Ultimamente l’arte si sta risvegliando, e Roma è la città ideale per i nuovi, e meno nuovi, artisti che scelgono Roma come luogo per presentare le loro opere.
Ultimamente è sorta una nuova galleria, la “Clode art gallery”, situata in via dei greci, che per fortuna, lancia e propone spazi per i nuovi artisti giovani o non. Sono veramente onorato, nel poter portare alla vostra attenzione, una pittrice che fa del colore il suo regno pittorico. Forse sono un po’ di parte, essendo uno che ama i colori solari, e nelle opere della pittrice Cristina, li ritrovo, trasmettendomi il calore che il sole estivo del mio Salento, mi rigenera e mi fa star bene proprio come quando si guarda le tele di Cristina.
L’ho incontrata per voi nella galleria Clode art gallery, e attraverso questa intervista avrete, ed ho avuto, il piacere di conoscerla meglio e capire il perché delle sue opere.
Per farsi conoscere dai lettori, ci dica qualcosa di lei!
Sono Cristina, in arte firmo con un acronimo “C3R”, dove C, sta per Cristina e “3R” è il mio cognome da sposata, Trerotoli, e “suona” talmente divertente, che alla fine l’ho adottato per identificarmi. Cosa posso dire di me e della mia arte? Soprattutto, amo il colore, ed è quello che alla fine mi identifica. Mi esprimo, attraverso il colore che diventa il mio linguaggio, un linguaggio interiore che trasmetto nelle mie tele. Ed è molto piacevole, quando affermano che con questi miei colori, intendo i colori che uso nelle mie opere, faccio venire tanta allegria, e trametto tantissime energie positive.
Quando si è accorta di avere l’arte nelle mani?
In realtà, dipingo da quando avevo 11 anni, poi questa passione, che pensavo fosse semplicemente un hobby, e non che si sarebbe trasformato in una vera e propria attività. Nel tempo, in alcuni momenti in cui la tristezza prevaleva, mi rinchiudevo nel mio angolo magico, come lo chiamo io, e comincio a dipingere. Dipingendo, riuscivo a calmare il mio spirito ed il mio animo. Dipingere mi trametteva delle emozioni bellissime. Ho iniziato a dipingere per i miei amici, poi per la mia casa, e piano piano, quest’arte, riempie le mie giornate.
Da quello che ho potuto vedere, fa un po’ un genere astratto…
…si…
…vagamente, molto vagamente, ricorda un po’ Jackson Pollok…
…si, ed in alcuni tratti potrebbe ricordarlo…
…ma è approdata dopo un percorso, a questo tipo di pittura, o le è venuta subito spontanea, sin dall’inizio? Non ha fatto mai figurativo?
Si ho fatto il figurativo, soprattutto quando ero una bambina, e frequentavo questi corsi di pittura, presso la parrocchia del mio quartiere, con suor Candida che organizzava questi corsi, e non so ancora se…
…ma lei è romana?
Si! Sono romana! Sono sempre vissuta nel quartiere Flaminio, e poi ho attraversato, proprio come dicevo prima, delle vere e proprie fasi, che dipendono un po’ dagli stati d’animo…
…come quasi tutti i pittori…
…esatto, e posso affermare, che il mio inizio è avvenuto in un momento un po’ più nostalgico, malinconico. Lei non è il solo che mi dice che le mie opre ricordano Pollok, molte persone me lo dicono. In realtà io non vedo nessuno, e non vado ad altre mostre…
…Ma siamo noi che le vediamo…
…Si certo! Per me è un genere che chiamo “lacrime”, a dimostrazione che trasferisco sulle mie tele sentimenti. Spesso, dietro le mie opere, scrivo delle poesie, e questa linea di lacrime, come le chiamo io, sono quelle che poi immetto nelle mie opere.
Se ho ben compreso, le tele sono la raffigurazione delle tue poesie o viceversa?
Sono lacrime di vita, sono segni. In realtà, non sono sgocciolamenti, sono dei segni, delle incisioni, che attraverso il colore rappresentano momenti brutti o quelli belli che ogniuno di noi attraversa nel percorso di vita.
Ha dei colori preferiti?
No! Mi piacciono tutti i colori femminili, il rosa, il giallo, l’arancio…
…ed i colori come il bianco ed il nero?
Certo, hanno fatto parte delle fasi della mia vita artistica. Per essere più chiara, mentre nelle mie opere il colore predomina, nella mia casa i colori che predominano sono il nero, il grigio e l’argento, quasi un bilanciamento…
…invece poi quando dipinge esplode nei colori…
…mi piace utilizzare più colori possibili, in ogni quadro uso, non so neanche quante varianti dello stesso colore.
Prossimamente, cosa prevede la tua arte?
Sicuramente farò una mostra che chiamerò “colourholic”, per chi ama veramente il colore. Idee ne ho tantissime! Adoro portare la mia arte in giro per il mondo, ed ho già in programma una serie di mostre all’stero. Alcune tappe sono certe, come quella di Singapore, Tokio, dove per me è un ritorno, andrò a Miami e terminerò a New York…
…che poi sono i paesi in cui si vende, perché in Italia…
…Purtroppo in Italia è tutto fermo. Sembra brutto ed anti commerciale dirlo, lo affermo, proprio perché per me, è una passione, che desidero possa emergere a prescindere dall’atto vero e proprio commerciale.
Che non si venda l’arte in Italia, è dovuta almeno credo, al non poterla scaricare dal reddito. Se in Italia si modificasse la legge, facendo in modo, che come avviene all’estero, l’acquisto di opere d’arte, possano essere scaricate dal reddito, la vendita o meglio l’acquisto da parte di magnati o enti, il mercato dell’arte di voi pittori, sicuramente si riprenderà.
Potrebbe essere sicuramente la soluzione per far ingrandire un mercato che è alquanto povero.
Infatti, poi vendete le vostre opre all’estero…
…Esatto! E’ la possibilità della nostra sopravvivenza.
Avete mai pensato, di potervi riunire come associazione di tutti gli artisti, una specie di sindacato, e fare una campagna promozionale per ottenere questa legge?
Personalmente sono aperta a tutte le soluzioni. Vedo solo una sfida in positivo nell’entrare in contatto con altri colleghi in questo caso…
…sarebbe auspicabile trovare un deputato o un senatore, che portasse avanti…
“Cristina ride”, è vero potrebbe essere la soluzione e la strada più breve.
E, nell’augurarti un “ad maiora”, ringrazio.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon
Nota dell’editore! L’artista nelle ultime battute per il mercato dell’arte in Italia, aggiunge che sono sue personali idee ma che non è poi ferrata sull’argomento.