Impareggiabile presentatore radiofonico e televisivo, grande direttore d'orchestra, virtuoso pianista e straordinario arrangiatore.
Enrico Simonetti, nasce ad Alassio nel 1924, (quest'anno avrebbe compiuto 100 anni) ed è stato uno dei personaggi più amati e seguiti della TV e della musica italiana, degli anni 60 e 70. Uno straordinario intrattenitore, (solo conduttore sarebbe riduttivo per lui) oltre che direttore d'orchestra e pianista, che ha contribuito a modernizzare la musica italiana. Indubbiamente è il primo esempio di show man, in grado di recitare, essere comico, cantare, suonare, condurre, raccontare, e al bisogno, ballare. Tutto questo, fatto con estrema eleganza. Elegante come il suo “collega” Lelio Luttazzi, grande esattamente come lui. Purtroppo, oggi il mondo dello spettacolo, è meno attento ed esigente di quanto non lo fosse negli anni 60. Tutto è più veloce e superficiale, e, probabilmente, personaggi come Simonetti e Luttazzi, non verrebbero capiti. Enrico, fin da piccolo, dimostra una vera passione per la musica, cominciando a suonare il pianoforte a soli 4 anni, esibendosi in concerti e spettacoli, come bambino prodigio. Continua a studiare musica, finché non scoppia la guerra, e alla fine di questa, inizia a suonare nei night club e nei locali che riaprono. Vista la situazione non semplice, Enrico decide di trasferirsi a Istanbul, dove si esibisce sia da solo che con orchestre, riscuotendo grande successo. Rimane in Turchia fino al 49, per poi rientrare per un breve periodo in Italia, decidendo di trasferirsi in Brasile con la sua orchestra, insieme a Luciano Salce e Adolfo Celi. In Brasile, Simonetti, diventa una star, con un programma tutto suo in televisione, ma anche un pioniere musicale, in un certo senso, riuscendo ad unire la musica brasiliana a quella europea e al jazz. Dopo 13 anni, nel 1963, rientra in Italia, dove il successo è immediato. Per Simonetti, questo è fantastico, lui è un personaggio inedito per lo spettacolo italiano, moderno ed internazionale, elegante e cordiale. Praticamente perfetto, per la grande platea degli spettatori televisivi. La sua preparazione musicale, l'abilità da arrangiatore e direttore d'orchestra, erano sicuramente un valore aggiunto. Amava il jazz, ma contemporaneamente aveva intuito la grandezza dei Beatles, fin dal loro esordio. Gli anni 60 lo vedono protagonista in televisione, nei grandi varietà del sabato sera, come "Il signore ha suonato?" "Lei non di preoccupi", "L'amico della notte". E ancora "Senza rete", "Canzonissima", "Formula due", affiancato da Loretta Goggi, Ornella Vanoni, Mina. In "Io Agata e tu" del 69, contribuisce all'esordio di Raffaella Carrà. Nella sua carriera, Simonetti realizza anche diverse colonne sonore per il cinema, e fu attore anche in alcuni film. Da musicista, conquista anche le vette della hit parade con alcuni suoi brani, il più famoso è quello dei titoli di testa dello sceneggiato "Gamma" del 75, primo posto in classifica per ben 15 settimane. E sempre nel 75 è l'unico direttore d'orchestra del festival di Sanremo. Purtroppo Enrico muore nel 78 a soli 54 anni a causa di un tumore alla gola. I familiari accusano i medici di non essere reperibili al momento dell'aggravamento. Ci fu una causa che portò alla condanna di due medici, con l'accusa di omicidio colposo e conseguente risarcimento. Il figlio Claudio, anche lui musicista, tastierista e compositore, ha scritto le colonne sonore di diversi film di Dario Argento, la più famosa, quella di "Profondo rosso". Claudio ricorda come ancora oggi il padre Enrico sia ricordato e apprezzato quando lo vedono comparire con il suo sorriso, e la sua eleganza nelle puntate di "Teche teche te", ricordando le sue sigle televisive e il suo modo garbato e intelligente di raccontare storie, quelle storie che tutti volevamo ascoltare.
Daniele Lorenzetti