corpo 10 settimanale online

 

 

          

Dal teatro Ariston di Sanremo la 73esima edizione sempre con al timone Amadeus. Conduttore gigione, che lascia poco spazio al presentatore per essere un completo show man.

    teatro ariston la salaSiamo alla fine della seconda serata, del festival di Sanremo. Mi sono annoiato abbastanza. I clichè sempre uguali e ripetitivi, non mi hanno suggerito novità interessanti. Si certo, l’idea di far partecipare i cantati a presentare i colleghi, poteva essere un’idea carina, ma si è ritorta contro. Molti erano impacciati e si sentivano fuori posto. Improvvisare, non è facile, non tutti riescono in ruoli che non gli appartengono, ed essere sciolti e credibili. Ma questo, è solo un mio parere. Ora passiamo agli abiti. Commenterò solo i 15 che hanno cantato, tralasciando i presentatori. Desidero spendere qualche parola per Giorgia, che si è presentata con una doppia personalità, che traspariva dalla scelta dagli abiti. Quella femminile con i tubini con frange di cristali, che non mi hanno entusiasmato. Il colore carne, così sembrava in video, non mi entusiasma. Magari, in rosso o in nero, avrebbero avuto un impatto migliore. Ma la lunghezza degli abiti, la famosa longhette, la si usava molti anni fa, non dona certo alle gambe, tagliandole. Abiti così preziosi, sarebbe stato ideale farli decisamente lunghi. Mi hanno ricordato un abito che indossava Milly, non la Carlucci, sulla copertina del suo, credo, ultimo LP. Quindi, niente di nuovo. L’altra personalità, un misto di androginia ispirata a Marlene Dietrich ed a Liza Minnelli. Che tutto sommato preferisco, anche se non approvo. Ma passiamo ad esaminare gli abiti dei concorrenti. Clara, in un abito argento luminosissimo, e con un bustino che sottolineava il suo corpo. Ma il buco per far vedere l’ombelico? Mi farebbe piacere, che lo stilista mi spiegasse il motivo del buco, e poi, terribile quella sciarpetta al collo. Perché non un gioiello? E non parliamo dell’enorme spacco sul dietro. Quando camminano l’abito si sposta in avanti, e non è il massimo dell’eleganza e del portamento. Nelle mie collezioni non li ho mai usati. Con quegli abiti non si fanno le maratone, e non è necessario fare spacchi così profondi. Per Irama, vale sempre il discorso del rubare le camicette alla zia o alla mamma. Vogliamo essere trasgressivi utilizzando le trasparenze? Fatelo, ma utilizzate una camicia classica da uomo come modello, e poi fatela anche di tulle. Le linee femminili, mi fanno pensare a quanto di una donna poi, ci sia dentro un uomo. La sua camicetta, mi ha ricordato la parte superiore di un abito di mia madre da cocktail, che aveva come scollatura degli slabri. Annalisa, insiste con il suo essere sexy. Questa carta per lei sta diventando un modo di essere? Sei una bella ragazza, con un bel fisico, ed una bella voce ed un ottimo brano, e sono doti più che sufficienti. Perché giocare la carta della sexy simbol? Per Loredana Bertè, questa volta spreco delle parole. Nel commento della prima serata, non ho voluto dare un giudizio, ma questa volta devo. Appena uscita, mi ha dato l’impressione di una gallina spennacchiata, con tutte quelle piume messe sulla camicia da uomo, compresa cravatta nera. Cara Loredana, certo, hai ancora delle belle gambe, sempre che tu non indossi delle calze contenitive, sei anche una rock star, hai già i capelli da fata turchina, ma dimentichi che, non hai più il fisico di quando avevi 30 anni, e che alcune lunghezze dovresti evitarle. Essere troppo eccentriche ad una certa età, almeno per me, non paga.  