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Che gli ABBA siano forse, e dico forse, la band più famosa nel mondo dopo i Beatles, credo sia un dato di fatto. Non a caso la loro musica si canta e si balla ancora oggi. Ed ancora, non a caso, che ci sono molti gruppi che suonano e cantano le loro canzoni. Ma il gruppo degli ABBA the best, è l’unico che non si è poi fermato al solo interpretare e portare nel mondo la musica degli ABBA. Il loro manager, Nino Capobianco, è stato lungimirante, oltre che capace, a sposare l’idea dei ragazzi e portarla avanti. Ma quello che più importa è, che non si sono fermati solo ad interpretare le canzoni della famosa band scandinava, ma hanno ideato e portato avanti un progetto che porta il nome della canzone che hanno lanciato, che si chiama AMAMI. Progetto contro la violenza sulle donne e la violenza di genere, patrocinato da ARGOS Forze di Polizia.

AMAMI è un inno all’amore, intriso di rispetto, volutamente ritmato per sottolineare la bellezza della vita e della libertà, con una nota di dolore che vuole essere da sprono a tutti noi per abbracciare sempre i valori della legalità, rifiutando ogni forma di violenza o discriminazione. Con l’augurio che il loro messaggio porti ad almeno far pensare, ho intervistato per voi il loro manager Nino Capobianco e poi un paio di domande ai componenti della band.

abba the best 2Quando e come ti è venuta l’idea di far rivivere gli ABBA?

Per la mia generazione, gli Abba erano un mito. Ne sono stato sempre innamorato. Tant’è, che nella gelateria di mio fratello, al Pantheon, come sottofondo mettevo sempre tutto il repertorio degli Abba. Con mia sorpresa, i turisti e non solo, si fermavano ad ascoltare e cantavano. Quello è stato il punto di partenza, per poi arrivare alla formazione del gruppo ABBA the best. Quando ho iniziato a concretizzare l’idea, ne ho parlato con una bravissima cantante che è Cinzia Ganga, esponendole il progetto e chiedendole se volesse sposarlo. Ha accettato, e siamo partiti in sordina, per poi iniziare ad accumulare soddisfazioni strada facendo.

Come spieghi il successo che avete, ma che è solo per il pubblico per le innumerevoli serate fatte, e non solo in Italia, ma non avete passaggi televisivi?

Ci credevo e ci contavo, ma un successo così grande è stato decisamente inaspettato. Il pubblico ama ancora le canzoni degli ABBA, ed è questo che fa sì che si abbia il successo di pubblico. Chiaramente ne siamo contenti e felici. Per quanto riguarda i passaggi televisivi, ne abbiamo avuti diversi. Da “Mattino in famiglia”, con Tiberio Timperi, ospiti di Licia Colò, alla tv di stato francese. Siamo stati ben 22 volte a Montecarlo. Ancora tv2000, ospiti da Marzullo, e “1 mattina estate”. La regione Calabria, ci ha premiati con la presenza del giornalista Rai Massimo Proietti. Per non parlare delle emittenti radiofoniche, che da radio 105 a 101, a radio Rai passando anche per radio vaticana, hanno dato spazio agli ABBA story.

Cos’è che vi ha sorpreso in tutto questo vostro cammino?

Il successo non è tanto nostro in sé stesso, ma è la musica degli ABBA che ci ha molto aiutati. Una band rimasta nel cuore di tutti noi, e che stranamente è conosciuta ed amata anche dalle generazioni più giovani. Quindi trovare fans che hanno voglia di ascoltare gli ABBA, è decisamente facile. Trovare nelle nostre serate, ragazzini adolescenti che non superavano i 14 anni, che conoscevano e cantavano le canzoni del gruppo scandivamo, ci ha molto sorpresi dandoci una grande soddisfazione.

So che avete inciso un disco che tocca l’argomento femminicidio. Se non erro si chiama AMAMI. Me ne vuoi parlare?

L’idea è venuta a Cinzia Ganga, la cantante leader del gruppo. Il brano è stato scritto da un caro amico di Cinzia, Mauro Pesci, con gli arrangiamenti di Marco Lecci con Massimo Calabresi. Sono autori che hanno al loro attivo tre vincite al festival di Sanremo. I brani erano per Alex Baroni, Giorgia e Marco Mengoni. La band degli ABBA the best, ha una particolarità, che credo sia unica nella storia delle band. Le cantanti, Cinzia e Laura, sono due sorelle. Il gruppo è poi formato con il tastierista Stefano Sanpietro, ed il chitarrista Romano Tino. I ragazzi sono, oltre che i cantanti del gruppo, anche musicisti ed autori.

