corpo 10 settimanale online

 

 

 

            

Un’edizione all’insegna, almeno sembrava, di una gara per l’eccentrico, il nudo ed i lustrini. Le canzoni? Un accessorio. Apparire era più importante che essere. Se non si viene ricordati per il brano, li si ricorda per il loro abbigliamento sul palco.

    fiorelloLa Quinta ed ultima serata del Festival di Sanremo si è conclusa. Oserei dire: “Grazie a Dio”! Attendendo il vincitore, inizio a scrivere le mie osservazioni. Non mi limiterò a dare giudizi sugli abiti, ma qualche mia opinione anche sulle canzoni. Inizio con parlare degli abiti di Amadeus. Prima di iniziare, devo ammettere che quest’anno, il festival è stato un susseguirsi di paillettes e trasparenze e toraci in mostra, che non si possono definire il massimo dell’eleganza e della classe. Non trinceriamoci dietro al fatto che, devono far parte dello spettacolo e che sono giovani. Ma torniamo alle giacche di Amadeus. Le ho trovate tutte, troppo “luccicose”. Lo stilista è Gai Mattiolo. Per il prossimo conduttore, suggerisco di utilizzare tessuti preziosi, e per ogni puntata, utilizzare un solo tessuto e confezionare tre o quattro giacche in colore diverso. Hanno aperto le “danze” Renga e Nek. Il loro look sembrava dire: Scusate, ma dopo dobbiamo andare ad un matrimonio, dove siamo stati invitati. Il brand che li ha vestiti, è sempre quello che, si identifica dal filo che pende dall’occhiello del bavero. Renga in nero e Nek in grigio. La canzone, bella o brutta che sia, almeno sono due che cantano. Un consiglio a Renga. Cambia pettinatura per favore. Questi riccioli da angelo, non sono più di moda e non ti rendono merito. Big Mama, in rosso. Sembra uscita da un quadro dell’800 con il suo abito stile principessa Sissi o Gattopardo, se vi piace di più. Hanno solo dimenticato di coprire la gabbia. Comunque l’abito era tra tutti quelli che ha indossato, quello che le stava benissimo. Poteva evitare le calze con i disegni rossi. Mi piace perché della sua fisicità, ne fa un punto di forza. La canzone a tratti orecchiabile, con il parlato viene smorzata. Potevi comunque indossare delle calzature rosse. Gazzelle, pur di mantenere la felpa ha indossato per la serata una giacca sopra. Peccato che non si sia reso conto di aver sbagliato la taglia, doveva scegliere almeno tre taglie in meno. Ma gli occhiali da sole? Perché? Sei fotofobico? Hai le pupille dilatate? Comunque il bon ton impone che negli ambienti chiusi, non si possono indossare occhiali scuri. Dargen D’Amico. Oh mio Dio! Mi sembra di vedere un giullare. Non bastava la asimmetria tra rosso e nero, ma i “paiettoni” sparsi ovunque…siamo a Sanremo, e non al circo. In compenso la canzoncina è ballabile, perfetta per la “disco”, e come canzone trainante dell’estate. Anche lui con gli occhiali a specchio, in un luogo chiuso. Ma che vi dice il cervello? Le scarpe in compenso erano simmetriche al colore delle gambe del pantalone. Il volo, questa volta non mi sono abbioccato, e li ho ascoltai e visti. So che per quello che sto per scrivere, molti me ne vorranno, ma li trovo alquanto sopravvalutati. Tutti in nero, uno, non conosco i nomi, quello con gli occhiali, in classico total black, quello più alto, indossava una giacca con allaccio laterale e con zip che le toglieva sia il voler essere classico e le dava una dimensione ibrida. Quello che rimane dei tre, oltre ad avere i capelli a riccioli, che ha cambiato la sua immagine, a mio parere non certo in meglio, deve proprio continuare a scegliere i suoi abiti in modo ibrido? Non sono né carne né pesce, ovvero non sono femminili, ma neanche maschili. Mi si dice, che uno del gruppo, si sia dichiarato gay. Non posso certo confermarlo, perché la notizia non passa dalle mie mani dirette, ma vista la sua trasformazione nel look, mi viene da pensare… Il brano richiama quelli dei precedenti Sanremo. Non mi ha entusiasmato. Ed ora arriviamo a Loredana Bertè. Mi rifiuto di commentare il suo abito, e poi anche tu con gli occhiali con le piume…basta mostrare le gambe, non puoi emulare Tina Turner. In compenso il brano presentato, rimane in testa con il suo ritornello tormentone. E parliamo di Fiorello, mattatore indiscusso della serata. Anche lui votato ai lustrini. Finché era solo il gilet, ho pensato, passi, ma quando ho visto che anche i pantaloni erano tutti di paillettes, mi sono detto no, proprio no! E tu Armani, conosciuto per la pulizia e la sobrietà, che fine hai fatto? Ti sei lasciato corrompere? I Negroamaro, come si dice, il nero docet? Ma quando mai! Esiste una tavolozza infinita di colori! Che il nero sfini e sia elegante, è un mito metropolitano. La giacca di Giuliano, il cantante solista del gruppo, in velluto sbrilluccicante, in maniera discreta, con la giacca bordata, sembravano “cannottiglie” non mi disturbava, era quasi discreta. Il pezzo portato a Sanremo rientra nel loro stile, ed il modo di cantare di Giuliano, a mio parere è un po’ barocco. Mahmood, sempre peggio vestito. I pantaloni d’oro, sembravano confezionati con gli involucri delle carte dorate, che avvolgono le uova pasquali di cioccolato. E che dire della blusa, se così si può chiamare quella cosa informe, che tra l’altro andava tutta indietro, e che dava l’impressione che ci fosse caduto dentro, e poi di gomma, o come si chiama ora ecopelle. La canzone non mi ha entusiasmato e sempre a mostrare il torace nudo. Ma perché? Potrei capire se si fosse in una discoteca Gay, dove si mostra la mercanzia per poter cuccare, o si cucca anche al festival? Ora tocca ai Santi Francesi. Lui con uno giacchino corto in vita, e come dress code impone, sempre a mostrare il torace; ma i guantini? Certo le bimbe di buona famiglia non escono, mai senza guantini. Il suo tastierista indossa una casacca, fatta con il resto di un tessuto utilizzato per un abito da sposa, o forse il resto di una tenda per la finestra del salotto? Moderni? Si, certamente, ma voi che ne dite? Come non parlare di Roberto Bolle! Bravissimo “Etoille”, tutto nostro, balla sulla musica del Bolero di Ravel con una coreografia spettacolare. Lui si, che si può permettere di mostrare torace, schiena e non solo…chi vuol capire, capisca. Diodato si presenta sala per la serata conclusiva, in pieno stile esistenzialismo francese. In total black con maglioncino a collo alto. Non hai un aspetto solare, sembri sempre un po’ triste, e l’abito nero non aiuta, un colore che ti illumini? In compenso la canzone che hai presentato è una delle più belle, e ben cantata. La big della serata, Fiorella Mannoia, sfoggia un abito lungo con piccolo strascico, in velluto nero. Molto bella la scollatura. Ottima scelta per a serata finale! Presenta un brano accattivante, che richiama vagamente le ballate. Che dire se non che è una fuoriclasse! Lo sapete che i bracciali devono essere uguali, e portati uno al braccio destro ed uno a sinistra. Brava Fiorella? Tu lo hai fatto. Brava! Alessandra Amoroso, tanto per cambiare, anche lei in nero, sbrilluccicante più che mai, grande scollatura che lasciava la schiena completamente nuda, ma brutto il laccetto che teneva ad altezza seno, le fasce che lo coprivano. Avevi paura che si intravedesse qualcosa? Sarebbe stato un motivo in più per far parlare. Comunque stringa a parte, è il migliore tra gli abiti che hai indossato durante le serate. Sono contento che tu abbia avuto il tempo di passare dal parrucchiere, che con i posticci ti ha fatto una bella chioma, perfettamente liscia. Non esprimo un giudizio sul brano, perché non mi piace il suo modo di cantare. Alfa, credo il più piccolo di età di tutti i concorrenti. Fedele alla sua immagine con t-shirt, si lascia corrompere e ne indossa una sbrilluccicante. Alla sua età, il non voler indossare una giacca lo si può capire. Il suo brano è destinato ad essere uno dei tormentoni estivi. Bello il suo entusiasmo, che ha contagiato persino me. Irama. Continua la saga dei senza camicia, a torace in mostra. Ma cos’è quel filo rosso che penzola da lato destro della giacca? La firma del Brand? Comunque potevi mettere una camicia, uno straccio di t-shirt, anche particolare. Siete tutti omologati, e quindi non avete una precisa identità, fate banda o gruppo o qualcosa di simile. Il brano non mi entusiasma e migliora un po’ durante il ritornello. Irama, il gel o l’olio in per capelli in tv, li fa sembrare come se fossero sporchi.

Non posso non parlare di Gigliola Cinquetti. Minimalista nel suo tubino nero, che doveva, secondo me, più lungo. Certo che cantare alla sua età, non ho l’età, mi ha fatto sorridere. Potevano affidare il brano ad una cantante molto giovane, e lei sarebbe stata madrina, magari cantando solo un verso. Hanno poi dimenticato di dire che con non ho l’età, vinse l’Euro festival. Un flash, mi ha fatto ricordare, che uno o due anni dopo, in coppia con Modugno cantò Dio come ti amo. Un salto da non potere a… Ed ora arriviamo a Ghali. Portato come un possibile vincitore, difatti si è classificato tra i primi 5, è passato da Chanel a Star Trek, un bel salto! E per essere in tema si è fatto accompagnare da un! Immancabili le paillettes che hanno coperto persino le mani. Ma vuol dire essere all’avanguardia della moda? A volte molti abiti più che moda, sono dei costumi teatrali, e noi siamo sul palco del festival e non a teatro. Canzoncina allegra ma niente di che! Ed ora la bella del festival ovvero Annalisa. In effetti, era a mio parere, la più bella tra le giovani, chiaramente. Abbandonato gli abiti quasi a fior di inguine, si presenta con un abito lungo, sempre nero, abbondantemente trasparente, e con enormi spacchi che partono dalla vita. Spalline importanti e scollo sul davanti più che abbondante, ma perfetto per il suo fisico da modella.  Certo sotto indossa una piccola coulotte nera. Sempre queste calze con le giarrettiere che si presentano in tutta la loro lunghezza. Ma che siano un porta fortuna? Anche lei con un brano estivo da sentire in spiaggia quando si prende il sole o si beve una bibita sotto l’ombrellone. Una nota: Il siparietto da avan spettacolo, di Fiorello ed Amadeus, se lo potevano risparmiare. Angelina Mango, la vincitrice! La sua stilista non aveva abbastanza georgette per chiudere, almeno baciati i lembi della gonna? L’abito mi ha dato l’idea di un bel costume da bagno intero con un copricostume, adatto ad una festa di hollywood a bordo piscina, e di giorno. La canzone dal ritmo latino, faceva venire voglia di ballare. Ben lontana dal gusto musicale del padre. Le scarpe erano orrende. Geolier, quello che indossa non si può guardare e non aggiungo altro. Bistrattato gratuitamente, per la vittoria delle cover. Tutti sanno che i cantanti melodici napoletani, hanno un seguito di fans enormi, che li seguono e li supportano. Per la serata delle cover erano in tre, e se tanto mi dà tanto, il risultato era inevitabile. A prescindere da tutto, il brano non è niente male, non a caso porta la firma di Gigi D’Alessio.

La salentina Emma, scusami dovrei come conterraneo, essere più carino, ma proprio non posso. Ma che cavolo hai indossato per la serata finale? Chi diavolo te lo ha consigliato. Un intero completo in simil pelle, adatto durante una serata con tema BDSM. Nelle serate precedenti, hai sfoggiato abiti da sera, e per la finale non avevi null’altro da mettere? Sarebbe stato più opportuno rimetterne uno già indossato. Il suo brano, Apnea fa parte dello stile estivo che ascolteremo ovunque. Credo che meritasse una posizione migliore. Questo festival lo si può definire con dress code, la trasparenza. Anche loro e parlo del gruppo Il Tre, o meglio del loro cantante, che indossa un blazer con trasparenze accentuate, e sempre sulla solita maglietta tatuata a vista. L’abbiamo vista e rivista, e siccome non ti è possibile cambiarla, coprila! Quello che mi ha colpito del suo brano, è che in alcuni momenti sembra di sentire Brividi. Ed ora passiamo agli storici Ricchi e poveri, ridotti ad essere un duo, dovrebbero cambiare il nome e chiamarsi il “ricco ed la povera”. Tutti e due in rosso assoluto. Lei questa volta ha abbandonato lo stile drag queen per uno stile…stile? Lo sciarpone di trapunta, a forma di guanto, che avrebbe fatto bene a tenere addosso, avrebbe evitato di far notare la tuta, che è vero che nascondeva le forme, ma che la fa apparire, ribadisco, un parallelepipedo o come si dice in dialetto salentino, “ nu cuzzzettu”. Su di lui stendiamo non un velo pietoso ma una trapunta. Mi ha dato l’impressione della tipica divisa porta ta da Mao, ma in un rosso sgargiante, arricchito, ma devo usare un vocabolo spiacevole ma che rende, reso gaio, con fiocchettini. Il brano allegro e ballabile in puro spirito del gruppo, doveva essere trattato meglio dalle giurie. Ma se si punta ad un pubblico di giovani, lasciate fuori i veri big, che hanno fatto la storia della musica, e fate una serata per loro, senza giuria e senza gara. Tanto o cinque serate o sei, poco cambia. Ed ora è il turno dei Kolors. Il cantante del gruppo, arriva con un completo classico impreziosito da ricami in rilievo, e sono presenti anche sulla gamba sinistra, se non erro, del pantalone in basso. Non vi ricordava lo stile messicano? Devo riconoscere che mi è piaciuto. A proposito sempre perché non ha la camicia da mettere, e non credo che non se ne vendano più, comunque, io ho una camiceria che me le confeziona su misura, se vuoi, ti passo il loro indirizzo e numero telefonico. Anche i Kolors giocano la carta del tormentone estivo, che se non erro, rientra nel loro stile personale. Maninni, scusami, cos’è questa moda di portare i guanti? Poi che significa riempire di lustrini un doppio petto? Per quanti lustrini si sono usati in questo festival, penso che ci sarà carenza sul mercato. La cosa strana è, che tutti gli uomini sono impazziti per i lustrini, mentre le donne, che fino a ieri avevano l’appannaggio esclusivo delle paillettes, sono molto sobrie. Che succede? Vero la parità, vero non essere legati a schemi, ma ora si esagera. Il brano presentato mi piace. Il gruppo punk La Sad, sono apparsi colorati e pieni di borchie e spuntoni metallici, che ricoprivano tutti i loro giubbini e pantaloni. Mi ha stupito il fatto che, hanno utilizzato il colore. Ogniuno il suo, in tema con il colore dei capelli. Il torace nudo d’obbligo, visto la tendenza. Era tempo che non si vedevano più gruppi punk, sono quasi diventati una novità. Il brano? Un misto di generi. Mr Rain si presenta con un soprabito, pulito, lineare e per renderlo importante un bottone gioiello. Anche lui segue la tendenza e lo indossa a pelle nuda. Ma che cavolo, al di la delle taglie in più, ma proprio questa è la tendenza? Per fortuna che sono tutti toraci glabri, altrimenti avrebbero dato l’idea di indossare un “pelliciotto” al posto della camicia. Ho travato la sua interpretazione lamentosa. Per Fred De Palma, o sono becchini o gelatai. Fred in bianco era il gelataio. Indossa un completo informe che lo fa sembrare goffo, e come se ci fosse cascato dentro, visto le dimensioni. Volumi che non donano. Ci ha evitato il torace a vista optando per un mini pull dalla trama sgranata. Un contrasto tra l’aderente del mini pull e l’informe del resto, con quelle spalle enormi del “giacchetto”. Sangiovanni, era pronto per andare a letto. Appare in pigiama sul palco, tra l’altro anche “bruttarello”. D'altronde, vista l’ora della sua esibizione, era l’abbigliamento più adatto. E comunque qualche taglia in meno anche per lui sarebbe stata opportuna. Forse il suo brano, eseguito da qualche altro interprete, sarebbe risultato più incisivo. Lui canticchia. E passiamo a Clara. Come si dice? Ah si! Chi entra in conclave papa ne esce cardinale. Clara era considerata la probabile vincitrice, ma come sempre i pronostici non soni reali. Comunque indossa una abito meno bello degli altri, dalla foggia datata ed in metallo, con orlo che richiama molto lo stile di “Ballando con le stelle”. Maglia di metallo argento, già abbondantemente vista e, stra utilizzata dalla maison Versace. Il brano? Mi dice poco. I BKR 44, non vi è alcun dubbio ormai, si sente donna. Indossa un tailleur spezzato con ampia gonna. Gli altri, giacche grige sempre dal taglio fuori misura. Alleluia, finalmente il nero resta fuori, e non solo, tessuti puliti senza luccichii. Canzoncina accattivante con annessa coreografia e poi…oh no! Si spogliano e rimangono torace completamente  nudo. Perché? Qualcuno può darmi una risposta? E dulcis in fundo, Rose Villain. Indossa un abito impreziosito ma non troppo. La linea è pulita, oserei dire, un abito di classe raffinato ed elegante. Brava Rose. Posso affermare che per la serata conclusiva il suo e quello della Mannoia sono i miei preferiti. Il brano prende, con quel Bum Bum che risuona spesso, e che te lo fa certamente ricordare. Meritava una posizion e più alta in classifica. Concludo dicendo che questo festival era all’insegna del dress code, che intimava il nudo, la trasparenza e l’abbigliameto da gay pride?

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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