MOBILITÀ PASSIVA, FDI: 53MILA PUGLIESI FUORI REGIONE PER CURARSI NON PER SCELTA MA PERCHÉ COSTRETTI, DECARO NON PUNTI IL DITO MA RIMETTA IN PIEDI LA SANITÀ REGIONALE
“Se 53mila pugliesi vanno a curarsi fuori regione, non è per scelta ma perché costretti a cercare altrove la risposta al loro bisogno assistenziale. Lasciare la propria casa, sostenere lo stress e i costi dei viaggi della speranza comporta sacrifici, strappi familiari, difficoltà enormi: lo denunciano da anni le famiglie delle ragazze con disturbi alimentari gravi in cerca di ricovero, dei bambini con patologie rare, di tanti pazienti esasperati o addirittura disperati… Quanti nostri piccoli pazienti devono andare a curarsi al Gaslini di Genova o al Bambino Gesù di Roma, a causa delle carenze dell’ospedale pediatrico di Bari, o per la mancanza di un polo pediatrico nell’intero Salento? Quanti pugliesi devono fare riabilitazione o terapie specifiche a centinaia di chilometri da casa?
“Ora lo scopre anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, che da ragioniere della sanità presenta il conto della mobilità passiva: 345 milioni di euro. Ma di chi è la colpa? Dei cittadini alla ricerca di cure o di un sistema sanitario regionale incapace di garantirle in modo rapido e appropriato?
“E quindi, anziché puntare il dito contro gli emigranti della salute, Decaro faccia mea culpa e avvii la ricostruzione della sanità pugliese ridotta in macerie da vent’anni di tagli, smantellamenti, sprechi. E basta con lo scaricabarile sul Governo centrale, accusato di tagliare risorse alla sanità pubblica pugliese che invece ha ricevuto 8,6 miliardi solo nel 2025. E basta puntare il dito contro le cliniche del nord che calamitano pazienti dalla Puglia: la colpa non è degli ospedali e degli specialisti di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, ma della sanità pugliese lenta e inefficiente. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice di avviamento postale, così come non può essere limitata o negata la libertà di scegliere dove curarsi.
“Se ci sono casi accertati di operazioni sospette o clientelari, si accertino e si puniscano le singole responsabilità, ma non si faccia di tutta l’erba un fascio. Il Governo regionale si attivi piuttosto per razionalizzare la spesa sanitaria, cominciando a tagliare la miriade di sprechi grandi e piccoli che divorano milioni di euro. Venga con noi negli ospedali e nei presidi territoriali, e si accorgerà delle carenze e delle contraddizioni, dei soldi buttati dalla finestra per appaltini insensati e inutili manutenzioni, reparti ristrutturati ma vuoti, macchinari nuovi ma fermi e ancora incellophanati... È qui che bisogna tagliare, non nei servizi e nella possibilità di cure anche fuori regione.”
Dichiarazione congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Paolo Pagliaro, la vice Tonia Spina e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri)