Progetti per la rivalutazione dei mercati orto floricolo
Mi chiedo quali siano stati i motivi che un mercato dei fiori così fiorente sia poi quasi scomparso?
Il periodo della pandemia è stato determinante per la caduta delle vendite del mercato floricolo. Le piccolissime aziende condotte da nuclei familiari, hanno subito più di tutte il periodo della pandemia, per la chiusura dei cimiteri e l’assenza di domanda. La fase di ripresa, è difficile per le aziende di dimensioni limitate. Per le produzioni di tipo industriale, le aziende si sono sapute difendere, ed hanno potuto accedere ai benefici, ed ai contributi a fondo perduto. Un’organizzazione diversa, ha prodotto un momento di difficoltà, e come sindaco, ho osservato come è ripartito il settore. Le aziende che si sono riorganizzate, passando da una conduzione familiare di una piccola azienda, si sono trasformati, organizzandosi con la vendita diretta…
…Mi sembra che comunque, questa discesa, sia cominciata un po’ prima della pandemia. Possiamo affermare che abbia dato il colpo di grazia?
Certo, ma aggiungiamo anche i costi del riscaldamento delle serre, i costi della mano d’opera. Questi costi hanno ribaltato le serre per la produzione dei fiori in produzione di primizie. Un’altra motivazione è il prezzo dei bulbi che si devono importare dall’Olanda che li porta ad indebitarsi tranquillamente, a differenza delle produzioni in serra delle primizie, che comporta più lavoro, ma certamente non il rischio di indebitarsi.
Che cosa piò fare il comune per aiutare i floricultori per riprendere in mano un mercato che c’era 15 anni fa e più?
Il mercato di 15 anni fa era in una piccola struttura, oggi noi abbiamo cercato di accedere a qualche occasione di finanziamento, con l’accesso a fondi per i comuni che avevano la proprietà del mercato orto floricolo. E’ in atto un progetto di riorganizzazione dei due mercati, ora separati, in un’unica grande struttura. Il mercato orto frutticolo, procura benessere ed un equilibrio finanziario. abbiamo raggiunto grandi numeri, abbiamo migliorato in modo straordinario, tanto che operatori vengono da tutta la provincia di lecce, e non solo. Ma si aggiungono anche operatori dell’alto Salento, con le province di Brindisi e Taranto, ed anche i più lontani di Bari e provincia. Misuriamo la qualità della gestione economica, eliminando le società miste, le gestioni da parte di terzi, sostituendole con la gestione diretta da parte del comune, con i suoi dipendenti, con una gestione in economia delle due strutture.
Un unico grande mercato orto frutta e dei fiori, nella zona industriale, dove esiste la vecchia struttura della Faro Sud ormai obsoleta. Abbiamo chiesto un finanziamento di 10 milioni di euro al quale siamo stati ammessi come comune di Taviano. Queste risorse potrebbero aiutarci a rendere possibile un riconoscimento facciale degli operatori e la possibilità della vendita online. diventa una grande innovazione tecnologica. Queste innovazioni serviranno per avvicinare la produzione degli ortaggi e dei fiori della nostra città ad un nuovo grande mercato, che attraverso le nuove tecnologie valorizzerà la nicchia della produzione dei fiori.
Per far ritornare la ed incentivare la coltivazione dei fiori, ci sono dei progetti e degli incentivi?
Quando parliamo di un piccolo ente locale, si tratta di piccoli incentivi economici, che si basano su poche migliaia di euro per valorizzare il settore. Cercheremo fare uso di risorse che provengano dall’Europa, da bandi della Regione, tenteremo di fare di tutto utilizzando tutti gli strumenti.
Lasciando da parte, la produzione ed il mercato dei fiori, quando si lascia la superstrada per entrare in Taviano legge sul cartello, “Taviano la città dei fiori”, poi uno entra in Taviano e dei fiori neanche uno. Sarebbe forse il caso che, se uno legge, poi trovi corrispondenza di aiuole fiorite o arredo urbano rivolto ai fiori…
La denominazione era collegata principalmente all’unicità del mercato floricolo.
Adesso bisognerebbe trasformarla…
L’arredo urbano, e la cura è estremamente difficile, se non si destini una quantità di risorse, che non sono limitate alla piccola convenzione per i servizi ambientali. Spesso abbiamo grandi disagi e difficoltà, e non solo per il nostro comune, ma per tutti i comuni, soprattutto per le temperature che arrivano anche a 40 gradi. Le temperature del Nord o intorno ai laghi, rendono questi comuni ricchi di verde e di fiori. La speranza è di riuscire a rendere rigogliosi ed accoglienti, almeno gli ambienti del parco, e l’ingresso della città. Il pozzo che serviva per gli spazi verdi, all’ingresso di Taviano, non ha più acqua. Praticamente non riusciamo a tenere verdi le aiuole all’ingresso di Taviano. Quindi abbiamo bisogno di dare fondo al pozzo perché questi anni sono stati estremamente difficili, non piove da sette mesi. Oltre alla mancanza di risorse economiche, incide anche il clima non ideale.
Principalmente il clima, ma di mettere sull’arredo urbano, in un territorio così vasto, come Taviano e la marina di Mancaversa, non si hanno le risorse finanziarie da destinare a questi servizi essenziali straordinari. Io per primo mi rammarico per non riuscire a portare, un progetto per l’arredo urbano.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon