PAGLIARO: “FINALMENTE OPERATIVA CHIRURGIA VASCOLARE, MA URGE TRASFERIMENTO AL DEA DI CHIRURGIA TORACICA”
“Luci ed ombre, nella mia ispezione di questa mattina all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Finalmente è partita l’attività di Chirurgia vascolare, dopo vent’anni di attesa e dopo le mie pressanti sollecitazioni perché il reparto fantasma diventasse operativo. I pazienti ora possono ricevere cure urgenti in una struttura all’avanguardia, con uno staff medico di primo livello – sebbene ancora incompleto – senza più trasferimenti in emergenza a Tricase o Brindisi, che in passato hanno causato decessi.
Situazione abbastanza tranquilla al pronto soccorso, e camera iperbarica – anche questa in funzione dopo una mia lunga battaglia, perché era ancora incellofanata dopo cinque anni dall’installazione – operativa ma a singhiozzo, solo per poche ore e solo per pazienti ospedalieri, mentre gli esterni non possono ancora usufruirne.
Male, invece, la Chirurgia toracica ancora allocata nel vecchio reparto del Fazzi. L’atteso trasferimento al Dea, il Dipartimento di emergenza-urgenza-accettazione, non ha ancora una data certa. E intanto l’equipe guidata dall’ottimo primario, il dottor Camillo Lopez, è costretta ad operare in ambienti e in condizioni precarie. Nella mia ispezione ho constatato pesanti criticità. Mancano gli apparecchi per la videotoracoscopia e l’endoscopia e perfino i ferri chirurgici. I pazienti che devono essere sottoposti a interventi di chirurgia robotica devono essere trasferiti al Dea, con il rischio di contrarre infezioni nel trasporto e di non potersi servire dell’unico ascensore a disposizione, spesso fuori servizio. Ma non è tutto: le stanze di degenza del Fazzi sono prive di bagno, e i servizi igienici del reparto sono vecchi e promiscui, e la pavimentazione è rotta e pericolosa in diversi punti.
Il trasferimento del reparto di Chirurgia toracica al Dea sarà una priorità delle mie battaglie per una sanità pubblica efficiente, che non si fermano e andranno avanti con la stessa forza e costanza di questi cinque anni”.
Nota del consigliere regionale di Paolo Pagliaro