corpo 10 settimanale online

      

 

 

 

               

       Pino DAngiò ospite della serata delle cover del festivalCome da ormai anni questa serata è dedicata alle cover. La scelta del vincitore ha avuto dal pubblico in sala segni di protesta.  

        Questa mattina, scrivo in ritardo, perché la maratona di ieri sera è stata così lunga, che sono ancora stanco. Ma non importa! Se mi è piaciuta? Ni! Ottima idea la serata delle cover, ma pessima quella di cantare poi i brani    dell’ospite. La scelta delle canzoni da cantare non sempre, almeno per me, è stata felice. Mi sarei aspettato che si scegliessero brani molto più incisivi nella storia della musica pop e non pop, magari quelle che a Sanremo, pur non avendo vinto, o escluse, hanno avuto un enorme successo. Facile cantare il brano dell’ospite, quando l’ospite canta più del concorrente. L’eleganza ieri sera è molto diminuita rispetto alle serate precedenti, tranne in pochi casi. Il vincitore di Ieri sera? Chiaramente il popolo campano ne ha decretato la vittoria. Non si può far fare giuria agli spettatori da casa. Non votano secondo bravura, ma solo secondo simpatia. E trovo che non sia corretto nei confronti di chi, per bravura, meritava di più. Ma passiamo alla serata. La Cuccarini, si è rivelata una splendida co conduttrice. Perfetta, ed a suo agio. I suoi abiti non hanno incontrato, a mio parere un plauso. Direi che avrebbe potuto scegliere di meglio. Renga e Nek, ci hanno regalato i loro successi, facendo l’ospite uno dell’altro. Ma che bravi! E’ chiaro che la performance sarebbe stata ottima, collaudata dal tour che fanno insieme. Gli abiti, stesso brand, ma il solito black end white, bianco per Nek e nero per Renga. Non escono fuori dalla banalità! Gioca forse nella scelta l’età? Fred De Palma si converte alla trasparenza che ormai in questo palcoscenico sembra sia diventata la regola, come pure i lustrini. Come se non fosse più che sufficiente una delle due. Gli ospiti, passati inosservati! Maninni con Erman Meta giocano anche loro la carta del bianco e nero. Mannini indossa un completo bianco, stile signora in carriera, che va ad un vernissage, Erman in nero di un banale che fa paura! E che diamine sei a Sanremo in mondo visione, vuoi indossare qualcosa di più appropriato? Che si può ancora dire di Big Mama? Usa la sua fisicità, sbattendola in faccia. E fa, non bene, ma benissimo! Gli mancava un frustino ed era perfetta come sadomaso. Almeno la sua performance è stata un piccolo spettacolo, di fronte al molto piattume. Il Tre e Patrizio Moro. Lascio a voi il giudizio sul modo di cantare. Il tre, sembrava belare più che cantare, e poi caro il tre, basta con questa maglietta stampata sul fisico, l’abbiamo vista anche troppo, e, siccome non la puoi cambiare, indossane una di cotone, magari bianca, che ti illumini. I Negramaro, Giuliano sembrava “Ursula” della Sirenetta, e mi fermo qui. Sono molti da recensire e mi scuso, ne salterò qualcuno perché credo di essermi abbioccato e non li ho visti. Non posso parlare per sentito dire. Dai miei appunti, di sicuro ho saltato il Volo, e non mi dispiace tutto sommato. Mr Rain, versione ramarro, e mi fermo qui, che dire oltre! Mahmood, potevi scegliere un altro brano, non è per te! Lucio Dalla, per la tua interpretazione, ti verrà in sogno per dirti che potevi evitare. Sul tuo abbigliamento della serata non spreco neanche una parola. Il cioccolatino “rocher” era rappresentato sul palco da Dargen D’Amico. Ha voluto emulare il dimenticato Marco Carta, che vinse Sanremo vestito tutto d’oro. Non ti ha portato fortuna. Mi ero ripromesso di commentare i brani, ma non avendomi entusiasmato, tranne pochi casi, ne commento qualcuno, per il resto lascio correre. L’ Amoroso, sempre pettinata male, gioca la carta del balletto, indossando un abito con doppio spacco che le permette di muoversi senza problemi…ma gli spacchi, sono per chi ha gambe lunghe, potevi scegliere diversamente. Devo riconoscere che almeno ha movimentato il palcoscenico, spesso piattume, con un piccolo spettacolo. Angelina Mango, era inevitabile che avrebbe scelto un brano del padre, giocando sull’emozione che avrebbe suscitato nel pubblico. Non è servito per vincere. Il suo abito, il meno peggio degli altri. Quel drappeggio sui fianchi era in più. Il tessuto prezioso era più che sufficiente. Non era necessario mettere drappeggi. Geolier, non me ne voglia, ma lo salto a piè pari. Ed eccoci a Loredana Bertè. Mi rifiuto di commentare il suo abito, non sarei carino. Il suo accompagnatore un “truzzo” terribile. Potrai essere un artista strepitoso ma sempre truzzo rimani, e la canotta con l’effige della Bertè lo dimostra. Il pezzo cantato è bello di per sé, ed anche se, lei lo ha urlato, graffiato, togliendo la dolcezza, ne ha fatto una sua interpretazione rock. Clara, il tuo abito non mi è piaciuto per niente, tra quelli indossati fino ad ora è il peggiore. Hai scelto Ivana Spagna, e cantato il brano del “re leone”. Un bel brano che ha dato lustro ad Ivana, ora quel che ne resta. Per un attimo ho pensato di vedere al tuo fianco Donatella Versace. Ma perché dico io, rincorre qualcosa che non si può raggiungere? Salto Ghali con il suo straccio di chiffon che gli pende dalla giacca classica. Mi dispiace per Toto Cotugno, al quale non hai certo reso onore. Ed ora arriviamo alla regina delle drag queen, ovvero, I ricchi e poveri. Almeno questo abito nero di lusrini, non la faceva sembrare un parallelepipedo. Certo cantare i loro brani famosi nel mondo è stata una furbata. Non male gli abiti dii Paola Chiara. Piccola nota: Ma quanto era brutto l’abito di Arisa? Spero che l’abbiano pagata abbastanza perché lo indossasse. Non oso pensare che sia stata una sua scelta. Mi hanno meravigliato I santi francesi. Lui il bello, icona gay o così si dice, indossava un abito che mia sorella, mezzo soprano, avrebbe volentieri indossato in un suo concerto. Bella la giacca di velluto del suo accompagnatore.  Fiorella Mannoia, fa coppia con Gabbani. Quanto di più diverso da ettere insieme. Eppure la Mannoia si è rivelata all’altezza del brano di Gabbani, e mi è sembrata alquanto divertita. Perfetta come sempre nella scelta dell’abito. Degna di nota la giacca di Gabbani in velluto dal colore pastello. Irama, da furbo, chiama al suo fianco Riccardo Cocciante. Cantano un brano tra i più belli e famosi e commuoventi del nostro Cocciante. Ma lui? Scompare del tutto, non è all’altezza, non sente il brano come suo, e lo canta con distacco. A questo punto come fosse vestito non ha più importanza.

Per i BNK 44, hanno giocato su versioni e colori diverse. Il più divertente, che ha sempre l’aria imbronciata, è quello che ieri sera indossava un abito, credo dal colore bordò, con cappuccio. Non sono riuscito nelle 4 serate a capire “se ci fa o ci è”.

Mi ha fatto piacere rivedere Pino D’Angiò, bravo cantautore, scomparso dalle scene da tempo. Mi chiedo perché scompaiano, non hanno più nulla da dire? Non credo, ma sono stati in auge per molto, e, se non altro per il rispetto che gli si deve potrebbe essere invitato a destra ed a manca come ospite. In fin dei conti si vedono personaggi negativi che imperversano sullo schermo. Non faccio nomi per non essere denunciato. Terribile il suo abito a strisce. Alfa, cantare con Vecchioni? Non potevi scegliere di meglio, ma te la sei cavata benissimo anche se Vecchioni è Vecchioni. Sempre la solita maglietta con il cuore giallo? No scusami era diversa ed ho fatto fatica a notare, che si erano aggiunte due strisce di paillettes, a sottolineare la spalla. Accidenti ti sei sprecato! Un ritorno di Umberto Tozzi che fa da tutor ai Kolors. I brani di Tozzi, alquanto famosi ed accattivanti, non sono bastati a farli vincere. Ma quanti denti ha il cantante dei Kolors? Bella l’eleganza di Vecchioni che smitizza lo smoking con un panta-jeans. E vogliamo parlare della pettinatura del leader dei Kolors che mi ha fatto pensare a Little Tony? Mi rifiuto di parlare di Gazel! Lo farò, quando capirà che al chiuso, non ci presenta con giubbotti o giacconi da esterno.

La rock star Gianna Nannini, si presenta insieme a Rose Villan. Rose, ha un abito bianco con strass e cocche che partono dalla spalla e fanno strascico. Poteva evitare, ha indossato di meglio. La nostra Gianna è fedele al suo stile, nulla da dire. La Villan non è adatta al genere della Nannini e non ha reso come avrebbe dovuto. Per fortuna Gianna l’ha tirata su, ma non è bastato. Annalisa si presenta con un mini abito di vernice stile dominatrice, con le immancabili giarrettiere che si vedono. E che palle! Scusatemi il francesismo. Comunque voci e coro sono state un bel binomio con un’ottima interpretazione. Sangiovanni ed Aitana. Sorvolo su Sangiovanni che mi mette tristezza solo a vederlo. Carina Aitana con il sui mini abito a quadri stile scacchiera. Personalmente, era già ricco di suo, avrei evitato le applicazioni sulla scollatura.  Finalmente sono giunto alla fine, una maratona da vedere, ed una da scrivere. Fossi io al loro posto, avrei cambiato molte cose, ma questo potrebbe essere un argomento, che si potrà affrontare in seguito. A domani, per parlare della serata conclusiva e per parlare, di chi sarà il vincitore. A tenere banco Fiorello. Vedremo cosa combinerà, sempre con la sua goliardia che nonostante l’età non smette mai di avere.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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