ACQUEDOTTI RURALI, FRATELLI D’ITALIA: “DEBITI PER 5,6 MILIONI NEL 2025, PERCHE LA REGIONE NON HA TRASFERITO GESTIONE DA ARIF AD AQP?”
«Perché la Regione non ha dato seguito al trasferimento di gestione degli Acquedotti Rurali da Arif ad Acquedotto Pugliese, come disposto dall’articolo 41 della legge 7 approvata a maggio dell’anno scorso? È quello che chiediamo con un’interrogazione urgente e con una richiesta di audizione nelle Commissioni Agricoltura e Bilancio in seduta congiunta. L’obiettivo della legge 7/2025 è duplice: da una parte sanare le perdite nella rete degli Acquedotti Rurali risparmiando circa 6 milioni di euro all’anno; dall’altra rendere più efficiente il servizio irriguo, fondamentale per gli agricoltori.
Ma facciamo un passo indietro: la rete di canali e condotte che ricadono nel perimetro di bonifica del Consorzio Centro Sud Puglia, e che prima del 2024 appartenevano ai territori dei 4 consorzi commissariati e poi soppressi (Arneo, Stornara e Tara, Ugento Li Foggi e Terre d’Apulia), fu data in gestione all’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. Ma, a causa di inefficienze (perdite cospicue nella rete di distribuzione dell’acqua, costi del personale e consumi energetici elevati, ingente morosità e mancata quantificazione e riscossione delle somme relative ai consumi idrici dei singoli consorziati), ogni anno il costo di gestione degli Acquedotti Rurali produce un disavanzo tra i 5 e i 6 milioni di euro, che è stato quantificato in 5,6 milioni nel 2025.
A questo aggiungiamo altri elementi gravissimi: ci sono ancora vecchie tubature in amianto e arrugginite e non arriva l’acqua nelle abitazioni, una situazione da terzo mondo.
Nella legge di bilancio di previsione 2025 fu presentato un emendamento a firma Pagliaro, poi recepito nell’articolo 41 della legge regionale sull’utilizzo dell’acqua approvata a maggio 2025, che disponeva il passaggio degli Acquedotti Rurali da Arif ad Aqp entro trenta giorni dall’entrata in vigore della norma. Cosa che invece, ad oltre un anno di distanza, non è avvenuta. Da qui la nostra interrogazione e richiesta di audizione, per conoscere ragioni e responsabilità di questa mancata attuazione, che comporterà un costo di 5, 6 milioni a carico della Regione per coprire il buco degli Acquedotti Rurali nel 2025.
Chiediamo anche di quantificare i debiti accumulati negli anni e il cronoprogramma dell’iter di trasferimento della rete idrica rurale del Consorzio Centro Sud Puglia da Arif ad Acquedotto Pugliese.
L’acqua è vita per la nostra agricoltura, ma viene sprecata nella rete colabrodo che non è stata risanata ed è stata abbandonata. E, in più, il costo di questo disservizio viene pagato da tutti i pugliesi. È di questa cattiva gestione che chiediamo conto».
Nota del presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri