Dimostra che l’età è solo anagrafica ma che si può avere successo anche non essendo più giovani.
Sono nel mondo della moda da ormai, non ricordo quando. E tranne per alcuni stilisti tipo Litrico, non ho mai isto nelle passerelle o nei sevizi fotografici modelli che non fossero giovani ed aitanti. Eppure chi poi compra e spende molto non sono certo i giovani, la maggior parte si accontenta di comprare da H&M o da Alcott o da marchi simili. Brand fatti per i giovani, a costi accessibilissimi e che inseguono la tendenza. Per i grandi marchi, quelli si rivolgono ad un fascia alta e chi li indossa non sono certo i giovanissimi ma i loro genitori, anche se poi permettendo comprano per i figli. Ormai apparire è più importante dell’essere. Quindi ben venga il personaggio che vi propongo in questa intervista. 
Sei uno degli indossatori e fotomodelli dalla carriera più longeva. A che si deve tale longevità professionale?
Per quanto riguarda la mia lunga vita professionale, pur che se ne dica, frequentavo gli ambienti della moda già negli anni 70. Questo, grazie a mio padre che era stato un sarto collaboratore, delle allora famosissime Sorelle Fontana di Roma, che avevano iniziato con la loro sartoria, per finire con le dive di Hollywood. Involontariamente mi hanno trasmesso l’arte del gusto e del bello, che porto con me, tentando di
rinnovarmi sempre con vari look. Ed è, forse, dovuta a questo la mia longevità, oltre ad avere una dovuta forma di rispetto verso gli altri, con la mia professionalità, a detta di molti, in campo lavorativo e fotografico.
Come sono stati i tuoi inizi?
I miei inizi sono stati inaspettati con piccole sfilate di periferia proprio per la mia personalità a volte fuori dagli schemi, che mi hanno indotto a fare successivamente le prime timide conoscenze nel campo sartoriale moda.
Credo che nella vita degli indossatori/fotomodelli, ci debba essere, un’altra attività che sia di supporto ad un lavoro non certo costante. Ergo, quale il tuo secondo lavoro?
A questa domanda preferirei lasciare un piccolo alone di mistero. Sostengo che non è possibile vivere solo di sfilate o fotografia. Non sono un modello internazionale, ed ho i miei limiti estetici. Con il passare degli anni, cambiano anche le richieste nel campo della moda, sempre innovative e diverse. Spesso non mi rappresentano. Posso sostenere che, fortunatamente, ho un lavoro che mi permette stabilità economica.
Come ti sei trovato in un mondo che all’apparenza è tutto rose e fiori ma dietro le quinte sono spesso spine?
Tutto il mondo che genera spettacolo ed immagine è apparenza, e si accompagna alla falsità. La cosa più grave è incontrare persone che farebbero di tutto per annientarti per invidia.
Purtroppo con questo genere di falsità non riesco a proseguire. Forse, è per questo, che a volte non sono riuscito a proseguire nella carriera più di tanto. A volte, sono stato considerato un personaggio scomodo, che non ama molto i
compromessi ed essere preso in giro solo per apparire non fa per me.
Avrai incontrato innumerevoli persone più o meno famose, sei riuscito a capire chi fosse reale e chi recita anche nella vita?
La cosa più bella di questo presunto lavoro, parlo per me ovviamente, è che ho avuto la straordinaria fortuna di conoscere tutti i vari ceti sociali ed intellettuali, che mi hanno indirizzato e aperto la mente a tutto, ma soprattutto al rispetto di ogni singolo individuo. Posso asserire
che spesso, le persone più grandi, anche a livello internazionale, ed elevate artisticamente erano le più umane, le più semplici. Forse essendo complete di tutto, avevano l’eccellenza mentale del rispetto. Posso sostenere comunque, che il mio istinto, mi ha portato quasi sempre a decifrare la realtà o la falsità di chi appariva quello che non era, e garantisco, che non è, come sembra, tanto straordinario.
Quale lavoro ti è rimasto nel cuore tra tutti quelli che tu hai fatto?
Ovviamente il lavoro che mi è rimasto nel cuore per la semplicità d’animo e signorilità, è stato un
servizio fotografico col grande fotografo Giovanni Gastel (prematuramente scomparso per Covid nel 2021) che ha cambiato l’immagine della moda, e poi altri, che non sto ad elencare e che mi hanno insegnato molto.
Casa ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?
Cosa mi piacerebbe? Sinceramente non ho un pensiero unico, solo che mi piace sperimentarmi in più campi artistici. Ho scoperto che mi piace molto fare la radio. Mi era capitato qualche invito ed a volte mi è stato chiesto di condurre alcune piccole interviste a personaggi vari. Sta di fatto che qualche altra apparizione televisiva, come nel programma la “Repubblica delle donne” condotto da Piero Chiambretti (persona molto professionale e diretta, che sa esattamente cosa vuole dallo spettacolo) non mi
sarebbe dispiaciuta, o magari, anche comparire in un video musicale di qualche artista.
Sicuramente avrai incontrato molti stilisti, chi e perché ne preferisci qualcuno rispetto ad un altro?
Sinceramente non ho incontrato molti stilisti, ma quello a cui sono legato particolarmente è
il grande Gianni Versace, innovativo originale e coraggioso, nel lanciare una moda abbastanza
provocatoria negli anni 70 /80, sia maschile che femminile, che non tutti osavano indossare, utilizzando colori forti ed accesi.
Fantasie con meduse, e chilometrici spacchi negli abiti femminili, a volte troppo eccessivi, ma molto d’impatto. Altra icona a me cara è the Queen Giorgio Armani, grande imprenditore della classe ed eleganza, con uno dei marchi più famosi al mondo.
Perché secondo te la moda si sta spostando sempre di più, almeno nelle passerelle, verso abiti eccessivamente stravaganti, con innovazioni ridicole come l’asciugamano sopra i pantaloni?
Partiamo dal presupposto che, la moda oramai ha spaziato in tutte le sue forme visive sartoriali ed eccentriche, colmando a volte, il vuoto a nuove forme, nuovi equilibri e squilibri nell’indossare un capo che, a volte raggiunge il ridicolo, per creare nuove idee innovative, che secondo me, distruggono il campo chiamato stile ed eleganza. E’ molto più semplice provocare sconcerto, con un asciugamano sopra i pantaloni, che stravolge la visione di eleganza di un possibile capo, proprio per la mancanza di idee che mancano nei nuovi presunti stilisti. Guardano verso un futuro del nulla, privo di concetti estetici ma solo apparenza nello stupire.
Il mondo della moda, in cui il sesso spesso è un motore trainante, ti è costato rifiutare un contratto?
Si dice che il mondo della moda sia trainato anche dal sesso, ma ribadisco che purtroppo,
non solo in quel campo. Spesso accade in molte e più svariate situazioni lavorative. Rispondendo alla domanda, posso affermare che, fortunatamente o sfortunatamente, non non mi è capitato mai nulla che potesse impedirmi di firmare qualcosa a livello lavorativo. Sorridendo dico: “forse non piaccio”? Anche se ho avuto attenzioni ovviamente su tutti e due i campi, sia maschile che femminile. Ovviamente non tutti sono così, consiglierei a coloro che escono da queste accademie moda, di fare esattamente la ricerca sullo stile, prima di far sfilare ridicolaggini.
Quali sono i tuoi prossimi e futuri lavori?
Momentaneamente sono un attimo in stallo, ma spero in qualche richiesta futura.
Considerando che in Italia, i Silver così denominati, non sono poi tanto richiesti, mentre all’estero vengono osannati, quindi apparire in foto o in passerella non è semplice. Dobbiamo specificare che a volte l’Italia ha la cultura dell’usa e getta, il bello che diventa subito brutto, cercando sempre immagini fresche, che a volte, e spesso, sono prive di personalità, ma che
momentaneamente piacciono e incuriosiscono.
Riesci a dare una descrizione di te e del tuo mondo che ti circonda?
Riprendendo la domanda sulla longevità. Forse la mia piccola fortuna è che fotograficamente non essendo bello, dicono sia teatrale e d’impatto. Amo rinnovarmi e sperimentarmi, e per concludere, come dico sempre…Ciao
Antonio Ventura Coburgo de Gnon