corpo 10 settimanale online

 

 

 

         

A volte tornano! Sul palco del prestigioso teatro Ariston, Eros Ramazzotti che ricorda il suo esordio, 40 anni fa.

    big mama 2E siamo alla terza serata. Che dire? Sembrano tutte dei copia incolla, con qualche diversivo per gli ospiti, spesso strumentalizzati per questioni sociali, come con Eros Ramazzotti, che canta “una terra promessa”. Evidenti i riferimenti, e non c’è bisogno che io li metta qui per scritto. Sono sicuro che il pubblico abbia capito. Russel Crowe, ospite certamente prestigioso, era sul palco dell’Ariston, per pubblicizzare il suo tour come cantante. E quindi? Chiaro è, che la Rai cerchi di promuovere i suoi prodotti, e mi riferisco agli altri ospiti. Ci sono molti modi, e non il festival, che non fa che allungare il brodo, che diventa talmente lungo, che si fa fatica ad ascoltarlo fino alla fine. Ad allungare ci sono le innumerevoli pubblicità degli sponsor, e gli stacchi pubblicitari. Capisco che questo porta introiti nelle casse della Rai, ma sono veramente troppe. Il monologo della Mannino, mi ha deluso. Tranne rari momenti, in cui mi ha fatto sorridere, l’ho trovato al di sotto dei suoi standard. Per non parlare dei suoi abiti alquanto “alati”, a significare l’angelo del festival? Ma torniamo al motivo del mio articolo. Gli abiti dei 15 partecipanti. Devo riconoscere che rispetto alle altre edizioni tutti hanno cercato di essere quanto più “eleganti” ed appropriati per le serate, anche se spesso di dubbio gusto, ribadisco che è un mio giudizio personale. Quello che mi chiedo, sono loro a scegliere, o si fidano dei loro stylist? O sono le maison che si propongono, o ci sono interessi diversi? Difficile da scoprire e poi sinceramente non me ne frega più di quel tanto. Cominciamo dal gruppo punk, che ieri sera sono stati gli ultimi, usciti con abbigliamento, come posso dire “multi mondiale”? Dal gonnellino scozzese in poi c’era di tutto. Ieri sera hanno abbandonato i panni stereotipi dei punk, per essere in linea con lo stupire. A questo punto mi viene da pensare, se questi artisti puntano più sull’apparire che sull’essere. Ma non farò l’elenco come negli articoli precedenti, mi limiterò a dire qui e la il mio pensiero. Quasi tutte le donne, hanno puntato su abiti che erano più che appariscenti per le abbondanti scollature, a volte complicati da incroci strani. Viva la semplicità dell’abito in velluto della Mannoia. Perché cercare di essere per forza “femme fatale”, o cercare si essere sexy a tutti i costi! Non è l’abito che fa di voi una donna fatale o una donna sexy. La fisicità, il portamento, il modo di porgersi e di indossare un capo, che porta al risultato. Mi veniva in mente la visione di persone costrette ad indossare un abito importante, quando nella loro vita erano sempre in tuta. Il disagio si notava. Ma quello che nelle serate mi ha colpito maggiormente, è l’inversione di tendenza. Ben venga! Quando poi il troppo non stroppia. Cavoli, i lustrini sono passati di genere. Chiaramente il tempo è trascorso, ma spesso sono inappropriati. E non è stato esente neanche Ramazzotti, anche se si intravedevano.  Che alcuni tessuti di esclusiva proprietà femminile si siano sdoganati, sono il primo ad esserne felice, ma cavoli, quanta abbondanza di lustrini! Certo poi sul palco sono arrivati la versione povera dei Village People, interamente vestiti con abiti di pelle, iper colorati, che facevano scena ed impatto. Mi ha colpito uno del gruppo che indossava una minigonna mettendo in mostra due gambette non proprio belle da vedere. Sempre a mio giudizio. Ai lustrini si è piegato anche il mio conterraneo, Giuliano dei Negroamaro. Indossava un completo con una fantasia a lisca di pesce, che ricorda molto Missoni, in argento e nero torba. Se avesse indossato solo la giacca, non sarebbe stato perfetto, ma tutto il completo era decisamente troppo. E poi quella stringata sciarpetta al collo…terribile! Mi ha colpito la giacchetta di Ghali decisamente di taglio Chanel, se non fosse che mi ricordava Arlecchino. D'altronde ieri era Giovedì grasso e quindi per molti, non potendo andare ai vari carnevali, con abiti appropriati, hanno preferito trasportare sul palco dell’Ariston il carnevale. Diodato mi deve spiegare la scelta del suo abito, Non era una giacca ma non era una camicia. Un ibrido? Angelina Mango, la Oxa è inimitabile, il cappuccio potevi evitarlo. Un colpo al cuore quando sono arrivati i Ricchi e Poveri. Lei una drag queen, e lui veniva fuori dal film il vizietto. Quel modo di apparire, lasciatelo ai Cugini di campagna. Alessandra Amoroso, i capelli per favore, ma chi ti consiglia? Quella che mi è piaciuta è Rose Villain. Femminile ed audace, meno la sua pettinatura. Esco dal seminato per un appunto. Troppi abbracci e baci, e che diamine, un minimo di aplomb! L’abito di Mr Rain, è stato decisamente il migliore della serata. Il bottone gioiello faceva un po’ Gay Mattiolo. Ho scoperto che per la comunità gay, il componente con la barba dei Santi Francesi, è stato definito il più sexy dei partecipanti. I Bnkr 44 potevano essere tranquillamente posizionati sul carro del gay pride. Preciso che non ho nulla contro, facendo parte del popolo gay, ma non sul palco dell’Ariston. Un freno dovrebbe esserci. Annalisa meno eccentrica, ma sempre con le gambe e calze a mezza coscia in evidenza. Mi fermo qui, sono ansioso di vedere oggi la serata dedicata alle cover, ed oltre a commentare gli abiti, esprimerò giudizi sull’interpretazioni delle cover, che negli anni passati non sono state sempre felici. Alla prossima!

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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