corpo 10 settimanale online

 

 

 

          

         

Un altro giovane artista e cantautore, si affaccia sulla scena del mondo della musica italiana.

L’ho intervistato perché incuriosito dalla sua storia e dalla sua musica, e lo propongo a voi. I suoi brani sono presenti su YouTube e sulla pagina di Spotify, se vorrete ascoltarli.

          foto raja So che sei arrivato in Italia all’età di un anno.

          Quanto della tua cultura indiana è presente, sia in te che nella tua cultura                    musicale?

   Essendo arrivato all’età di un anno ricordo ben poco di ciò che successe in India,             tantomeno rimangono in me tratti di quella cultura. Oggi posso affermare di  essere       italiano al 99%, di cui quel 1% risiede nel mio aspetto, e forse nella mia timbrica, che     volente o nolente, è ereditata dal continente asiatico. Giocheremo sulla versatilità di      quest’ultimo, e la sperimentazione di strumenti etnici, per arricchire e rendere uniche    le sonorità delle prossime canzoni. Scoprendo qualcosa in più sulla mia terra d’origine.

  Mi sembra di capire che il tuo singolo, sia piuttosto introspettivo. Chiaramente si                                                                      evince che sia di ispirazione personale. Fa parte del tuo carattere?

 Ogni pezzo che scrivo rappresenta uno sfogo. Parlo nelle mie canzoni, come pagine di un diario personale, in cui racconto ogni piccolo dettaglio che alla mia sensibilità, ed empatia, eccessivamente sviluppata, non sfugge quasi mai. Piccola goccia racconta di un dolore, visto a volte come speranza, a volte come riparo, a volte come vendetta, rabbia o tristezza.

          So che è difficile esplodere in un mondo musicale dove la guerra è inevitabile. Quale strategia insieme al tuo                      produttore pensi di adottare per emergere

Vivo di musica, scrivo testi ed arrangiamenti, sono sempre alla ricerca di suoni, parole ed esperienze. Suonerò fino a ché ne avrò bisogno. Il mio scopo, e far arrivare all’orecchio di più gente possibile, ciò che racconto nelle mie canzoni. Puntiamo ai grandi palchi, e ai talent che possano fare da vetrina, ma anche ai social e alla comunicazione diretta e schietta con il pubblico.

         Hai mai pensato di accorciare i tempi partecipando a reality o ad amici?

Si, è una strada complessa, soprattutto quella di Amici, e con lo studio di mezzo non ho ancora avuto l’opportunità di prenderla in considerazione, avendo come detto prima l’impegno degli studi.

        Quali sono i tuoi ispiratori in campo musicale?

Chiunque è una risposta? Aldilà di artisti mainstream, mi piace allargare i miei orizzonti anche andando in Jazz Club, Jam Rock, concerti di musica classica. È anche un modo, penso, per non emulare un singolo artista. Diciamo che assimilando tanti generi, e tanti stili, vorrei, semplicemente, andare a rendere più consapevole, l’ispiratore principale della mia musica, cioè io.

       Considerando che la musica è il tuo primo amore, e come si dice non si scorda mai, quale altra occasione ti                         potrebbe far accantonare la musica?

Non esiste un’occasione che mi farebbe accantonare la musica. Aldilà del progetto di sfondare a livello mainstream, finché avrò anima in corpo scriverò canzoni, suonerò ed ascolterò musica…vivrò di musica.

       Ti senti più pop o rap? Ascoltando il tuo singolo “Montagne” mi sembra un genere più pop con qualche elemento             rap. Sbaglio?

A volte mi piace vedere il rap, come un nuovo cantautorato. Mi considero più un cantautore, e non avendo un’impronta classica, o jazz, mi posso definire più affine al pop. Ma come detto mi faccio influenzare da tutto, e lascio che sia la musica a dirmi cosa fare, e spesso, lei va oltre ogni tipo di etichetta. In Piccola goccia, così come in Pezzi di cuore, ammicco anche al rock .

      Con chi ti piacerebbe fare un feat. tra i tuoi idoli?

È da un po’ che rifletto su questo argomento, ed oltre nomi storici, come Eros Ramazzotti, Arisa o Zucchero, mi viene anche in mente qualcuno della scena musicale attuale, come Lazza, Elodie o Alfa.

     Come stai promuovendo il tuo singolo?

Social, live e passaparola. Grazie al mio manager, abbiamo anche attivato diversi circuiti radio. Sono cose di cui si occupa lui, e sinceramente non saprei spiegarti meglio.

     L’aspetto fisico quanto conta per un successo?

Potrei fare il moralista, e dirti che non c’entra, ma non è così. Certo che, soprattutto in musica, i canoni puoi deciderli tu. L’importante è essere, come dico io, iconici. Quando una persona ti vede, anche a distanza, deve riconoscerti, non perché sei alto, muscoloso, bello, ma perché sei TU.

     Cosa c’è dietro l’angolo?

Quest anno si punta a dare il tutto per tutto, affinare l’aspetto live, avere la possibilità di sperimentare con i prossimi singoli. Pubblicheremo quasi ogni mese e ci prepareremo ancora una volta per Sanremo Giovani.

 

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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