Intervista ad Adriana Russo, una delle più versatili attrici italiane
Sono con Adriana Russo, attrice comprovata, e che incontro spesso in vari eventi a Roma. La conosco personalmente da moltissimi anni, e ne approfitto per rinnovare quattro chiacchere con lei.
Al momento, di cosa ti stai occupando?
Sono ormai tanti anni che mi sto occupando di arte. Preparo e porto in giro, delle mostre del mio papà, Mario Russo, che era un grande pittore, e porto a conoscere la sua arte in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ho fatto conoscere l’arte di mio padre, sia a Los Angeles, che a Miami, e la partenza è stata da via Margutta, dalla galleria “Area contesa Art”. Ogni anno inauguro una mostra in giro per il mondo, e devo riconoscere, che questa attività, mi sta appassionando. Mio padre era un grande pittore figurativo, ed è in calendario, una mostra a Napoli, a Palazzo Venezia. Tutto questo mi riempie di orgoglio.
Da un po' di tempo, sei fuori dalle scene, una scelta precisa o…?
Dovevo partecipare ad un progetto, prima del Covid, poi con il covid…però sto preparando, e lo dico a te e basta, un lavoro per il teatro, e spero di poterlo mettere in scena, al più presto.
Non sveliamo, lasciamo alla sorpresa, e poi un po’ di scaramanzia fa sempre bene. I tuoi trascorsi come attrice cinematografica, teatrale e televisiva, ti hanno lasciato dell’amaro in bocca perché non ci sono più o…?
Ho lavorato con i più grandi registi italiani. Ho ho debuttato con Scola, con il film “Brutti sporchi e cattivi", poi sono passata alla commedia italiana con Luciano Salce e Pasquale Festa Campanile. Ho preso parte ad un film con Damiano Damiani, insomma ho fatto veramente di tutto e di più. Mi sono cimentata con le fiction, ne ho fatto una dietro l’altra, con Gabriel Garko, con Elena Russo, e devo riconoscere che ho lavorato veramente tanto, senza tralasciare tutto il teatro nel quale mi sono cimentate e che rimane uno dei miei amori più importanti. Sono stata interprete in commedie rappresentate in grandi anfiteatri, come quello di Segesta e Taormina. Sai quale sarebbe il mio sogno nel cassetto? Fare una tragedia greca a Siracusa. Avendo preso parte a tante commedie, mi piacerebbe interpretare un ruolo in una tragedia. Il mio sogno nel cassetto, purtroppo, non dipende da me.
Un fatto che incuriosisce tutti, stranamente, quando una è la fidanzata, o la donna di una persona importante, rimane sempre l’ex di. E’ successo anche a te?
Si succede, ma non è che con Pippo, parliamo di Baudo logicamente. Con Pippo sono stata non molto tempo, solo 8 mesi. E’ stata una relazione un po’ burrascosa. Pippo voleva portarmi a vivere a Morlupo, fuori Roma dove in quel periodo lui abitava, invece io volevo vivere nella mia città, che era Roma, a Monteverde, che era il mio quartiere, e poi io vivevo con mia mamma. Credo che il rapporto con mia mamma, mi abbia molto impigrita, e non mi sono sposata. Non è che non mi sia voluta sposare con Baudo, non mi sono voluta sposare, perché sono del segno dell’acquario, ed ironia della sorte, ora sono andata a vivere fuori Roma. Vivo a Zagarolo, mezz’ora di macchina, e devo riconoscere che ci vivo abbastanza bene. Comunque, tutte le sere sono a Roma, mi piace andare a teatro ed alle prime. Questa sera, siamo insieme per la prima di Gigi Misiferi che è un mio carissimo amico.
Dai tempi del bagaglino?
Ho fatto anche il Bagaglino con Pippo Franco, la Biagini, Bombolo, erano i tempi d’oro del Bagaglino, e dopo anche con la Marfoglia. Sono stata interprete in fiction con Pingitore, con Martufello, dove ero sua moglie. In un’altra fiction sono stata la moglie di Salvo. Insomma, ho fatto la moglie, nelle finzioni teatrali e cinematografiche, ma non nella vita reale. Non so perché ho questa allergia per il matrimonio, dipenderà dal mio segno zodiacale che è l’acquario? E’ un segno di libertà, e sono proprio una donna libera, quello che mi passa per la testa, lo devo fare. Due mesi fa, sono andata a Miami, dove sono stata benissimo, e se avessi avuto un uomo, non mi avrebbe lasciata andare. Avrebbe creato dei problemi, invece io so che devo fare una cosa e la posso fare, senza avere problemi di sorta.
Ma tu dipingi?
Non riuscirei mai ad avere il talento di mio padre. Mio padre si è diplomato ed ha persino insegnato disegno architettonico ad Anagni. Era proprio un maestro del disegno, ed io non potrei mai eguagliarlo. Ho scelto un’altra strada, il teatro, che riconosco mi appassiona molto. Debuttai, quando ero piccola, nella “Resistibile ascesa di Arturo Ui” di Bertold Brecht. Ho recitato in teatro per bellissimi lavori, ma mi rimane poco come ricordo documentato. All’epoca non c’erano i cellulari, quindi ho poche foto, anche per le commedie interpretate con Giorgio Albertazzi che era anche il regista. Ne ricordo una in particolare, con la quale abbiamo girato tutti i teatri d’Italia, ed era la storia di Federico II di Svevia. Purtroppo di queste rappresentazioni in prestigiosi teatri ed anfiteatri non posseggo documentazione fotografica. Interpretavo una siciliana, la più anziana, e non ho le foto, e non puoi immaginare quanto mi dispiace, ma all’epoca come ti dicevo prima, non c’erano i cellulari, e per risparmiare non si chiamavano i fotografi, per conseguenza ho pochissime foto delle mie presenze sul palcoscenico dei teatri.
Ma hai i ricordi, e potresti scrivere un libro…
Certo, potrei, le “Memorie di Adriana”. Sarebbe molto divertente come titolo, e potrei inserire, anche delle cose piccanti, che sono quelle che poi tirano di più. Si! Potrei farlo!
Marina Bertucci
Antonio Ventura Coburgo de Gnon