Bene, nasce il brano Amami, scritto per le donne o meglio per il problema del femminicidio, che imperversa in questi periodi. Ma come avete iniziato a promuoverlo?

Nei vangeli si dice: “Bussa e ti sarà aperto”.

Forte di questo detto mi sono presentato al presidente della Lazio, intendo la squadra di calcio, Claudio Lotito, esponendogli il progetto. E’ vero che come manager vedo sempre più in la del mio naso, ma che al presidente venisse subito l’idea di promuovere il brano, non me lo aspettavo. Mi chiese di far cantare il brano prima della partita di serie A, Lazio Parma. Da quel momento l’ascesa del brano.

Perché gli Abba continuano ad avere successo nonostante tutto?

Credo che dipenda dal fatto che sono rimasti, stranamente, nel cuore dei fans, nonostante si siano ritirati da molti anni. Ma quello che è importante, è che la loro musica è ancora attuale.

Noi siamo una cover, ed è chiaro che, non è facilissimo avere il grande successo. Abbiamo comunque iniziato a percorrere una nostra strada con il progetto AMAMI.

Questa è una domanda che rivolgo ai componenti del gruppo. Come vi sentite nei panni degli ABBA, essendo poi fisicamente troppo mediterranei, rispetto agli scandinavi originali?

Ci sentiamo e siamo diversi. Noi mediterranei mentre loro assolutamente nordici. Quindi fisicità e culture diverse. Quello che ci accomuna è donare emozioni, ricordi e tanta gioia nell'ascoltare e cantare la loro eterna musica.

Parlatemi un po’ di voi?

Siamo quattro amici, che hanno vissuto sempre di musica, ed un bel giorno abbiamo deciso, di mettere in piedi questo spettacolo. Arriviamo tutti da grandi esperienze musicali e teatrali. Stefano Sanpietro, pianista cantante, insegna musica ai ragazzi. Romano Tino chitarrista cantante, insegna anche lui e ha una sala d'incisione, con sale prove per

tanti gruppi che si affacciano all'arte canora.

Laura Ganga, cantante e ballerina, ha infatti collaborato con la Gracy Gang per diversi anni. Cinzia Ganga, ebbene sì siamo sorelle, ho studiato pianoforte per alcuni anni, per poi dedicarmi al canto, spero per tutta la vita.

Vi aspettavate un successo così, quasi immediato?

Premesso che non ci aspettavamo tanto successo, e siamo immensamente felici. Successo che ci ha permesso di girare in lungo ed in largo il mondo. Per questo, dobbiamo dire grazie alla musica degli ABBA. L’emozioni della band e del pubblico che ci vengono trasmesse sono diverse ogni serata. Comunque il successo avuto al festival di Sanremo della musica cristiana, tramesso in mondo visione e che ha attenuto la prima serata, con 6 milioni di telespettatori, è stata tramessa dal canale TV Channel musica cristiana, con un successo sia di radio che di media televisivi. Abbiamo avuto la richiesta di tradurre il brano in lingua spagnola per tutta l’America latina.

Continuerete a portare avanti lo spettacolo, credo che si chiami così, the ABBA the best, o vi trasformerete con un repertorio diverso in un quartetto?

Per il momento manterremo la musica degli ABBA, anche perché ci ha permesso di essere conosciuti ed apprezzati. In un futuro, non lontano, abbiamo intenzione di cambiare avendo un repertorio tutto nostro. A quel punto la band si chiamerà soltanto “The best”, ma credo che nel repertorio lasceremo sempre i brani più famosi degli Abba. In fin dei conti glielo dobbiamo.

 Quali sono i vostri prossimi appuntamenti?

Sono innumerevoli! Iniziamo con il dire che su richiesta dei paesi latino americani stiamo preparando in lingua spagnola il brano AMAMI. Poi abbiamo in previsione un tour negli States, con tre importanti tappe. New York, Los Angeles e Miami. Saremo insieme ai cantanti di Amici di Maria De Filippi, che ci porterà in una miriade di concerti in tutt’Italia.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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