“AMBULANZE PER TRASFERIMENTO PAZIENTI ROTTE DA MESI, E 12 DIPENDENTI FERMI. LA ASL NE DIA CONTO”
“Oggi siamo tornati all’ospedale di Scorrano per verificare la situazione al pronto soccorso, dopo l’ispezione del 31 gennaio scorso in cui denunciammo l’assenza di una camera calda per il trasbordo dei pazienti dalle ambulanze. Allora c’era un unico ingresso, condiviso con tutti gli altri utenti, e quindi promiscuo, scomodo e pericoloso. Dopo la nostra denuncia è stato finalmente realizzato un ingresso riservato esclusivamente alle ambulanze, coperto per riparare dalle intemperie e climatizzato. Un risultato importante, perché migliora la presa in carico dei pazienti e l’accesso al pronto soccorso.
Ma nell’ispezione odierna abbiamo riscontrato un altro problema: un’ambulanza di presidio ferma da ben 4 mesi nel parcheggio. Si tratta di un mezzo dedicato esclusivamente al trasferimento dei pazienti in altri ospedali, per eseguire esami diagnostici come tac e risonanze, per consulti o ricoveri. All’ospedale di Scorrano spettano tre ambulanze di presidio, ma una è stata rottamata perché ormai inservibile, un’altra si trova in officina a Brindisi da 6 mesi pur essendo stata riparata, mentre la terza è ferma a Scorrano in attesa di essere portata in riparazione. Risultato: zero ambulanze a disposizione, nonostante ci siano 12 autisti, dipendenti Asl, destinati al servizio di trasferimento dei pazienti. Il paradosso è che, per svolgerlo, la Asl si rivolge ai privati, con un costo medio di almeno 2mila euro al giorno. I conti sono presto fatti: 60mila euro al mese, 240mila euro per 4 mesi, oltre 700mila euro per un anno. A questo si aggiungono gli stipendi pagati ai dipendenti, che sono persone oneste e hanno voglia di lavorare. Non avendone gli strumenti, si danno da fare per aiutare nel servizio di trasporto farmaci e sangue, che si svolge con auto prive di lampeggianti, seppur indispensabili in caso di urgenza. Perché la Asl non provvede a far riparare l’ambulanza rotta e a ritirare quella riparata, ferma a Brindisi? E qui si riapre il capitolo che abbiamo denunciato con un’interrogazione urgente a gennaio scorso, contestando la scelta di un’autofficina a Brindisi per la manutenzione e le riparazioni di tutti i mezzi dell’Asl Lecce. Questo comporta tempi lunghissimi anche per la semplice sostituzione di una lampadina o per un cambio olio. La risposta che ci è giunta ad aprile scorso lascia perplessi: “La sede della ditta a Brindisi non comporta ritardi nelle riparazioni – sostiene l’Assessorato alla Sanità – perché l'aggiudicatario ha una officina mobile e l'attività lavorativa della ditta è monitorata con dei report nei quali vengono dettagliate date di consegna e restituzione dei mezzi”. Ma è del tutto evidente che i tempi per le riparazioni sono insostenibili, e a pagare sono i cittadini”.
Nota del consigliere regionale capogruppo La Puglia Domani