Un couturier, Nino Lettieri, che porta avanti la bandiera dell’alta moda italiana, con la sua creatività, esportandola in tutto il mondo.
Un ritorno sulle passerelle di Roma. Un preludio perché si ritorni ai fasti di una volta?
Più che un preludio, credo che potrebbe essere una speranza. Non è possibile che a Roma, in Italia, non ci sia più l’alta moda, dove tra l’altro ha avuto origine!
Ti è mancata la passerella nella settimana della moda a Roma?
Mi è mancata molto! Sia quest’anno, che negli anni passati. L’ultima sfilata l’ho presentata nel 2020, prima della pandemia!
Perché l’alta moda a Roma è morta?
È morta a Roma perché mal gestita negli ultimi anni. A differenza di Parigi, che tengono in vita nomi della moda morti 100 anni fa. In Italia, se muore il Couturier, muore con lui anche tutta la maison, e questo non va bene!
Questa organizzata da Grazia ed Antonio, potrebbe essere un inizio di qualcosa più grande per la prossima stagione?
Lo spero con tutto il cuore. Antonio e Grazia realizzano da sempre due grandi eventi all’anno. Oltre ad avere stilisti e maison di moda, come loro clienti in qualità di Ufficio Stampa, credo che loro possano essere all’altezza. Dovranno essere supportati dalla Regione, dal Comune e da sponsor importanti!
La collezione, che vedremo tra qualche giorno, a cosa è ispirata?
La collezione che porterò a Roma per questo evento, è creata per una donna che ama la luce, che ama essere radiosa, ed essere esclusiva in ogni evento a cui partecipa. Non sempre, essere protagonista ed al centro dell’attenzione, può essere un vantaggio, se non gestisci questo ruolo con eleganza e ricercatezza!
Bianco Nero o colore?
La collezione sarà di un colore non colore, ma che è importante per i colori! Hi! hi!
Perché spesso nell’alta moda si tende a strafare arricchendo un po’ troppo gli abiti?
Solitamente gli stilisti, caricano gli abiti di orpelli inutili, eccessivi, perché hanno paura di non avere l’applauso. Da sempre ho sostenuto una mia massima che è: “Stupire con semplicità”
Quanto di Napoli entra nelle tue creazioni?
Non so se la città di Napoli influenzi le mie creazioni. Ho vissuto poco in questa città, e non credo che la città dove io risiedo, che è Pompei, possa essere importante nella mia creatività e nel mio lavoro!
Credi che le scuole di stilismo, se così le vogliamo chiamare, spingono i nuovi talenti a perdere il senso della classe dell’eleganza, perdendo spesso, in senso della femminilità, con la scusa della ricerca?
Credo che oggi le scuole, le accademie di moda, possono dare un aiuto, un input a questi ragazzi che si affacciano sul mondo della moda. Ne seguo qualcuna qui in Campania, dove di tanto in tanto, mi concedo delle ore veramente divertenti, rilassanti e costruttive, ad alunni che amano questo lavoro, e che possono avere l’opportunità di avvicinarsi, nel senso pratico della parola, assistendo a corsi di alta sartoria dal vivo. Per quanto riguarda la femminilità, o l’eleganza, a prescindere dalla ricerca, è un fattore innato intrinseco!
Com’è la vita di Nino Lettieri oggi?
La vivo appieno! Sono sposato con un pittore iraniano, Dayan Nazari. Insieme abbiamo creato, con la sua arte e con la mia sartorialità, una collezione di Tani. Questo connubio, arte e moda, che da sempre ho trovato strepitoso nel nostro campo. Se tornassi indietro? Lo risposerei ha! Ha! ha!
Ti puoi descrivere come uomo e come creatore di moda? Vi è differenza tra i due?
Caro Antonio, non spetta a me descrivermi. Sono una persona che ama il proprio lavoro, sono fortunato ad aver scelto questo lavoro, che è nato come passione, come sogno. L’uomo non è scindibile da quello che è l’artista. Penso che il mio lavoro mi accompagni a qualsiasi ora del giorno, anche quando non sono in Atelier. Nella mia mente, scorrono comunque immagini di moda, di passerelle, di Backstage, di Tessuti, di viaggi, e da quest’ultimi, portare a casa nuove idee per nuove collezioni!
Antonio Ventura Coburgo de Gnon