E poi, essere Rock è un modo di fare musica e modo di cantare, non sono gli abiti a fare il genere rock. Geolier, capisco che sei un Rapper, ma la t-shirt trasparente manica corta, con quel giubbottone con doppia chiusura lampo e cappuccio, arricchito da lustrini, non ti sembra un po’ a metà tra voglio ma non posso osare di più? E poi la cosa che mi diverte, è il contrasto tra il tuo look ed il tuo viso da bravo “giovine”, con quell’aria da ragioniere degli anni 40. Sono gli occhiali o i capelli con la riga e la gelatina che riecheggia la vecchia brillantina? I The Colors, non hanno cambiato look. Solo il batterista ha indossato la versione nera, di quella bianca della prima serata. Per il resto non si evincono cambiamenti o almeno non me ne sono accorto. La noia, ogni tanto per non addormentarmi, mi alzavo e facevo qualcosa. Comunque non hanno ancora trovato le camicie. Ma compratene un’altra, e se volete mostrare i pettorali, fatelo completamente, almeno farete la gioia di molte ragazze e non solo. Solo una piccola nota su Travolta. Ospite d’onore, grande attore, e voi lo riducete a fare quei balletti da sfigati? Spero che il suo compenso sia stato tale da compensare. Big Mama, il cappuccio mi ha fatto ricordare Anna Oxa, in un Sanremo di molti anni fa. Poi, come detto nell’articolo della prima serata, fa bene a divertirsi. L’abito mi ha fatto venire alla mente, Gina Lollobrigida, nel film “La donna più bella del mondo”, quando duella con la rivale. Poi, cara Big Mama, potevi evitare di togliere la gonna, è stata una caduta di stile! Mahmood, oh my God! Ma hai rubato l’abito a tua sorella? La spalla fuori con la manica a nodo a fiore…ma dai! A questo punto anziché un pantalone a vita altissima, potevi metter una bella gonna a tubino sempre a vita alta, tanto la gonna l’avevi già indossata nel tuo precedente Sanremo. Emma, gli stivali a mezza coscia mi riportano alla mente le signorine sui viali, poi l’abito così complicato, per quanto corto con “frappalà” e codine. Ma visto gli stivali a mezza coscia di vernice, non sarebbe stato meglio un tubino più semplice? Perché   strafare? La grande Coco diceva: “Prima di uscire, guardati bene allo specchio, c’è sempre qualcosa da togliere, o da cambiare”. Gazzelle, ancora con queste felpe? No pardon, questa volta era modello felpa, ma in tessuto tecnico. Ma una semplice giacca no? A volte basta un jeans ed una camicia bianca, magari con ricami o piegoline, se non si trova uno sponsor. Il volo, sembrava avessero studiato il passaggio dal bianco assoluto al nero totale, mettendo al centro il bianco e nero. Poverino, si fa per dire, aveva di bianco una maglietta maniche lunghe alquanto triste. Non poteva indossare una bella camicia bianca? In bianco, sempre modello d’ispirazione Japan. Ho notato il pendente e l’anello con perla, preso dallo scrigno della madre? Per il resto nulla che mi abbia fatto dire wuaw! Dargen D’amico, lasciati gli orsetti, ha preferito un abito bicolore alquanto strano, nella divisione del bianco ed azzurro carico. Riecheggi di alcuni movimenti futuristi nei quadri. Ma quello che mi ha sorpreso, è che la camicia, seguiva perfettamente l’incrocio dei due colori, con una perfezione millimetrica. Ecco un concetto di strano e stravagante ben applicato. Bravo! Renga e Nek, un semplice abito classico con gilet, con qualche particolare che lo rendeva meno classico. Parlo del filo lasciato penzolare dall’occhiello del bavero. Ah! Hanno scambiato i colori dell’abito, rispetto alla prima serata. Fred De Palma. Passi il maglioncino dalle molteplici prese d’aria, ma il gilet che si annoda dietro il collo e lascia penzolare le cocche? Ne vogliamo parlare? No meglio di no! E con questo chiudo sono le 02,10 e vado a dormire. Domani mattina sarà

Online sulla testata corpo10.eu

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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