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      Il microcredito come ottenerlo e in che cosa consiste. Lo spiega Federico Ferraro

 

        federicoMi può spiegare, con parole semplici, come se stesse parlando con un bambino dell’elementari, cos’è il Micro credito?

Il micro credito, è un sostegno che viene dato alle persone non affidabili, termine poco carino, praticamente non bancabili, che non possono offrire delle garanzie reali alle banche, che possano garantire un prestito, per aprire un’attività, o per promuovere un’attività già esistente.

Da quando è in vigore in microcredito?

Dal 2005, quando il segretario generale delle Nazioni Unite, all’epoca, Kofi Annan, individuò nel micro credito, la risorsa per far uscire dalla sacca di povertà, le persone più indigenti, che non avevano possibilità di accedere ai finanziamenti, non potendo offrire garanzie alle banche. In quel momento fu costituito un comitato permanente in Italia che è stata una delle prime nazioni a voler intervenire in questa ottica. Poi, con il passare degli anni, è nato, proprio nel 2011, l’Ente Nazionale per il microcredito. Ente non economico ma che sovraintende a tutte le attività, del micro credito, in Italia ed all’estero. Possono accedere al microcredito anche gli immigrati regolari in Italia. Essendo un ente non economico, ovviamente ha dovuto sottoscrivere dei protocolli d’intesa con vari istituti di credito, su tutto il territorio nazionale. Attualmente sono circa 38 gli istituti di credito aderenti.

Ecco capito questo, come funziona l’accesso al micro credito? Posso accedervi tutti, di qualsiasi età, ed indipendentemente dal sesso?

Certo, tutti, uomini e donne. Unico requisito è la maggiore età, ma non vi è limite d’età avanzata.

Come si può accedere?

Facendo un’istanza al micro credito, che convoglia l’istanza ad un tutor territorialmente competente. I tutor per noi sono fondamentali. Sono il tramite tra l’esigenza del privato, e l’intervento dello stato. Sono persone specializzate generalmente avvocati, commercialisti, o consulenti del lavoro che vengono formati presso la sede dell’Ente. Superano un corso, e sono iscritti all’albo dei tutor che è detenuto dall’Ente stesso.

Il tutor sarà poi, quello che guiderà e farà da tutore alla persona che chiede il microcredito.

 Il tutor, è una persona designata dall’Ente territorialmente competente, e va a confrontarsi con la persona che chiede il micro credito. Il tutor, deve valutare quale attività desidera aprire il richiedente. Fa una sorta di piccola indagine di mercato, per decidere la fattibilità dell’impresa che si va a progettare. Faccio un’ipotesi banale. Se l’interessato vuole aprire una pizzeria al taglio, gli chiederà ovviamente se nella zona in cui vorrebbe operare quante pizzerie ci sono? Se ce ne sono molte, probabilmente sarebbe opportuno spostarsi in altra zona più congeniale, o cercare un altro tipo di attività. Ovviamente il tutor, segue l’evoluzione di questa richiesta di finanziamento, ed arriva alla determinazione, se questo finanziamento è utile da un punto divista commerciale.

Che cosa vuol dire?

Vuol dire che, se dobbiamo togliere dalla sacca di povertà questa persona, e dargli la possibilità di guadagnare, se non c’è guadagno, sarà uno sforzo inutile, ed oltremodo dannoso. Invece lo si deve avviare verso una attività lucrativa, che gli permetta di avere un guadagno per sé stesso 

e, conseguentemente, restituire i fondi che vengono erogati dalla banca.

Limiti di erogazione e interessi?

I limiti di erogazione sono al momento fino a 40.000 euro. Stiamo parlando di micro credito. Sensibili di ulteriori 10.000 euro, sempre che il tutor ravvisi la necessità di questa richiesta in aggiunta. Ma è necessario che la persona abbia adempiuto al pagamento delle ultime sei rate e che non abbia pendenze con la banca che ha elargito. Oggi debbo dire che stiamo proponendo al Governo, l’innalzamento dai 40.000 euro fino a 100.000 euro, inserendo anche quelle società che sono momentaneamente escluse, e che sono società di capitali, per le quali, non è previsto nei piani del micro credito di oggi….

…tipo le s.r.l. o le s.p.a.

Ovviamente la s.p.a. non ha bisogno del micro credito. Le società a responsabilità limitata, sono escluse, per il momento, nelle richieste. Il nostro presidente, Mario Baccini, ha proposto l’innalzamento della quota, da 40.000 a 100.000 euro, comprendendo le s.r.l., sperando che si possa addivenire a questa determinazione da parte del Governo. Di conseguenza la platea di quelli che possono usufruire del finanziamento si innalzerebbe in maniera sostanziosa.

Per poter far capire meglio.

 Le faccio un esempio: Un uomo, che ha circa 36 anni, rimasto disoccupato, ed ha intenzione di aprire una piccola produzione di magliette, ha la possibilità di accedere al microcredito? E quale l’iter deve fare? Una domanda a chi? Alla banca?

No, no! Il micro credito è ottenibile da tutti, anche nelle ipotesi…

…se uno avesse 73 anni potrebbe fare qualcosa…

…si deve rivolgere ad una delle banche convenzionate con il microcredito. L’utente non conosce quali sono le banche accreditate, e si rivolgerà al micro credito, asserendo che vorrebbe aprire a Rovigo, ho detto una città a caso, un’attività.

A chi si deve rivolgere?

L’Ente segnalerà la banca accreditata più vicina a lui. In alternativa potrà rivolgersi al tutor, assegnato dall’Ente, che si attiverà per un primo contatto esplorativo. Personalmente, faccio parte dello staff di presidenza del micro credito e sono un componente del consiglio nazionale. Tra l’altro, sono presidente di una associazione, chiamata “associazione amici del micro credito” con la quale, ho creato un gruppo su Facebook, attraverso il quale, divulgo la “mission” dell’Ente, che, come detto prima, è poco conosciuto dall’utente della strada. L’Ente si pubblicizza attraverso un sito internet. Ma l’utente spesso non sa dell’esistenza di questo sito. L’Ente pubblica riviste specializzate che vanno direttamente agli addetti al lavoro e che non si trovano nell’edicole. L’Associazione “Amici del Microcredito“ ha aperto un Gruppo su Facebook, dove personalmente ho pubblicato  e pubblico continuamente le attività del microcredito. L’Ente ha molti progetti, per citarne alcuni, per le donne vittime di violenza, e per i giovani neet, giovani che hanno terminato gli studi, non fanno dei corsi di aggiornamento e non lavorano. Questi giovani cerchiamo di aiutarli, anche con fondi europei. Devono seguire un percorso accompagnati dai nostri tutor. Attraverso questo percorso possono avere l’idea dell’imprenditoria. Non è detto che non l’abbiano covata dentro di loro, ma non riescono ad esternarla. Tramite la nostra assistenza, e ci tengo a dire che il tutor opera gratuitamente, l’interessato può concretizzare più precisamente l’idea e trasformarla in realtà fattuale.

Coprite con il micro credito tutta L’Italia?

Assolutamente tutta! Ci tengo a sottolineare che attraverso l’intervento dell’Ente, in caso di elargizione del finanziamento richiesto, la banca gode della garanzia del Fondo Nazionale di Garanzia per le piccole e medie imprese fino all’80% di quanto elargito.

Mi perdoni, faccio finta di essere un bambino che cerca di capire. Praticamente, se il soggetto non riesce a pagare l’80%, lo pagate voi?

La banca, se lo va a riprendere direttamente dal fondo nazionale, che è la garanzia prevista. Rimane quindi un 20% scoperto. La banca gestisce soldi pubblici o privati, e deve avere delle particolari attenzioni. L’Ente garantisce, come detto, l’80% del fondo erogato, il residuale 20%, lo copre il richiedente. Un minimo di rischio d’impresa ritengo sia opportuno che il beneficiario lo debba consentire.

Questa quota la può coprire con i propri risparmi, o avere una firma d’avallo, o ancora una fideiussione bancaria o assicurativa, in modo che, la banca sia coperta totalmente. A questo punto la banca elargisce tranquillamente. E’ giusto che si sappia, che le insolvenze derivanti dall’attività dell’Ente sono molto basse e si aggirano intorno al 3%. L’attività che l’Ente svolge, sempre attraverso la figura del tutor, è un’attività molto intensa, che   focalizza esattamente le difficolta di finanziamento e le possibilità per ottenerlo. Nel momento in cui, il tutor dà l’ok, e realizza il business plan cioè il piano economico dell’azienda, il percorso è completato, e la banca sa, che se c’è l’ok da parte del tutor, e quindi da parte dell’Ente, è garantita. Come detto prima, solo il 3% non riesce a far fronte all’impegno assunto. L’attività può andare bene per i

primi anni, poi fattori di contingenza o di mercato fanno sì che la restituzione delle rate divenga problematica. La restituzione avviene nell’arco dei sette anni.

Ci sono dei minimi di richiesta di finanziamento?

Non ci sono dei minimi stabiliti, ma di certo dipende dall’attività che si deve svolgere.

Antonio Ventura Coburgo de Gnon

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