corpo 10 settimanale online

 

Una Manifestazione sempre attesa, che dovrebbe mostrare le eccellenze della musica italiana, e della moda italiana, ma non sempre è così!

        Amadeus conduttore della 73esima edizione del festival di SanremoNon è stato facile rimanere sveglio per tante ore, inchiodato ad una sedia, per vedere la prima puntata del festival. Non mi dedicherò a parlare delle canzoni, anche se devo riconoscere che quest’anno, al primo ascolto, molte mi sono piaciute. Desidero parlare del look dei partecipanti, che hanno il dovere di diffondere nel mondo la moda italiana, fatta di classe ed eleganza. La tavolozza dei colori indossati dai partecipanti, si e ristretta al bianco ed al nero, salvo poche eccezioni. L’aperura con Clara, è stata ottimale. Un bell’abito che al classico sposava, una piccola eccentricità nella gonna, staccata a mò di tascone dall’orlo rigido. A seguire la Mannoia, in pizzo bianco con coda. Scelto di proposito, perché nel testo si parla di sposa. Amadeus mi è piacito con lo smoking bianco con i baveri neri, riecheggiando gli smoking degli anni ruggenti. Meno il dopo, in blu, con i soliti lustrini, che per me, fanno sempre avanspettacolo. Sangiovanni, ha preso in prestito l’abito bianco dell’incredibile Hulk. Ma che razza di moda è, indossare capi di 5 taglie più grandi? E non voglio sprecare parole per il gruppo punk, che sono risultati nell’immagine alquanto datati. Nessun commento su Mengoni, che e ha sfoggiato vari abiti, secondo il mio parere, alquanto discutibili. Mi dava l’idea dell’incertezza, tra un abito maschile ed uno femminile. Caro Mngoni, se si fa spettacolo va bene tutto, ma come conduttore forse un pò di sobrietà sarebbe stata se non necessaria almeno gradita. Non potendo citare tutti, alcuni mi hanno dato l’impressione di aver dimenticato la giacca nel camerino. Altri, tra cui i Negroamaro, mi spiace, sono miei conterranei, siamo entrambi salentini, hanno scelto, per meglio precisare, Giuliano il cantante solista, che ha optato per una camicia, o meglio dire camicetta, che mi ricordava quelle indossate da mia madre negli anni 70. Annaelisa, mi ha ricordato Marlene Dietrich, con una giacca indossata su una mutanda di lustrini, calze con giarrettiera. Volere essere sexy, non vuol dire mettere in mostra gambe e giarrettiere, come se fosse una partecipazione per un film a luci rosse. Mahmood, stava andando a caccia, poi si è ricordato di dover andare a Sanremo, e non ha avuto il tempo di cambiarsi. Un plauso a Deodato, che ha indossato un abito bianco, dalla taglia giusta e dal taglio particolare. Direi il migliore, sempre a mio giudizio. Su Loredana Bertè, preferisco non pronunciarmi!  I " ricchi e poveri", arrivati incatenati da un grande fiocco rosso, che dopo sciolto, ahimè, hanno rivelato lei con una tuta che la faceva sembrare un parallelepipedo, e lui con fiocchettin sparsi qui e la. Trovo che molti hanno scelto abiti alquanto pieni di luccichii. Non li amo particolarmente, li trovo retrò e mi ricordano i personaggi dell’avanspettacolo che dovevano essere come luci della ribalta. Oggi, magari, saremmo stupiti dalla sobrietà. Alessandra Amoroso altra mia conterranea, salentina come me, mi è piaciuta. Abito lungo nero, alquanto sobrio. Ma si è dimenticata di passare dal parrucchiere. L’abito più brutto è stato quello di Angelina Mango, ed a peggiorare il tutto, le scarpe orrende ed i calzini bianchi corti. Ma aveva freddo ai piedi? Durante la guerra le donne indossavano i calzini per difendersi dal freddo, non si trovavano scarpe chiuse e si indossavano sandali con i calzini.  Lasciamo da parte le polemiche.  Il volo? Ex ragazzi prodigio, anche loro vestiti di nero. Tre stili diversi. Uno quasi classico, l’altro con una giacca che ricorda le giacche da camera, ormai completamente in disuso, ed il terzo con una camicia che riecheggia il Giappone. Comunque giusti per un’immagine pop, da festival di Sanremo. Molto divertente Big Mama. Mi ha fatto ricordare gli abiti di Antonella Clerici a Sanremo. Sono del parere che, oltre una certa taglia, si può osare e fregarsene. Brava Big Mama. Terribile l’abito di Emma, mi ha portato indietro nei ricordi, quando ai bambini si mettevano i "pagliaccetti" che contenevano i pannolini. Terribile scelta! I BNKR 44…”o mio Dio, siamo stati chiamati all’ultimo secondo per andare a Sanremo e non abbiamo avuto la possibilità di prendere qualcosa da indossare, quindi ci siamo presentati sul palco, con quello che avevamo addosso. Poi, Gazzelle, poverino, aveva freddo e non si è tolta la felpa, ma dai, potevi almeno sceglierla con qualche lustrino? Stendo un velo pietoso sugli orsetti di Dargen D’amico. Un gusto prevalentemente americano quello di Rose Villain, che con il suo abito mini a fantasia, arricchito da fiori in rilievo, ha voluto essere fuori dal coro. Una considerazione: ma che cosa hanno fatto le camicie per essere dimenticate nei camerini? Che significa indossare giacche classiche a petto nudo? Mi ha fatto sorridere Alfa, che sembrava dire: scusatemi non avevo niente da mettere, ed ho indossato queste scarpe gialle in modo che, vi concentraste sulle scarpe, non vedendo il resto. E chiudo con Il Tre, che certamente non aveva bisogno di indossare una t-shirt sotto la giacca, avendone una tatuata a perfezione, e che non necessita di cambi di stagione né di accostamenti, né di stiratura. Vedremo domani che cosa succederà o meglio dire oggi visto che sono le 2 e 44 mentre scrivo.

Antonio Ventura Coburgo de gnon

 

Direttore Editoriale
Antonio Ventura Coburgo de Gnon

Direttore Responsabile
Marina Bertucci

Collaboratori
Daniele Lorenzetti - Gianni Bonano - Antonello Zanini 

Credits: 
Tony Barattiero | Computer Grafica siti web 

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