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Le ultime leccete salentine minacciate dall’incuria e dall’abbandono

 

    bosco salentino 1 Se c’è una specie vegetale che può rappresentare il Salento e il suo spirito selvaggio, questa è senza dubbio il leccio.

     Il leccio, Quercus ilex il suo nome scientifico, è una quercia sempreverde di origine mediterranea, che tende a formare boschi selvaggi e spesso impenetrabili definiti “leccete”.

    Questa maestosa quercia, il cui legno è stato utilizzato e sfruttato per secoli, secondo una ipotesi toponomastica, dona anche il nome alla Signora del Barocco, la città di Lecce, ed è presente anche nello stemma cittadino: “D’argento      alla lupa passante di nero, attraversante il fusto di un albero di leccio verde, sradicato e ghiandifero d’oro”.

    Oggi, purtroppo, dopo secoli e secoli di sfruttamento e di taglio delle antiche foreste, rimangono sul territorio salentino poche e piccole leccete, tra l’altro isolate e spesso prive di importanti corridoi ecologici.

    Questa condizione di limitata estensione e di isolamento, non permette di avere una biocenosi in salute, ovvero quell’insieme di piante e animali che vivono in stretta e reciproca relazione, in un determinato ambiente, nel nostro caso, appunto, la lecceta.

Organismi potenzialmente patogeni come alcune specie di funghi, batteri ed insetti, possono perciò avere facilmente la meglio e destabilizzare quindi, il delicato equilibrio che mantiene in salute il bosco.

E’ quello che, purtroppo, sta accadendo alle piccole leccete salentine, in particolar modo alle leccete della Grecìa salentina, ma la situazione sembra estendersi a macchia d’olio verso sud-ovest investendo anche le leccete tra Maglie, Cutrofiano e Collepasso.

“Purtroppo”, esordisce Samuele Tommasi, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), per un male oscuro di cui ancora non conosciamo bene le origini, i boschi di leccio di Calimera, Martano, Carpignano e Melendugno si stanno ammalando e la loro fine appare purtroppo veloce e inesorabile. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma basterebbe fare una passeggiata lungo la strada provinciale, che da Calimera porta verso Borgagne, per rendersi conto che una parte della nostra storia sta per finire per sempre. Una storia che Samuele e tantissime altre persone appassionate di quei boschi, conoscono molto bene, e che sembra davvero prossima alla fine.

Continua Samuele: “Chiediamo quindi alle istituzioni, delle soluzioni condivise e delle risorse, per fronteggiare questa nuova emergenza in un momento assai critico per l'intero territorio”. Ma l’appello in favore degli ultimi boschi del Salento non si arresta qui. A sollevare la questione, circa la situazione del Parco “Bosco di Collepasso”, è l’ex Assessore ed attuale Consigliera comunale di opposizione, al Comune di Collepasso, Eliana Vantaggiato: ”Su sollecito di molti concittadini, il 6 gennaio mi sono recata al Parco Bosco, constatando e documentando un grave stato di incuria che interessava l’intera area, panchine e giochi divelti, sentieri invasi da plastiche e ghiande, e la struttura pericolante dei bagni pubblici a rischio crollo, e il drammatico deterioramento  arboreo.”

Continua la Consigliera Vantaggiato: “Nell’esercizio delle mie funzioni di rappresentante dei cittadini, e nel tentativo di offrire un fattivo contributo, teso a salvare un‘importante area verde, l’unica, peraltro, del mio paese, ho chiesto una consulenza al Dott. Cristian Casili, Agronomo e Vicepresidente del Consiglio Regionale, il quale, dopo il sopralluogo effettuato insieme a me, ha rilasciato un comunicato stampa sul sito istituzionale della Regione Puglia, rilevando un pesante attacco parassitario delle leccete boschive, e sollecitando il Comune di Collepasso, che è anche il gestore del Bosco didattico da marzo 2023, ad intervenire tempestivamente, con un  diradamento selettivo e un serio piano di potatura degli alberi malati”. Interventi, peraltro, necessari in caso di diffusione di malattie infettive dall’impatto così devastante. “In qualità di consigliere comunale”, termina la Consigliera Vantaggiato, “ho presentato due interrogazioni al sindaco, per capire quali azioni l’amministrazione intenda compiere, e se abbia programmato un piano straordinario, per realizzare gli interventi proposti dal Dott. Cristian Casili, e proposto anche un incontro dell’amministrazione, con tutte le forze di opposizione e le associazioni comunali”. La questione, quindi, rimane aperta.

La situazione è perciò critica e sarebbe buona norma da parte di ognuno di noi segnalare l’eventuale presenza di esemplari di leccio in fase di disseccamento, in particolar modo nelle aree boscate.

Seguiranno aggiornamenti.

Francesco Salvatore Chetta

Guida Ambientale Escursionistica AIGAE

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