma, durante la presentazione del suo libro. Uomo poliedrico ed affascinante con un modo di porsi tra il semplice e nello stesso tempo accattivante. Di sicuro una personalità con lo lascia spazio a dubbi e che riesce ad affascinare con il suo modo di orsi in maniera semplice.
Oggi come oggi, che significa essere un “venditore” di case?
Essere un venditore di case, oggi significa soprattutto saper ascoltare, interpretare i desideri delle persone, e trovare l’immobile giusto. È un mix di abilità relazionali e conoscenza del mercato.
Per il tuo successo, quanto è pesato l’essere un conduttore di un format in TV?
Molto, perché la televisione ha dato visibilità al mio lavoro, permettendomi di far conoscere il mio approccio all’immobiliare, a un pubblico più ampio. Il format televisivo, ha trasformato il mio mestiere in un racconto coinvolgente.
In quali canali lei presenta il suo format?
I miei format, (oggi all’attivo ho 5 programmi tv) vanno in onda su Discovery Warner Bros e su Il Sole 24 ore tv.
Che sensazione si prova quando si raggiunge l’obiettivo di una vendita?
È una grande soddisfazione! Una vendita riuscita, rappresenta la chiusura di un percorso complesso, un momento che tocca le aspirazioni, e le emozioni di tutti coloro che sono coinvolti.
E quando la vendita salta? Delusione? Rabbia?
Direi frustrazione professionale. È importante mantenere la lucidità. La delusione esiste, ma deve essere trasformata in strategia e ricerca di nuove soluzioni.
Chiaramente lei opera principalmente su Milano. Qual è la tipologia di casa che la gente cerca in una metropoli decisamente dedita al commerciale?
A Milano si cerca un equilibrio tra posizione, funzionalità e qualità della vita. Gli acquirenti desiderano immobili con caratteristiche distintive, che offrano un senso di appartenenza alla città.
Attico, villa, palazzetto, appartamento, quale tra queste viene più richiesta o apprezzata?
L’appartamento è la soluzione più richiesta, ma attici e immobili di pregio, hanno un fascino particolare per chi cerca esclusività. Ville e palazzetti sono più di nicchia, ma molto ricercati se ben posizionati.
È più facile vendere una casa o un appartamento di piccolo taglio o una con metratura maggiore?
Di norma, è più semplice vendere un immobile di piccolo o medio taglio, poiché intercetta una platea più ampia di acquirenti. Le metrature più grandi richiedono un acquirente più selezionato.
Rifiuta case che non le piacciono o accetta tutto?
Un professionista serio non dovrebbe accettare tutto senza riflessione. È fondamentale valutare la coerenza con il mercato, e presentare solo immobili che rispettano standard elevati.
Le è mai successo di alzarsi una mattina e dire a sé stesso, oggi devo vendere assolutamente quell’immobile?
Certo! Quando un immobile ha un forte potenziale, mi concentro su di esso. La determinazione è cruciale, ma sempre all'interno di una strategia chiara.
Perché ha sentito l’esigenza di scrivere un libro?
Per mettere in luce un percorso professionale, e raccontare un settore, che il pubblico vede spesso in superficie. Il libro rappresenta un modo per condividere esperienze e visioni. Sono giunto in realtà alla terza pubblicazione.
Ma a chi lo ha rivolto, al pubblico o ai suoi colleghi?
Probabilmente a entrambi! Al pubblico per rendere comprensibile il mondo immobiliare, e ai colleghi come testimonianza di esperienza e metodo.
Se le si chiede di vendere una casa non a Milano o nei dintorni, come si regola?
Mi regolo caso per caso, considerando il mercato locale e la rete di professionisti. Ogni luogo ha regole e peculiarità da rispettare.
Lei durante la presentazione ha dichiarato di essere Gay. Quanto è pesato nella sua professione in positivo o in negativo?
Un’identità personale può avere un impatto, ma alla fine contano i risultati e la competenza. Essere autentico è fondamentale nel mio lavoro.
Nel suo lavoro essere parte di una famiglia importante lo ha aiutato?
No! A Milano ho costruito tutto da solo. Ho lasciato la mia famiglia in Sicilia, quando avevo 18 anni.
Com’è la sua casa, in che zona e perché l’ha scelta?
Vivo a Milano da oltre vent’anni. Ho scelto la città per la sua vitalità e il suo dinamismo, elementi che rispecchiano perfettamente il mio percorso. Vivo nel cuore di Brera.
Cosa pensa di fare domani?
Sto per produrre un cortometraggio, insieme a Mara Grazia, dedicato tutto alla Sicilia. Ho preso spunto, dal meraviglio romanzo Agata del vento di Francesca Maccani.
Chi e veramente Damiano Gallo, e come convive l’uomo con il professionista?
Non saprei rispondere. Sono quello che rappresento. Per alcuni sono un agente immobiliare, per altri un imprenditore di successo, per altri un uomo di spettacolo.
Certamente un artista dell’imprenditoria …pieno di creatività.
Cosa dice e pensa di sé stesso?
Sono eccentrico e poliedrico. Mi definisco un mecenate contemporaneo, che vive la vita con entusiasmo. I miei interessi spaziano dalla televisione, al mondo immobiliare, dalla comunicazione alla ricettività.
Da poco sono diventato proprietario del parco faunistico Ibleo, la prima realtà siciliana.
Credo fermamente, che entusiasmo e versatilità possano alimentare l'imprenditoria moderna.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon