Non posso definirmi uno chef, ma forse un buon cuoco, perché cucinare mi diverte e mi rilassa. E sono per il riutilizzo degli avanzi non amo le pietanze scaldate, tranne la pasta.

In una società, nella quale è difficile vivere, avendo redditi alquanto bassi, e costi alquanto elevati, cercare di risparmiare in cucina è quantomeno doveroso. Non solo perché già, nel fare la spesa, si sta attenti ad usufruire di offerte o sconti vari, ma evitare gli sprechi diventa doveroso. Proprio per questo, io che non riesco quasi mai, a dosare esattamente per le persone a tavola, ho sempre o meglio quasi sempre rimanenze. Avevo preparato la verza cappuccio con le patate, chiaramente stufate, e forse avrebbero cenato almeno in 5, mentre era solo per due. Quello che è avanzato, l’ho riciclato preparando un piatto totalmente diverso. Ne ho fatto degli gnocchi! Si proprio degli gnocchi. Con un frullino ad immersione, ho reso patate e verza a crema, e poi ho iniziato ad aggiungere farina 0, fino a compattare il tutto e rendere l’impasto lavorabile. Poi, come si fa del solito con gli gnocchi, ne ho fatto dei budelli e tagliati a pezzi di un centimetro circa. Man mano che li tagliavo, li mettevo in farina di grano duro, in modo che non si attaccassero. C’è chi li lascia così a dadini, io preferisco cavarli con l’aiuto di un attrezzo fatto appositamente, è una piccola tavoletta con delle scanalature. Mi piace che prendano la forma dello gnocco classico di patate, che vedevo fare dalla cuoca di casa. Piatto che spesso si preparava il giovedì, come da prassi che dice giovedì gnocchi. Chiaro è che questi sono già gustosi di proprio, per conseguenza non hanno bisogno di grandi condimenti. Il mio consiglio è burro e parmigiano.
Antonio Ventura Coburgo de Gnon