Era ora, che un premio così ambito, fosse guadagnato da un artista, che ha anni di carriera alle spalle e di successi. Che sia figlio, della città partenopea per eccellenza, è un punto in più.
Difficilmente, la canzone vincitrice del festival di Sanremo, riesce ad accontentare pubblico, critica e addetti ai lavori. E non sempre chi arriva primo vende più dischi, ed ha più successo di chi si piazza, magari in fondo alla classifica.
Quest'anno, la vincita è andata a Sal Da Vinci, e mai una vittoria, è stata così divisiva. Ma chi è Sal Da Vinci?
Il suo vero nome è Salvatore Michael Sorrentino, e il cognome d'arte lo eredita dal padre Mario, attore e cantante. Sal nasce a New York, mentre il padre è in tournée nella grande mela, ma cresce a Napoli, ed ha appena 6 anni, quando si esibisce per la prima volta davanti ad un pubblico pagante.
A 15 anni, incide insieme al padre, la canzone "Miracolo 'e Napule", da cui viene tratta l'omonima sceneggiata. Nel 77, debutta a teatro proprio con le sceneggiate, espressione teatrale della tradizione napoletana. In quegli anni il giovane Sal, si divide tra teatro e cinema e nel 1986, è sul grande schermo, accanto a Carlo Verdone e Alberto Sordi, in "Troppo forte".
Con gli anni, trascura la recitazione, per dedicarsi quasi esclusivamente alla musica.
Nel 92, partecipa al concorso "Una voce per Sanremo", all'interno di “Domenica in”, e due anni dopo, è tra i protagonisti del "Festival italiano", su Canale 5, (organizzato per offrire un'alternativa a Sanremo) e si classifica al primo posto con la canzone "Vera".
Il brano, diventa una hit anche in Sudamerica, vendendo oltre 4 milioni di dischi.
Nel 99, Sal torna a teatro, grazie a Roberto De Simone, che lo vuole come protagonista nell' "Opera buffa del giovedì santo", già portato in teatro da Peppe Barra. Lo spettacolo debutta al Teatro Metastasio di Prato, per poi andare in tournée in tutta Italia, per 2 anni.
Nel 2002, recita nel musical "C'era una volta scugnizzi", scritto da Claudio Mattone ed Enrico Vaime. Lo spettacolo riceve premi importanti come l' "Oscar del teatro" 2003, come miglior musical.
Nel 2004, insieme a Lucio Dalla, Gigi Finizio e Gigi D'Alessio, realizza la canzone "Napule", inserita nell'album "Quanti amori" di D'Alessio.
È il 2005, quando prende parte al progetto teatrale "Anime napoletane", di Claudio Mattone, dove interpreta brani della tradizione partenopea, rivisitazione in chiave moderna. Nel 2009, il suo debutto a Sanremo, con il brano "Non riesco a farti innamorare", e si piazza al 3° posto.
Due anni dopo, è protagonista dello spettacolo musicale in 2 atti, "Napoli: chi resta e chi parte", di Patroni Griffi, diretto da Armando Pugliese.
E tra uno spettacolo teatrale e l'altro, prosegue la carriera musicale con la pubblicazione di diversi dischi. Con la collaborazione con Alessandro Siani, nel 2014, è al Teatro Augusteo di Napoli, con il musical "Stelle a metà", e l'anno successivo, scrive la colonna sonora del film "Si accettano miracoli", sempre di Siani.
E arriviamo al 2024, quando la sua canzone "Rossetto e caffè", ha talmente tanto successo, da diventare un vero e proprio tormentone, e viene certificato doppio disco di platino. Il pezzo viene eseguito anche al festival dello scorso anno, nella serata delle cover insieme ai "The Kolors".
Ed è cronaca attuale, la vittoria del festival targato 2026, con "Per sempre sì".
Il brano è sicuramente divisivo, come nella migliore tradizione sanremese. C'è chi lo ama, e chi lo accusa di essere troppo "tradizionalmente napoletano".
Solo il tempo ci dirà se il pezzo avrà successo (in rete lo è già).
Sicuramente dietro a questa vittoria, c'è un vero artista di talento, con tanti anni di gavetta alle spalle. E questo è sicuramente innegabile e indiscutibile. Può piacere o meno, ma Sal Da Vinci merita rispetto.
Daniele Lorenzetti