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Lo stile tutto veneziano di Roberta di Camerino.

     roberta di camerinoCredo che non ci sia stata nessuna donna, che non abbia sognato di possedere una borsa firmata Roberta di Camerino. Ma chi era questa intraprendente creativa, che già negli anni '50 esportò il made in Italy oltreoceano? Giuliana Coen, nasce nel 1920 a Venezia, da famiglia agiata di origine ebraica. La sua posizione sociale fece sì che, durante la giovinezza, si recasse con la madre a Parigi per acquistare capi di abbigliamento, nei più prestigiosi atelier, come Dior e Chanel. All'epoca la capitale francese era l'indiscussa capitale del lusso sia per l'abbigliamento che gli accessori moda. Però i tragici eventi bellici, e le leggi razziali, crearono non pochi problemi alla giovane Giuliana. Durante la sua giovinezza conobbe Guido Camerino, se ne innamorò e divennero successivamente marito e moglie. Dopo la nascita del primogenito, la coppia, per sfuggire all'ignobile caccia agli ebrei, fu costretta ad una rocambolesca fuga in Svizzera, lei travestita da suora e lui da sacerdote. In Svizzera hanno non poche difficoltà economiche, al punto che Giuliana fu costretta a vendere parte del suo guardaroba. Fu proprio la vendita di un secchiello di pelle, acquistato a Parigi, ad una signora Svizzera, che fu d'impulso al genio di Giuliana. Lei si era ripromessa di ricomprarsi quella borsa a secchiello tanto amata, ma sfumando questa possibilità, decise di rifarla con le proprie mani. Il risultato fu talmente incredibile, da credere che fosse uscita da chissà quale famoso laboratorio. Due pellettieri svizzeri, colpiti da tale bravura la vollero come collaboratrice. È inutile dire che le borse ebbero buon successo tra le signore elvetiche. Nel frattempo la guerra continuava, ed una signora commissionò a Giuliana una borsa con un doppio fondo per poter nascondere missive destinate ai partigiani del nord Italia. Terminato finalmente il conflitto, la famiglia Coen Camerino, finalmente ebbe la possibilità di rientrare a Venezia. Supportata dal marito, Giuliana aprì un laboratorio, dove iniziò a creare le borse, che saranno per sempre il suo segno di distinzione. Per realizzarle si affidò allo straordinario artigianato della città lagunare. Il prezioso ottone, adoperato per costruire le gondole, si trasforma in borchie e chiusure, e i velluti dei maestri del disegno a scavo, la materia prima decisamente inconsueta per le bellissime borse. A quel punto ci voleva un nome, anzi un soprannome d'arte. Roberta è un nome che Giuliana ama molto, e le ricorda una canzone che ama molto, ed è il nome che darà alla figlia. Lo accostò al cognome del marito. Era nata Roberta di Camerino. Alla ormai consolidata ed affermata produzione di borse, vennero affiancati foulard, con le inconfondibili fantasie, e mix di colori, e i curiosi tailleur in maglia, con stupendi effetti trompe l'oieu. L'oscar della moda ricevuto nel 1956 la consacrò definitivamente, come una delle maison di moda più importanti ed influenti. Per anni le sue borse, in particolare il modello Bagonghi, fu indossato delle donne più importanti al mondo. Attrici, teste coronate e non solo, ne fecero un invidiabile segno di distinzione, quasi un lasciapassare per il bel mondo. Roberta di Camerino è ancora oggi un nome importante per il fashion system. Non più di proprietà della famiglia, il brand è stato acquistato da un gruppo commerciale, che continua con successo, dando sempre importanza allo spirito di Giuliana. E nell'epoca del vintage le sue borse d'epoca sono sempre richiestissime.

Daniele Lorenzetti

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