Un risotto, creato con gli scarti della verza
Praticamente, quando preparo la verza stufata con le patate, e mi sembra di aver già postato, le coste delle foglie, che sono dure, e non hanno lo stesso tempo di cottura della foglia, le tolgo, ma chiaramente non le butto. Le taglio a pezzi piccoli e le lesso in acqua leggermente salata, fino a cottura. Vi garantisco che ci vuole un bel po’. Quindi con il mixer ad immersione le frullo insieme ad un po’ di acqua di cottura. Il risultato è una crema alquanto liquida. Ora passiamo alla cottura del riso. In una pentola, metto una quantità di burro necessario, ed appena sciolto, aggiungo della cipolla tagliata sottilissima, e poi ancora tritata con un coltello. Quando è appassita, o meglio ammorbidita cuocendo a fuoco basso, ed a coperto chiuso, aggiungo la quantità di riso necessaria e lo faccio tostare. Ora poco alla volta aggiungo la crema di gambi di verza, e inizio a cuocere. Man mano che il liquido si asciuga, continuo a versare altra crema. Verso la metà, del tempo necessario alla cottura, aggiusto di sale. Una volta cotto ed asciugato, non amo i risotti con l’onda, impiatto e spolvero di peperoncino in polvere. Chi non lo gradisce, può utilizzare il pepe o niente. Buon appetito, con una ricetta, ancora una volta di recupero.
Antonio ventura Coburgo de Gnon